23- Home

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Oh, home, let me come home
Home is wherever I'm with you

(Home- Edith Whiskers)

Eravamo usciti di casa in silenzio e stavamo camminando verso casa di Sam ed Emily. Non mi sarei scusata per quello che avevo fatto. Certo, ero dispiaciuta per come si era evoluta la situazione ma non avrei mai chiesto scusa perché sapevo di essere nel giusto.
<<Lei com'è?>> chiese Paul mentre passeggiavamo.
<<Chi? Reneesme?>> lui annuì, <<fantastica. E' una bambina così carina. Ha gli occhi di Bella. Non vedo l'ora di tornare a trovarla>>
<<Quindi è umana?>>
<<Si. Ha delle peculiarità ma il suo cuore batte e credo che questa sia l'unica cosa che conta>>
<<Di che peculiarità si parla?>> storse il naso,
<<Non ne sono così sicura ma credo che faranno qualche ricerca. Sicuramente cresce velocemente. Spero solo che riusciremo a trovare le giuste risposte>>
Vidi la casa farsi sempre più vicina ogni passo che feci. Sentivo già in lontananza il vociare dei ragazzi. Erano tutti li. Ripensai ai messaggi che mi avevano lasciato le ragazze e al fatto che non avevo risposto a nessuno.
<<Secondo te vorranno almeno vedermi? Non penso che sarei la benvenuta>>
<<Sei sempre la benvenuta, ricordalo>> mi prese la mano stringendola come a marcare quelle parole.
Quando ci avvicinammo sentii il vociare tacere. Ci avevano sentiti, mi avevano sentita.
Presi un respiro mentre seguii Paul oltre la porta. Si scansò per farmi spazio accanto a lui. Non riuscivo nemmeno a guardarli ma dovevo. Non potevo mostrarmi debole così alzai il capo e il primo sguardo che incrociai fu quello di Sam. Non sembrava arrabbiato ma non era nemmeno contento.
Si alzò e venne di fronte a me. Mi diede una carezza sulla testa prima di abbracciarmi. Ricambiai la stretta con la forza che piano piano stavo riacquisendo.
<<Ci sei mancata piccoletta>> chiusi gli occhi beandomi del conforto fraterno che stavo ricevendo.
Quando si allontanò fu il turno di Kim ed Emily a corrermi incontro.
<<Ci hai fatte preoccupare tanto. Non ti sei fatta sentire per nulla>>
<<Avevo altri pensieri per la testa. Scusatemi se non vi ho mandato nemmeno un messaggio>>
Mi invitarono a sedermi e vidi come Kim continuava a studiare il mio corpo. Sapevo che le mie condizioni erano discutibili ma era anche vero che sicuramente mi sentivo più attiva con Paul finalmente vicino.
Sentii delle braccia circondarmi, erano Embry, Quil e Jared.
<<Ci sei mancata tanto. Paul era diventato insopportabile>> sentii il diretto interessato sospirare mentre si sedeva accanto a Jared che nel frattempo si era staccato per tornare seduto.
<<Fatela respirare scemi>> disse Paul.
Mi sedetti in braccio a lui e mi sentii come se fossi sotto dei riflettori.
<<Quella cosa->> cominciò Embry,
<<Reneesme, la bambina si chiama così>> corrucciai lo sguardo alle sue parole,
<<Quindi cos'è?>> chiese sempre lui,
<<Umana nel complesso ma ha qualche peculiarità su cui stanno indagando anche i Cullen>>
<<Bella invece è..>> Quil lasciò la frase in sospeso,
<<E' viva. Edward è riuscito a trasformarla ma il veleno sta facendo effetto lentamente per la morfina che le hanno somministrato>>
<<Dovranno contenerla, se dovesse essere come i neonati che abbiamo affrontato sarebbe un problema>>
<<Andrò personalmente a controllare. Non voglio che diventi un pericolo per la riserva o anche per la città e nemmeno per sua figlia>> ammisi, avevo pensato alla sua trasformazione e a quello che poteva comportare ma non sentivo nessun peso in petto che mi indicasse un pericolo nei nostri confronti.
<<Mi dispiace per non averti ascoltato, ma l'interesse del branco è la mia priorità>> disse Sam
<<Posso capire, anche per me è la stessa cosa>>
<<Si ma non giustifica nemmeno il fatto che ti ho lasciato fuori senza consultarti. Soprattutto a te>>
<<Avevo visto la vostra decisione. Per questo ero già li dai Cullen>> sospirai,
<<Avevi visto noi? Non vedi solitamente solo i pericoli?>> chiese Embry,
<<Per quel che mi riguarda io la vostra decisione l'ho percepita come un pericolo quindi immagino che visti i risvolti la realtà sia effettivamente questa>>
<<Beh almeno abbiamo avuto l'opportunità di provare sulla nostra pelle i poteri di Kaya>> disse Jared sorridendomi. Sapevo che lui forse era quello che era stato arrabbiato con me di più, avevo fatto soffrire il suo migliore amico ma sapevo che non riusciva a tenermi il muso. Era un fratello anche lui per me ed ero così dispiaciuta per averli fatti stare male.
<<Non hai nemmeno idea invece di quello che è capace di fare>> disse Paul, <<dovevi vederla all'ultimo allenamento. Se avesse voluto ci avrebbe polverizzato tutti>> mi strinse a se e il contatto delle sue mani sui miei fianchi mi fece venire la pelle d'oca.
<<Non lo avrei mai fatto. Non potrei>> dissi cercando di togliermi le immagini dalla testa stringendo gli occhi.
<<Non combatterò mai più contro di voi, a costo di dover creare barriere per tutta la vita>>
<<Non ci saranno altri combattimenti tra di noi. Mai più. Adesso i branchi sono due ma ciò non vuole dire che quelle saranno le conseguenze>> affermò Sam.
<<Tu potrai scegliere in che branco stare. Ufficialmente non sei più con noi anche se sarai sempre la nostra piccoletta>> sentii un tuffo al cuore alle sue parole.
<<Ci penserò Sam>> lui annuì.
<<Che ne dite di andare in spiaggia? Chiamerò anche Jacob, Leah e Seth>> disse sempre lui cercando di spronare i ragazzi a riprendersi.
<<Si credo che ci sia bisogno di riappacificarsi anche con loro>>

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora