Nata sotto un raro allineamento di stelle, Alina viene considerata una predestinata: una figura che secondo un'antica profezia avrebbe portato equilibrio tra il regno di Luce e quello di Ombra. Tuttavia, fin dalla nascita, Alina si dimostra tutt'alt...
La luce del sole stava iniziando a calare mentre ci allontanavamo dal tempio.
I ricordi della battaglia contro Seline e la verità sul Re Ombra pesavano ancora sulle nostre spalle, ma un nuovo senso di speranza aleggiava nell'aria.
Kael camminava al mio fianco, e il suo sguardo rifletteva una determinazione che condividevo.
"Manca poco," dissi, cercando di mascherare l'ansia che mi attanagliava.
"Tra poco saremo a casa. Sei sicuro di voler venire? Non sei obbligato" dissi timidamente.
"Ma scherzi? Voglio vedere dove sei nata," disse prendendomi la mano.
"Sei pronta?" chiese Kael, la sua voce carica di comprensione. Sapeva che tornare a casa significava affrontare il passato e le scelte che avevo fatto.
Annuii, anche se il cuore mi batteva forte.
La mia mente tornava al giorno in cui avevo lasciato tutto, quando le ombre si erano avvicinate e mia madre mi aveva detto di scappare.
Ma ora, con Seline sconfitta e il potere del Re Ombra confinato, sentivo che era giunto il momento di tornare.
Finalmente, giungemmo davanti alla mia casa.
Le porte di legno erano chiuse, ma la struttura si ergeva ancora solida, avvolta nei colori caldi del tramonto.
Un groppo mi si formò in gola mentre pensavo a quello che avrei trovato all'interno.
Le ombre non erano più lì, e i ricordi di quella notte fuggitiva mi assalivano.
"Non sei sola," disse Kael, tenendomi la mano. "Affrontiamolo insieme."
Presi un respiro profondo e spinsi lentamente la porta.
Si aprì con un leggero scricchiolio, rivelando l'interno familiare. L'aria era carica di ricordi e di calore, ma il silenzio era opprimente.
"Papà? Mamma?" chiamai, la mia voce tremante. Il cuore mi batteva forte mentre mi avventuravo all'interno.
Kael mi seguiva, il suo sguardo vigile.
Improvvisamente, una figura si affacciò da una delle stanze. Era mia madre, con i capelli scompigliati e gli occhi spalancati per la sorpresa.
"Alina!" esclamò, correndo verso di me.
Ci abbracciammo con forza, come se temessimo che l'altro potesse svanire.
"Pensavo di non rivederti mai più!" disse, le lacrime che le rigavano il viso.
"Sei viva!"
"Sono tornata," risposi, la voce rotta dall'emozione.
"Non ho mai smesso di cercarti."
Mentre ci abbracciavamo, sentii una mano posarsi su di me.
Era mio padre, con un'espressione di incredulità e gioia.
"Sei davvero tornata a casa, Alina," disse, la voce carica di emozione.
"Non posso credere ai miei occhi."
"Ho avuto così tanta paura," confessai, guardando entrambi. "Le ombre... sono state lì, ma ora tutto è diverso. Ho così tante cose da raccontarvi!"
Mia madre si allontanò un attimo, studiando il mio volto. "E tu... hai affrontato tutto da sola?"
"L'abbiamo fatto," interruppi, sentendo la determinazione riflettersi nella mia voce. "Kael e io. Ma c'è ancora molto da fare."
Kael fece un passo avanti, il suo sguardo gentile. "Salve, mi chiamo Kael, sono un suo amico" disse indicandomi con un sorriso impacciato.
"Ciao Kael, piacere di conoscerti. Grazie di esserti preso cura di mia figlia" gli sorrise mia madre toccandogli la spalla.
"No signora, è stata lei che si è presa cura di me. Senza di lei e senza le sue scelte non saremmo qui oggi."
"Il regno delle ombre non è stato completamente distrutto. Dobbiamo rimanere vigili" dissi.
Mia madre annuì, comprendendo la gravità della situazione. "E tuo padre... il Re?"
"A proposito di questo, potevi dirmelo prima! Mi sarei preparata diversamente!" Dissi alzando la voce.