" Dudu! Sei già arrivata?"-disse Lorenzo, aprendomi la porta.
Era giovedí. Ogni giovedí, dopo la scuola, andavo da lui. Era la nostra giornata.
" Quando la finirai di chiamarmi cosí? Ho un nome anche io. E comunque, ovvio che sono giá qui! È la nostra giornata."- risposi seccata.
Lorenzo rimase in piedi, tenendo la porta. Mi faceva da barriera, come se non volesse farmi entrare.
Lo spinsi via, e salii le scale velocemente, prima che potesse raggiungermi.
Arrivai alla stanza in cui registrava.
Rimasi male nel vedere Diletta seduta alla sua postazione.
Lui arrivò dopo di me. Io fissavo Diletta, lui fissava me, in attesa di un mio sfogo.
"È che non la vedevo da tanto, cosí.."- tentó di giustificarsi.
Io mi voltai verso di lui e lo consolai.
"Tranquillo, capisco. Ci vedremo un altro giorno, senza problemi."
Mi fece un sorriso, e mi abbracció. Poi andò verso Diletta, che nel mentre non mi aveva degnata di uno sguardo.
Io adoravo Diletta. Era una ragazza stupenda, fenomenale. E Lorenzo stava benissimo con lei.
Ma lei non provava di certo gli stessi sentimenti per me.Mi vedeva come una minaccia. Pff. Come avrei potuto rappresentare una minaccia? Era cosí bella, e io cosí stupida.
Scesi le scale rapidamente, ed uscii dalla casa.
Non era la prima volta che succedeva un fatto simile, per questo non me la presi. C'ero abituata.
Ero abituata ad essere solo una piccola parte della vita di Lorenzo, mentre Diletta ne era la rappresentante diretta.
Tornai a casa. I miei erano fuori per lavoro durante l'arco di tutta la giornata. Li rivedevo la sera dopo cena.
Entrai in camera. Da quando io e il mio ragazzo c'eravamo lasciato, avevo assunto diversi vizi non proprio belli.
Fumavo sigarette e canne in quantitá industriali. Un metodo di sfogo dannoso e nocivo, ma mi piaceva proprio perchè mi danneggiava. Il dolore era forse l'ultimo sentimento che riusivo a provare.
Forse no. L'amore per Lorenzo lo batteva. Ecco perchè lo tenevo all'oscuro di questa mia dipendenza. Non volevo che dovesse occuparsi anche di me, con tutti i problemi che giá aveva.
Mi arrivó un messaggio.
" Scusa per oggi, ma Diletta non veniva a Milano da un mese e avevo voglia di rivederla.. domani mi faccio perdonare, giuro!"
Lorenzo e i suoi sensi di colpa. Intanto io ero strafatta nel divano, con in mano l'unica cosa che riusciva a distendermi i nervi: una canna.
Molti adolescenti hanno paura di essere scoperti a fumare dai genitori. Io non mi preoccupavo. I miei erano assenti sia fisicamente, che emotivamente. Non ci parlavamo mai.
Un'adolescenza da incubo. Ma in quel momento, non riuscivo a pesare lucidamente. Buttai il cellulare nel letto, e rilassai i muscoli del collo, lasciando che la testa penzolasse sulle spalle.
Che pace.
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SALVAMI
FanfictionNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
