22-Lost on You

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When you get older, plainer, saner
Will you remember all the danger
We came from?
(Lost on You- LP)

Era mattina quando mi rialzai da terra. Per la stanchezza non avevo avuto la forza di muovermi per tutto il resto della notte. Vidi Carlisle e Edward andare da Bella. Avevo ormai capito che il veleno era riuscito a fare effetto, il suo cuore cominciò a battere in modo innaturale troppo veloce, anche più veloce di quello mio e di Jacob.
Mi alzai e andai da loro lasciando in veranda la mia borsa buttata sul pavimento.
<<Posso darvi una mano?>>
<<Hai fatto già tanto Kaya, sicura di non volerti riposare?>>
<<Non c'è problema davvero>> presi la spugna dalle mani di Edward e cominciai a strofinarle le braccia. I segni di tutti i morsi lasciati da Edward la notte passata erano ben evidenti.
<<Non dovrebbe essere così immobile>> disse lui chiudendole gli occhi,
<<E' l'effetto della morfina>>
Il fatto che non fosse morta mi consolava ma non era nemmeno viva. Era diventata come loro e se i primi tempi fosse stata come quei neonati, mi ero già preparata all'evenienza che non l'avrei vista per un bel po.
Pensare Bella diversa da come la ricordavo mi veniva difficile. Un po goffa, sempre timida e sulle sue, come poteva diventare una creatura come loro.
<<Kaya>> mi chiamò Jacob. Uscii dalla casa e vidi che c'erano anche Seth e Leah.
<<Potete tornare a casa, il branco non farà più problemi>>
Non volevo assistere al risveglio di Bella, sarei stata d'intralcio. Però avrei voluto vedere Renesmee prima di andarmene.
<<Posso vederla?>> chiesi a lui, sapevo che l'imprinting risvegliava una forte protezione quindi chiesi prima il permesso a lui.
<<Certo>>
<<Jake noi intanto andiamo a casa, mamma sarà in pensiero>> disse Seth.
<<Tranquilli andate. Torneremo anche noi presto>>
Li vidi allontanarsi e Jacob prendere la mia borsa da per terra. Oltre i vestiti non avevo preso mai in mano il telefono così lo presi. La batteria era al dieci percento, quindi avevo un po di tempo per dargli un'occhiata mentre entravamo in casa.
A cercarmi furono mamma, zia, Kim ed Emily ma anche qualche messaggio di Embry, Quil e Jared. Di Paul nulla, ma non mi colpì molto questa cosa. Ero sicura che fosse stato a casa mia, che avesse parlato con mia madre e che si riferivano tutto.
<<Vieni>> misi il telefono in borsa e mi aggrappai al braccio di Jake prima di fare le scale, stavo ancora male e dopo ieri era stata una fatica tenermi in piedi.
<<Kaya>> sentii la voce di Rose chiamarmi così alzai il capo e la vidi li, in braccio a lei. Era bellissima, aveva occhi color cioccolato. Gli occhi di Bella.
<<Posso tenerla?>>
<<Certo>> mi sistemai andandole incontro e ci sedemmo entrambe sul divano, mi passò la bambina e la guardai.
La avvicinai al mio viso e le posai un bacio sulla fronte. Sentii un calore poggiarsi sulla mia guancia, la sua mano e una vastità di immagini mi entrarono nella mente. Vedevo me stessa cercare di svegliare Bella. La mano di Jacob che stringeva quella di sua madre morta sul lettino. Io che la prendevo in braccio e la portavo via di li lasciandola a Rosalie.
<<Che cos'era?>> dissi quando mi staccò la mano dalla guancia.
<<E' umana si, ma ha delle capacità. Come sento io i pensieri, come Alice vede il futuro anche lei ha un dono>> sorrisi, la bambina più speciale che avevo conosciuto in tutta la mia vita.
<<Kaya direi che è il caso che vai a riposarti>> guardai Jacob e sospirai, era decisamente il caso.
<<Grazie per tutto quello che hai fatto ieri sera per noi, sappiamo quanto ti è costato>>
<<A volte capitano gli screzi fra fratelli no?>> sorrisi leggermente. Lasciai la bambina nelle mani di Rose.
Mi alzai e salutai tutti con un abbraccio, sapevo che avrei avuto bisogno di tempo.
<<Spero di tornare il prima possibile a trovarvi ma ho alcune cose da risolvere>> Emmett fu quello che mi abbracciò più di tutti. Ormai avevo stretto un legame amichevole con lui e mi aveva aiutato in questi giorni a non crollare definitivamente.
<<Ci vediamo presto lupacchiotta>> mi scompigliò leggermente i capelli e seguii Jacob verso le scale.
Usciti di casa lo guardai,
<<L'hai salvata, alla fine tutto ha avuto un senso no?>> lui annuì.
<<Ti accompagno fino a casa>>
<<Tranquillo non c'è bisogno>>
<<Si invece, devo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per loro, per lei e anche per me. Hai rischiato tutto per proteggerci e anche se era una buona causa io non credo che sarei riuscito a fare come te e poi sei ancora debole>>
<<Pensi che riuscirò mai a ricucire il rapporto con lui?>>
<<Tu lo ami?>>
<<Da morire>> sussurrai, mi mancava tanto.
<<Anche lui ti ama quindi non ti devi preoccupare e poi tu non appartieni al mio branco>> non ero molto convinta delle sue parole.
Ci mettemmo molto più del previsto, ero stanca e il mio passo non era più così veloce come prima.
Vidi la facciata di casa mia illuminata dal sole di quella mattina. Non usciva così splendente da circa una settimana. Da quando il segreto di Bella era stato scoperto. Sembrava come se la natura sapesse che il conflitto era finito e forse era proprio così.
Arrivammo davanti il cancelletto della staccionata. Mi ci poggiai contro.
<<Non so se ho il coraggio di entrare>>
<<Kaya loro sono la tua famiglia, non importa quello che è successo>>
<<Grazie Jacob>>
<<Grazie a te. Ce la fai da sola ad entrare?>> annuii così mi incamminai sul vialetto arrivando davanti la porta di casa. Mi girai e vidi lui che si allontanava salutandomi con la mano prima di tornare sui nostri passi. Andava da Renesmee, ed era giusto così.
Bussai e aspettai che qualcuno venisse ad aprirmi. Fu mia madre a farlo e quando la vidi non riuscii a fare altro se non gettarmi esausta fra le sue braccia.
<<Scusami mamma>> sussurrai,
<<Non hai nulla di cui scusarti>> iniziai a piangere e tutta la tensione di quei giorni d'inferno uscì fuori in un attimo.
Mi aiutò ad alzarmi e mi fece salire le scale fino ad arrivare in camera mia. Il mio corpo non toccava un letto vero da giorni e sentii i muscoli sciogliersi come cera sotto le coperte.
<<Sono orgogliosa di te, sei stata forte. Sei una combattente nata>>
<<Lo amo mamma. Non riesco più a stare così, fa male>> mi misi una mano sul petto stringendo il tessuto della maglia.
<<Anche lui sta male, andrà tutto bene>>
<<Sta male per colpa mia mamma, non c'erano alternative però mi sento così in colpa>>
<<Adesso dormi. Ci penseremo quando ti svegli ok?>> annuii. MI sistemai sotto le coperte, calde e soffici.

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora