18-Mind Games

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Pushing the barriers, planting seeds
Playing the mind guerrilla
(Mind Games- John Lennon)

Era ormai mattina e io quella notte non avevo dormito per niente. Mi alzai dal letto senza sapere cosa fare. Presi un vestitino a fiori estivo. Lo avevo messo raramente però mi stava bene, quindi pensai di metterlo in modo da camuffare l'aspetto orribile che aveva il mio viso stanco.
Dopo essermi preparata presi il telefono e scesi in cucina per fare colazione. Un tè semplice con dei biscotti, non ero in vena di fare un pasto abbondante, non con quel nodo allo stomaco che si stringeva man mano che il tempo passava.
Dovevo trovare un modo di rilassarmi o avrebbe capito. Paul riusciva a percepire anche i minimi cambi di umore quindi immagazzinai tutto ciò e cominciai fin da subito questa falsa felicità.

I ragazzi sono andati ognuno a casa per lavarsi e sistemarsi poi tutti pranzo insieme da Emily
mi scrisse Kim.

Vado a vedere se le serve una mano! Ci vediamo dopo!

Salutai mia mamma che si era svegliata in quel momento. Essendo lunedì lei non sarebbe andata a lavoro quindi le preparai un caffè.
<<Oggi tornano i ragazzi vero?>>
<<Si sono già tornati però sono andati a darsi una sistemata ognuno a casa sua>> sorrisi, dovevo cominciare a tirare su la facciata fin da subito. 
<<Bene allora salutameli quando li vedi>>
<<Tanto vado subito da Emily a vedere se le serve una mano per cucinare. Saranno ben sfamati ma la fame a loro non gli passa mai>> risi prendendo le chiavi di casa.
<<Ciao mamma ci vediamo dopo>>
<<Ciao amore mio, mi raccomando preparati le cose per dopo domani. Ricomincia la scuola e sai come la pensiamo sia io che la zia su questo>> annuii e le diedi un bacio e un abbraccio forte prima di uscire di casa.
Camminai lentamente. Erano circa le dieci e mi trovavo a metà strada quando mi arrivò un messaggio di Paul.

Sei a casa?

Sto andando direttamente da Emily così le do una mano! Ci vediamo li?

Certo

Continuai a camminare e quella giornata forse serviva ad aiutarmi nella mia impresa. Il cielo azzurro e il sole che riscaldava la mia pelle mi aiutarono a mettermi di buon umore per quanto potessi. Aspettai un secondo sul vialetto e presi un bel respiro.
andrà tutto bene mi ripetevo continuamente mentre mi avvicinavo al portico.
La porta era già aperta e quando entrai vidi che Jared e Kim erano già arrivati.
<<Kaya!>> esclamò proprio il ragazzo, aveva sviluppato una sorta di simpatia per me e mi ci divertivo a battibeccare.
<<Bentornati!! Ci avete fatto annoiare questi giorni anche se un po di pace era ben meritata>> dissi abbracciandolo.
<<Ecco la piccoletta!>> disse Sam scendendo le scale, gli sorrisi e lo abbracciai.
<<Com'è andata questi giorni che siamo stati via?>>
<<Tranquilli, abbiamo passato la maggior parte del tempo insie->> mi bloccai sentendolo arrivare. Mi precipitai alla porta e lo vidi mentre si avvicinava al portico. Presi uno slancio e gli corsi incontro prima di saltargli in braccio.
<<Piccoletta non mi dai nemmeno il tempo di entrare?>> mi posò con i piedi per terra e mi sistemò il vestito per evitare che si sgualcisse. Lo guardai e non ci pensai due volte a dargli un bacio. Mi era mancato come l'aria e questo passava sopra a qualunque situazione possibile.
<<Mi sei mancata tanto>> mi disse dandomi un bacio sulla fronte mentre mi accarezzava i capelli spostandoli dal mio viso.

<<Santo cielo! Nemmeno siamo arrivati e già mi tocca vedere tutto ciò>> disse Embry in lontananza. Io e Paul ci girammo in contemporanea verso la voce. C'erano lui, Seth, Leah e Quil che arrivavano tutti insieme. Abbracciai anche loro prima di entrare tutti insieme in casa.
Mancava solo Jacob che non si fece attendere troppo. Quando entrò saluto tutti, dandoci il via per accomodarci a mangiare. Avevo aiutato Emily a preparare e avevo portato tutto in tavola accomodandomi poi al fianco di Paul. Ci raccontarono cosa avevano fatto e tutti aneddoti divertenti, passare del tempo così mi era mancato ma non potevo farmi influenzare da quello che era successo. Paul lo avrebbe percepito anche se nascondergli tutto mi stava distruggendo pian piano. 
<<Voi che avete combinato?>> chiese Jared,
<<Niente di che, abbiamo passato la maggior parte del tempo insieme>> rispose Leah,
<<Io ho anche studiato cosa che dovrebbe fare in fretta qualcun altro prima che ricominci scuola>> dissi guardando i miei tre amici che mi ignorarono palesemente.
<<Bambini>> commentai tornando a mangiare.
<<Credo che prossimo viaggetto lo faremo noi ragazze. Magari andiamo ai caraibi, così ci prendiamo una pausa da questo tempo e da voi maschiacci>> disse Emily ridendo.
Risi anche io concordando ma smisi sentendo la mano di Paul posarsi leggera sulla mia gamba scoperta dal vestito. Il suo tocco mi inebriava i pensieri e mi concentrai perciò sul cibo che avevo messo nel piatto senza prestare troppa attenzione a quello che stavano dicendo gli altri.

Turning Page//Paul LahoteLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora