L'artista non ha responsabilità morale, non essendo la sua creazione di questo mondo, non ha una responsabilità oggettiva sulla fattispecie dell'evoluzione delle correlazioni e causalità del mondo tangibile, Essendo il suo Operato e il suo Usufrutto di un mondo non tangibile.
L'unica responsabilità che l'artista ha è di tutto quello che compone il mondo tangibile: come il procurarsi il materiale e la relazione in tal senso del mondo tangibile che si pone con le persone e l'ambiente circostante (se inquina, se compie un reo contro un altro individuo,...)
...ma da un punto di vista spirituale se non vi è costrizione all'usufrutto e rimanendo "libero in tal senso" la scelta, non ha una responsabilità per chi liberamente ha scelto di usufruire dell'opera. Quindi è e rimane libero moralmente, certo è che per rispetto della collettività che lo circonda, cosi come per un film vietato ai minori dovrebbe sussistere libera scelta, dato che l'arte è un portale in un mondo ultra sensibile e come tale le persone non devono esserre costrette alle convinzioni o velleità di altri.
L'Artista nella sua Creazione non ha una responsabilità morale e dato che l'accesso al mondo ultra sensibile è pressoche limitato dalle limitazioni personali di chi "non è un artista anche in fruizione" rimane comunque un club esclusivo di chi lo capisce e di fatto rimane ad essere solo per chi ne ha l'innata natura di esserci.
Se una cosa non viene capita non viene ascoltata: non è forse questa la natura umana?
Paolo Falb
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In Vis (ion) my Reflex (ion)
Non-FictionLa libertà è il frutto di una lotta eterna, senza sosta, contro la propria stessa convinzione che la libertà sia se stessa.
