20- Run boy run

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Tomorrow is another day
And you won't have to hide away
You'll be a man, boy!
But for now it's time to run, it's time to run!
(run boy run- Yoann Lemonie)

La mattina dovetti prendermi due caffè, non ero riuscita a dormire e tutti i pensieri che affollavano la mia mente erano riusciti a farmi venire un gran mal di testa.
<<Ciao cara ci vediamo dopo a scuola>> mi salutò velocemente zia prima di uscire. 
Mi preparai con calma e riuscii a rendermi almeno presentabile. Aprii la porta dopo aver recuperato lo zaino per la scuola e il quadro di Paul e trovai lui aspettarmi fuori casa.
<<Potevi dirmi che eri qui>> gli lasciai un bacio veloce,
<<Sono appena arrivato, pensavo mi avessi sentito>>
<<Scusami ero sovrappensiero>> gli dissi
<<Tutto bene?>>
<<Si va tutto bene sono un po stanca, non ho dormito un granché>>
<<Andiamo dai, ti ho preso un muffin al forno da tua madre così mangi qualcosa mentre andiamo>> disse sventolandomi sotto il naso la bustina lilla. Mi pianse il cuore, stavo rinunciando a tutto quello che poteva darmi e cercavo di convincermi che fosse giusto così. 
<<Fammi vedere>> disse prendendomi il quadro dalle mani.
<<Bellissimo, posso appenderlo in salotto o preferisci in camera mia?>>
<<Beh è tuo puoi appenderlo dove vuoi>> gli dissi io.

Camminammo verso la scuola e vidi da lontano i miei tre amici seduti sul solito muretto.
<<Eccoci qui, forse un po mi mancherà>> guardò una delle sue vecchie professoresse entrare,<<rettifico, quella arpia non mi è mai piaciuta. Sto bene dove sto>> risi alla sua espressione.
<<Io vado. Ci vediamo oggi pomeriggio?>>
<<Dovrei stare da Jared però ti faccio sapere se riesco ad andare via un po prima. Magari passo da te e stiamo insieme>>
<<Va bene. Ti amo>> lo abbracciai forte e mi crogiolai nella sua stretta cercando di rincuorarmi da sola. Contro tutto e contro tutti, non ero sicura di riuscire a farcela.
Lo guardai allontanarsi mentre mi mandava un bacio volante e ricambiai prima di avvicinarmi ai miei amici.
<<Avete delle facce da funerale>>
<<Spero non sia il tuo, hai un aspetto un po orrendo sai? Non sembri molto in forma>> rabbrividii alle sue parole.
<<Non sto dormendo molto bene ultimamente ma niente di cui preoccuparsi>>
<<Sei sicura?>> mi chiese Jacob. Annuii sentendo la campanella suonare.
<<Andiamo o faremo tardi>>
<<Il tuo foglio delle lezioni>> mi disse Quil allungando la mano verso di me. Lo presi e lo confrontai con quello degli altri. Avevo quasi tutte le lezioni con Embry e Jacob e poche con Quil.
<<Questo semestre ti è andata male>> gli dissi restituendogli il suo.
<<A me va di lusso, così Kaya mi potrà spiegare tutte le cose che non capisco>>
<<Questo non vuol dire che non potrai impegnarti!>> gli risposi salutando Quil che doveva cambiare corridoio per cercare la sua aula.
Quel giorno avevo due ore di scienze che furono abbastanza noiose, un'ora di storia che passai a prendere appunti e le ultime due erano di matematica. Fortunatamente quella giornata non era stata troppo pesante e durante la pausa pranzo riuscii a mangiare qualcosa. Mia zia era riuscita a far stampare la piccola foto di Paul così la presi e la misi in tasca.
All'uscita sentii mia madre per sapere come le era andata la mattinata e ricevetti un messaggio anche da Paul che mi chiedeva come fosse andata a scuola.

Tutto bene ora vado a casa. Ci sentiamo dopo. Ti amo scrissi velocemente

Va bene. Dopo quasi sicuramente vengo da te e ti amo anche io

Avevo cominciato a dirglielo in ogni occasione, in ogni momento possibile perché non sapevo quando sarebbe stata l'ultima volta che avrei sentito la sua risposta. 
Tornata a casa posai lo zaino in camera e stavo per andare in cucina a bere un bicchiere d'acqua quando collassai sulle scale e ruzzolai fino a terra. Le gambe avevano ceduto e nella mia mente vidi Jacob parlare con Charlie e poi lo vidi andare da Bella per poi parlare con il branco. 
Il momento che più temevo stava arrivando. Presi la lettera che avevo scritto la sera prima e la lasciai sul tavolo della cucina prima di prendere la borsa che avevo riempito ieri per infilarci telefono e la collana che mi aveva regalato mio papà.
Guardai casa mia forse per l'ultima volta e sorrisi vedendo tutti i quadri che avevo appeso i primi giorni che ero arrivata qui.

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora