Capitolo 23

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Kael e io ci trovavamo di nuovo di fronte al Re Ombra e a Seline, viva e vegeta, con la consapevolezza che questa era la battaglia decisiva.

Tutto era stato preparato, orchestrato fin dall'inizio per portarmi qui, davanti a loro.

Seline, con il suo sorriso malizioso, sembrava già convinta della vittoria.

E mio padre, il Re Ombra, osservava silenzioso, ma i suoi occhi tradivano qualcosa di più profondo.

"Sei arrivata al punto in cui dovevi essere, Alina," disse il Re Ombra, con la sua voce bassa e autoritaria. "Ora, la tua luce deve essere sacrificata. È l'unico modo per portare equilibrio tra i mondi."

Mi sentivo in trappola, i loro sguardi puntati su di me come lame.

"Perché dovrei rinunciare alla mia luce?" chiesi, cercando di guadagnare tempo, cercando di capire cosa potessi fare.

Seline avanzò, la sua voce melliflua e ingannatrice.

"Non capisci, Alina? La tua luce è una minaccia per tutti noi. È troppo forte, troppo pura. Se non viene spezzata, non potremo mai unire le ombre alla luce."

Era una bugia, lo sapevo.

Ma stavo iniziando a intuire che la mia luce non era solo una minaccia per loro... forse era anche un'ancora. Qualcosa che li legava, li limitava. Ricordai le parole di mio padre: "La tua luce è ciò che impedisce al mio potere di consumarmi."

Perché non ci ho pensato prima?

Mio padre non voleva distruggere la mia luce... voleva sfruttarla, spezzarla in modo da poter mantenere il suo equilibrio.

Kael, sempre al mio fianco, mormorò: "Alina, non ascoltarli. Questo non riguarda l'equilibrio, riguarda il potere. Stanno cercando di farti rinunciare a ciò che ti rende forte."

"È qui che ti sbagli Kael... questo riguarda anche l'equilibrio!"

Capii in quel momento che dovevo giocare la mia carta.

Non avrei rinunciato alla mia luce, ma avrei usato la loro stessa manipolazione contro di loro.

"Molto bene," dissi, cercando di mantenere la calma.

"Se questo è ciò che volete, non ho altra scelta, lo farò."

Seline sorrise, ma il Re Ombra rimase immobile, osservandomi con attenzione.

Mi avvicinai a lui, cercando quel legame che sapevo ci univa.

E mentre facevo finta di concentrarmi sulla mia luce interiore, richiamai una forza ancora più profonda, qualcosa che non avevo mai esplorato prima: la connessione con l'ombra.

In un istante, sentii l'oscurità farsi strada dentro di me, ma non la rifiutai.

La accettai, la fusi con la mia luce. E in quel momento, compresi il vero potere di essere figlia di due mondi.

Ero io la colonna portante, io ero l'equilibrio dei due mondi!

L'aria si fece pesante mentre i due poteri si mescolavano dentro di me.

Non stavo rinunciando alla mia luce, la stavo trasformando.

Il volto di mio padre cambiò improvvisamente, comprendendo quello che stavo facendo.

"No!" gridò, tendendo una mano verso di me, ma era troppo tardi. Con il mio nuovo potere, sentii l'oscurità che lo circondava e la sua vera natura.

"Tu... sei stato cacciato dal Regno perché volevi usare il potere dell'ombra per soggiogare tutto. Sei stato tradito da loro perché hanno visto la tua sete di potere" dissi, con la consapevolezza che mi travolgeva

Alina: Luce e OmbreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora