Il paesaggio fuori dal finestrino scorreva veloce. Antonio era seduto accanto a me. Era preso dalla sua playlist.
In effetti stava ascoltando la musica da piú di 30 minuti.
Due sedili piú avanti al nostro, una ragazza baciava delicatamente la guancia del ragazzo al suo fianco. Lui delicatamente si voltò, e le lasció un tenero bacio sulla fronte. Poi uno sul naso. Poi uno sulle labbra. Ed infine, continuarono a baciarsi initerrottamente.
E quella visione mi riportò alla mente Lorenzo. Le sue dita tracciare la lunghezza del mio collo, i baci umidi lasciati, i respiri spezzati.
La sua mancanza era l'unico sentimento che riuscivo a provare. Sentivo la necessitá di sapere che lui avrebbe continuato ad amarmi, anche se non era quello il suo destino.
Una pacca sul braccio mi riportò alla realtá. Mi voltai verso Antonio, che mi sorrise.
" Siamo arrivati. Benvenuta ad Anghiari."disse, indicando le colline fuori dal finestrino. Un paesino medievale, cinto da mura alte in pietra,bandiere blu e bianche ovunque.
Ammirai il panorama estasiata, trovandolo davvero suggestivo.
Scendemmo dal pullman, e ci ritrovammo davanti ad un bar.
" Se continui dritto, troverai un albergo.Vorrei tanto offrirti un posto per dormire, ma a casa mia i letti non avanzano."bisbigliò, con voce roca. Sembrava malinconico mentre mi salutava.
Stava per voltarsi,quando lo trattenni.
"Ehi, sei l'unica persona che conosco.. come faró a rintracciarti?"
"Alle 21 alla Ronda. Ora devo proprio andare. Ci vediamo lí!"
Stavo per trattenerlo di nuovo, ma scappò via. Cavolo.
Era un paesino piccolo, non sarebbe stato cosí difficile trovare quel posto, no?
Mi avviai verso l'albergo.
Vi entrai. Era davvero molto bello, lumiso. E le persone erano estremamente cordiali. A Milano, tutte queste gentilezze me le sarei sognata.
Dopo aver chiesto una camera, il direttore mi accompagnò fino alla destinazione.
Camera 112.
Mi diede le chiavi, e mi salutó.
Dopo la morte dei miei, i loro averi erano passati a me. Non eravamo ricchi, ma non avevamo nemmeno problemi economici.
Entrai nella stanza. Un letto enorme, un bagno altrettanto grande e un piccolissimo soggiorno, se cosi si puó chiamare, arredato con poltrona, divano e comodino.
Guardai l'ora : le 20:15.
Notai molte chiamate e messaggi da parte di Lorenzo.
Dio, la voglia di rispondergli superava qualsiasi cosa. Ma dovetti resistere, per il suo bene.
Mi lasciai sprofondare nel letto.
Mille pensieri. Mille parole, che mi perforavano il petto al solo ricordo.
Decisi di cercare quella famosa " Ronda " di cui parlava Antonio.
Aveva ricominciato a piovere. E io non avevo nemmeno un ombrello.
Chiusi a chiave la stanza dietro di me, ed uscii dall'albergo.
Notai, nonostante la pioggia, molte persone che girellavano contente.
Decisi di chiedere informazioni ad un ragazzo, seduto sotto una tettoia, con le gambe piegate e le ginocchia portate al petto.
" Scusa, potresti indicarmi ' La Ronda'? " chiesi, impacciata. Lui sbuffò, ma poi sorrise.
" Mio Dio, sei zuppa. Seguimi, tanto devo andare la anche io."
STAI LEGGENDO
SALVAMI
Fiksi PenggemarNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
