Arrivammo a casa. Buttai la borsa e il cellulare sul divanetto. Lorenzo fece lo stesso sulla giacca. Rimanemmo in piedi a fissarci, uno di fronte all'altra.
" Perchè hai scelto quella canzone?" chiese poi.
"Perchè mi ricorda quanto io sia vulnerabile, e quanto abbia bisogno di persone accanto a me."
" Hai bisogno di me accanto a te." disse.
Cazzo se aveva ragione. Avevo bisogno solo di lui per essere felice. Il problema? Lui era assente.
"Non sei sempre al centro dell'universo, Lorenzo.Per quanto io tenga a te.."
"Per quanto tu mi ami."
" Fammi finire. Per quanto IO TENGA A TE, sopravvivo anche grazie a Martina. Mi ha salvata più volte di te."
La sua espressione mutò, diventò triste.Amavo Lorenzo con tutta me stessa, ma ogni volta che cercavo aiuto in lui, mi ricordavo del male che mi aveva fatto.
Mi voltai, e mi avviai verso camera mia.
" Stasera pizza?" chiese.
" Sì.. la pizza, andrà bene." risposi.
Entrai in camera, accesi una sigaretta, e guardai fuori dalla finestra. Era pomeriggio inoltrato. Si iniziava a sentire il calore della primavera. Pensavo, mentre una leggera brezza mi sfiorava il viso, facendo oscillare i lunghi capelli castano chiaro. Pensavo a come sarebbe stato essere nei panni dei miei genitori, mentre prendevano quella decisione. Pensavo a cosa provasse mia madre mentre ingoiava pillole su pillole, o a quello che pensava mio padre mentre poggiava le labbra nel contenitore metallico del Cianuro. Che modo brutale di andarsene. Avrei scelto un metodo meno ' forte'. Magari mi sarei buttata dal tetto, e nel mentre avrei anche provato a volare via da tutti i miei problemi. Oppure avrei fatto un taglio netto in entrambi i polsi, guardando il sangue fuoriuscirne.
Fui interrotta dal suono del cigolio della porta. Mi girai, Lorenzo era in piedi, e mi guardava mentre ispiravo l'ultimo tiro di sigaretta.
" Bhè? Ti sei incantato?" chiesi.
Eravamo in una situazione di stallo. Non eravamo amici, ma non lo odiavo. Conoscenti che condividono una casa.
Scesi dal balconcino della finestra, saltai a piedi pari. Lui rimase impassibile, non mosse muscolo. Accesi lo stereo, partì This is what it feels like. Mi stesi sul letto ed iniziai a canticchiarla.
" No i don't even know if i'm alive.."Feci un acuto bruttissimo, che fece sorridere Lorenzo.
Si mosse per la prima volta dopo dieci minuti, si sedette sul letto.
" Non mi sono dimenticato della canzone che mi dedicasti, Noe. " disse poi.
Wonderwall era la nostra canzone. La canzone che rappresentava Lorenzo ai miei occhi.
" E' che quando la cantavi, chiudevi gli occhi sempre nello stesso punto. ' And after all, you're my wonderwall'. E io capivo che era per me. Capivo che se non ci fossi stato io, tu saresti stata persa. E in quel momento mi sono maledetto per tutto il male che ti ho procurato.Mi perdonerai mai?"
Lo guardai, incredula. Non pensavo ci sarebbe arrivato mai. Tuttavia non risposi, non sapevo cosa dire. Mi limitai ad appoggiare la testa sulle gambe, che cingevo con le braccia.
Quando la rialzai, Lorenzo era davanti a me. Quasi mi spaventai.
"Noe, io.. tu mi piaci.. davvero e... non so esattamente cosa provo.. ma è forte.." disse.
Arrossii. Sorrisi involontariamente.
Lui si coprì gli occhi con entrambe le mani,era disperato, e incerto.
Con una mano, gli scoprii la faccia. Intrecciammo le nostre dita, e gli lasciai un delicato bacio sulla guancia.
" Non ti chiedo di amarmi, ti chiedo di esserci." risposi.
"Andiamo a mangiare, la pizza stavolta l'ho cucinata io." disse, alzandosi, mantenendo le nostre mani unite, trascinandomi al piano inferiore.
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SALVAMI
FanfictionNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
