21- Hey Brother

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What if I'm far from home?
Oh brother, I will hear you call
What if I lose it all?
Oh sister, I will help you out
Oh, if the sky comes falling down
(Hey Brother- Avicii)

La settimana successiva era passata come se fosse durata un mese intero. Controllavamo il perimetro e ci alternavamo nel trasformarci per pattugliare meglio.
Quel giorno eravamo al ridosso del fiume e io mi sentivo ogni giorno più stanca, più debole. Sentivo che fosse il risentimento che Paul provava per me in quel momento ma almeno mi dava la speranza che mi pensasse ancora, mi faceva sentire che lui c'era davvero ed era ancora legato a me. Ero egoista ma in quel momento non me ne vergognavo nemmeno.
Ero seduta su un masso posto accanto a Jacob e mi girai sentendo arrivare qualcuno.
Esme. Ci aveva portato da mangiare dei panini. Leah non lo prese mentre Jacob e Seth lo fecero volentieri.
Mi porse il mio e quello di Leah e li presi entrambi.
<<Grazie mille Esme>> cercai di sorriderle ma l'unica cosa che mi sentivo di fare in quel momento era piangere.
Anche la situazione all'interno della famiglia non era buona. Edward era spento e in quel momento potevo capirlo più che mai anche se forse lo avrebbe capito meglio Paul. Alla fine avevo fatto come Bella. Avevo deciso per entrambi anche io, non avevo lasciato scelta a Paul se non quella di lasciarmi andare e in più ci trovavamo su due fazioni opposte nella stessa battaglia.

Sentii Rosalie chiamarmi così mi avvicinai a lei.
<<Bella deve lavarsi. Mi dai una mano>> annuii immediatamente. Sapevo che sia Esme che Alice non se la sentivano di aiutarla così quando serviva cercavo di essere d'aiuto io.
Entrammo in casa e ci dirigemmo immediatamente in bagno dove Bella ci aspettava seduta su una sedia. Aprii l'acqua e cercai di regolarne il calore, sicuramente una cosa che Rosalie non avrebbe potuto fare.
Quando Bella si tolse l'accappatoio non potei fare altro che rabbrividire, sembrava già un cadavere. Jacob mi aveva detto che il bambino le stava spezzando le costole per farsi spazio e che il feto non era compatibile con il suo corpo in quanto troppo forte.
Vidi Edward fuori la porta e non volli che guardasse ancora così feci cenno a Rosalie che chiuse la porta.
Aiutammo entrambe Bella ad entrare nella vasca e mentre io le lavavo i capelli, Rosalie le insaponava il corpo.
Anche il colore dei capelli stava perdendo saturazione. Cercai di essere il più delicata possibile.
Quando finimmo la aiutammo ad uscire e asciugarsi. 
<<Carlisle dice che è ora di riattaccare la flebo>> disse Rosalie accompagnandola nel salotto su quel piano per farla sdraiare. Il sole stava calando e io non potevo far altro che tenermi impegnata per non pensare. Pulii tutto il bagno a fondo, al punto che i polpastrelli mi fecero male per lo sforzo. Cosa che non sentivo da tempo.
Quando raggiunsi di nuovo gli altri diedi un'occhiata alla finestra. Leah e Seth erano fuori trasformati mentre facevano qualche giro intorno alla casa per controllare.
Vidi Bella rabbrividire,
<<Hai freddo?>> le chiese Edward,
<<Ci pensiamo noi>> disse Jacob, <<Kaya>> mi chiamò. Mi avvicinai a passo lento e mi sedetti sul bracciolo del divano dalla parte di Bella. Le infilai una mano dietro le spalle, sotto la maglia, cercando di trasmetterle un po di calore. Continuai anche a farle delle carezze per rilassarle i muscoli quando ebbe un conato di vomito.
<<Bisogna trovare un modo per somministrarle del cibo>> sussurrai ad occhi chiusi, non riuscivo a vederla così.
<<Se riuscissi a vedere il feto>> disse Alice,
<<Il bambino>> ribatté Rosalie,
<<Forse potrei capire di cosa ha bisogno>>
Vidi tutti pensierosi finché Edward guardando Jacob iniziò a esporre quello che quest'ultimo aveva pensato.
<<Forse hai ragione. Jacob ha avuto un'idea>> guardai il mio amico cercando di capire cosa potesse aver pensato.
<<Non era un'idea, era un commento sarcastico e basta>>
<<Cosa hai pensato>> chiese Carlisle
<<Che probabilmente cerca solo qualcosa in cui affondare i denti>>
<<Ha tanta sete>> disse Bella attirando anche la mia attenzione.
<<So cosa vuol dire>> commentò Emmett. Si era spostato anche lui mettendosi fra me e Rosalie.
<<Se è quella sete non basta il sangue animale>> disse Edward. Ebbi dei brividi al pensiero che il bambino potesse volere del sangue.
<<Ho dello zero negativo messo da parte per Bella>> disse Carlisle allontanandosi un attimo.
<<Facciamo due passi?>> Alice si rivolse immediatamente a Jasper che sembrava parecchio turbato.  Rosalie guardò Emmett e capendo lui si alzò. Anche io avevo capito l'andazzo della situazione così decisi di allontanarmi o a vomitare sarei stata io.
<<Scusatemi>> uscii insieme a lui e ci sistemammo sul balcone opposto.
<<Come stai?>>
<<Quanto devo essere sincera?>>
<<Quanto vuoi>>
<<Sto male. Mi sento sempre più vuota senza di lui>>
<<Se si arrivasse a uno scontro non sei obbligata a prendere le nostre parti>>
<<Lo so, ma il fatto è che io sento che è giusto così. Sento che anche se Bella sta morendo è giusto che io sia qui anche se pure io penso che quello che è successo sia fuori dal normale>>
<<Sei l'unica insieme a Rosalie che non ha discusso la scelta di Bella, perché?>>
<<Perché sia per me che per Leah potrebbe esserci il problema di non poterne avere di nostri. Il nostro corpo ha bloccato l'invecchiamento con l'arrivo della fase e quindi anche tutto ciò che riguarda i bambini, per lo meno è così per noi ragazze>> respirai l'arietta fresca e umida di quella notte, <<non mi sarei mai presa il diritto di darle contro quando la capisco molto bene, forse è per questo>> lui annuì. Tenevo il ciondolo fra le mani e questo catturò la sua attenzione.
<<E' un po vecchiotto a guardarlo>> lo presi e lo aprii per fargli vedere quello che c'era dentro.
<<Paul lo riconosco ovviamente, loro sono i tuoi genitori?>>
<<Si lei è mia madre Sarah mentre lui è mio padre, me l'ha regalato quando la malattia lo aveva quasi finito di consumare>>
<<Mi dispiace>>
<<Può capitare a tutti e anche se sto male per il fatto che sia successo a lui cerco di guardare sempre avanti e non piangere troppo sul passato>>
Vidi che si irrigidì per un momento, sicuramente era l'odore del sangue. Non cacciavano da giorni e sapevo fosse una battaglia interiore molto dura.
<<Come fate? Dico a resistere?>>
<<Io per un periodo ho avuto problemi con l'auto controllo ma poi ho messo sul piano se ne valeva la pena rinunciando a una vita stabile con Rosalie e tutti loro. Sono la mia famiglia>>
<<Come è successo? Intendo tu, nel sens->>
<<Come sono "morto"?>> disse mimando le virgolette con le dita, annuii alla sua schiettezza.
<<Sbranato da un orso. Mi ha trovato lei, Rose. Mentre mi portava da Carlisle mi ricordo solo che pensai fosse un angelo e che mi stesse portando da Dio. Ironico no? Pensare al paradiso quando stai per essere dannato>>
<<Voi non potete essere dannati, è impossibile>> lui sorrise e mi strinse in un abbraccio fraterno.
<<Mi ricordi molto Paul, lo sai?>>
<<Ah si? Devo dire che per il tuo ragazzo provo una sorta di simpatia-antipatia. Forse dipende dai momenti>> risi insieme a lui.
<<Però credo di preferire una vita sapendo che è vivo e sta bene anche se mi odia più che vivere una vita senza di lui. Non tornerei mai alla mia vecchia vita ne tanto meno scambierei la mia con quella di qualcun altro. Non riesco nemmeno a pensarlo... vivere senza di lui>>
<<Ti prometto che troveremo una soluzione>>
<<Io la mia soluzione già l'ho trovata>> avevo ponderato tante possibilità dopo il parto di Bella e molte mi sembravano anche ai limiti dell'esagerazione ma dovevo essere pronta a tutto sperando che almeno Bella riuscisse a partorire.

Turning Page//Paul LahoteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora