Dia 15

131 1 1
                                        

Dia POV:

Era il giorno del battesimo. Vernon era appoggiato alla mia spalla, ancora piccolo e vulnerabile, con il respiro calmo e regolare. Sentivo il calore del suo corpo e l'odore dolce della sua pelle da neonato. Ogni tanto si muoveva, apriva gli occhi e cercava il mio viso. Era bellissimo, perfetto nella sua delicatezza. Non avrei mai voluto che fosse diverso, eppure un pensiero mi attraversò la mente: come sarebbe stata la sua vita? Crescere in tutto questo lusso lo avrebbe reso meno umile? Avrebbe seguito le idee di suo padre, quelle di destra, che tanto mi spaventavano? Volevo che fosse una persona libera, in grado di scegliere, di sognare.

Mentre riflettevo, Arturo mi si avvicinò con il suo solito fare diretto.

Dia: "Ciao, Arturo. Vuoi vedere Vernon?"

Arturo: "L'ho già visto. È davvero bello. Così... bianco."

Dia: "Essere bianchi non significa essere belli."

Arturo: "In America sì."

Quelle parole mi fecero male. Non era colpa sua, ma mi chiedevo chi gli avesse messo in testa queste idee. Ero sempre più preoccupata per lui.

Dia: "Bram mi ha detto che vuole pagarti l'università."

Arturo: "Sì, finalmente potrò studiare come si deve."

Dia: "Studiare è una cosa meravigliosa. Anche a me piacerebbe tornare."

Arturo: "Tu non ne hai bisogno. Sei già mantenuta da un marito ricco."

Quelle parole erano come una pugnalata, ma cercai di non reagire. Proprio in quel momento arrivò Bram, con il suo solito sorriso sicuro.

Bram: "Ecco il mio amore."

Si avvicinò a Vernon, che si agitava leggermente.

Dia: "Vuoi tenerlo un po'? Io vorrei fare un giro tra gli invitati."

Bram: "Certo."

Gli passai Vernon. Bram lo prese con delicatezza, e guardai la scena per un istante. La sua fierezza era quasi commovente, ma c'era sempre quell'ombra di controllo che mi faceva sentire osservata. Decisi di allontanarmi e trovai le mie amiche: Nora, Amelia e Maria. Stavano chiacchierando nel giardino, affascinate dall'eleganza del posto.

Dia: "Ciao ragazze."

Nora: "Hey, bambola! Non ero mai stata in un posto così chic."

Dia: "Lo so, è... diverso."

Amelia: "Come sta il bambino?"

Maria: "Ha fatto molto male?"

Dia: "Un male terribile. Pensavo di morire."

Le tre mi guardarono con simpatia, e io ero felice che Bram le avesse invitate. Mi mancava parlare con loro, sentirmi parte di un mondo più semplice, più autentico.

Maria: "Ci dispiace. Ma sei stata forte. Come si chiama?"

Dia: "Vernon."

Le loro facce cambiarono leggermente, cercando di trattenere il giudizio.

Amelia: "Beh... è un nome carino."

Dia: "State tranquille, non l'ho scelto io."

Amelia: "Meno male. Almeno non dobbiamo fingere che ci piaccia."

Nora: "Vernon... tipo quello di Harry Potter?"

Dia: "Sì. Ma non ditelo a Bram. È per questo che non ha invitato sua sorella."

Ridacchiammo e ci avvicinammo a Bram, che stava ancora cullando Vernon. Arturo era accanto a lui, ma il suo sguardo tradiva un certo disgusto per le mie amiche. Era un'espressione che avevo visto spesso nei volti di Bram e della sua famiglia. Non dicevano nulla, ma era evidente.

Bram: "Non credo che dovreste stargli così vicine. Potrebbe spaventarsi."

Dia: "È stato circondato da persone tutto il giorno. Non penso che le mie amiche gli facciano male."

Bram sbuffò leggermente, ma rimase in silenzio. Le ragazze guardarono Vernon con curiosità.

Amelia: "Di che colore ha gli occhi?"

Dia: "Per ora sono marroni, ma potrebbero sempre cambiare."

Proprio in quel momento arrivarono i genitori di Bram. Nonostante lui mi avesse detto che si erano scusati, con me non avevano detto nulla.

Cleo: "Che bello è Vernon."

Niklas: "Sì, davvero. Un bambino perfetto."

Sentii i loro sguardi critici rivolti alle mie amiche e perfino Arturo aveva quello sguardo . Non potevo sopportarlo.

Dia: "Ragazze, perché non entriamo in casa?"

Amelia: "D'accordo."

Ci allontanammo, e mentre lasciavo Bram con la sua famiglia, mi sentii stranamente sollevata. A volte lui era gentile, persino umano, ma bastava poco perché quella maschera cadesse e tornasse ad essere il repubblicano conservatore che conoscevo. Avrei saputo gestirlo, però. Per Vernon. Sempre per lui.pero adesso mi chiedevo di cosa avrebbero parlato la gang dei maschilisti (Bram ,Arturo e niklas )

infertilità La tua prossima ossessione. Scoprilo ora