Lorenzo's PoV
Il cigolio delle rotaie scandivano i minuti che mancavano. Un cigolio, un secondo. 60 cigolii, 1 minuto
Ogni persona in quel treno sembrava avere una storia diversa. Chi scappava, chi tornava, chi non sapeva dove andare, chi cercava qualcun'altro. Davanti a me, Martina mimava un ' ci siamo quasi' con le labbra. Era euforica al solo pensiero di ritrovarla.
Avrei dovuto esserlo anche io, eppure ero vuoto.
Forse perchè, cercare qualcuno che non vuol esser trovato, ha meno logica di chi scappa per esser dimenticato.
Noemi's PoV
"Vado bene così?"- chiesi imbarazzata al ragazzo che mi era di fronte. Antonio mi squadrò da testa ai piedi.
"Sei bellissima. Dovrò tenerti d'occhi, altrimenti di rapiranno."-ironizzò.
Io arrossii lievemente. In quei tre giorni avevo capito quanto fosse dolce, quanto il suo cuore fosse grande.
"Pronta?"
"Pronta."
Lo ero sul serio?
Martina's PoV
Scendemmo dal treno. Gabriele e Francesco ci aspettavano. Senza tanti convenevoli, partimmo in macchina. Lo sguardo fisso sul paesaggio montuoso che passava velocemente. Lorenzo fissava gli alberi, credevo sarebbe stato più felice di così. Magari mi nascondeva qualcosa.
Così, quella era Anghiari? Non male per un paesino di 5000 abitanti.
"COSA CAZZO VUOL DIRE CHE NON E' IN CAMERA?"-sbraitò Lorenzo, quando un'impiegato dell'albergo ci informò che era uscita da poco.
"Ehi, rilassati. Dove vuoi che sia andata? La troveremo."-lo tranquillizzai io.
Un ragazzo non molto alto, nel frattempo, si avvicinò a noi.
"Ehi, Ale. Com'è che non sei a spasso con Antonio? Di solito lo segui ovunque."-lo salutò Gabriele.
"Spiritoso. Lo stronzetto ha preferito la compagnia di una ragazza ad una serata di sballo col suo migliore amico, che personaggio. Bhè, almeno era una bella citta."-disse con tono rude. Capivo a malapena le sue frasi.
" Aspetta, una ragazza? Ti ricordi com'era fatta, o il nome?"-intervenì Francesco.
"Molto bella, alta, bionda, occhi azzurri. Il nome.. Oddio.. iniziava per N... Nadia? Nah... No... Norma?"
"Noemi."
La voce di Lorenzo mi spaventò. Era infuriato.
"Quando la ritroveremo, dovrò salvarla da Lorenzo. Te pareva."-pensai.
"Dove sono andati?"-continuò Gabriele.
"In discoteca, allo Scorpione.Ma perchè? La conoscete? E perchè lo spilungone vicino a voi sembra aver visto un fantasma?"
"Lo Scorpione è molto vicino, massimo 20 minuti e ci siamo. Andiamo."-ci incoraggiò Francesco.
Noemi's PoV
"Vuoi qualcosa da.."
"Acqua. L'acqua andrà benissimo, grazie."-lo interruppi. Mi spiaceva trattarlo così, ma odiavo le discoteche.
Lo guardai allontanarsi alla ricerca del bancone, mentre io rimasi a sedere in una poltroncina.
Passarono 10 minuti, poi 20, poi mezz'ora. Dopo un'ora, decisi di andarmi a fumare una sigaretta all'entrata della discoteca.
Faceva davvero freddissimo, avevo i brividi fino al collo.
Qualcosa mi tappò la bocca d'improvviso,e in seguito gli occhi. Sembravano mani, ma probabilmente erano coperte da guanti. Mi divincolai, cercai di liberarmi, ero di sperata. Avevo paura e piangevo. Davo calci davanti a me, ma sentivo solo aria gelida della sera invadermi le gambe.
Mi stava trascinando. Ma dove? E perchè? Cosa voleva farmi?
Poi, gli occhi e la bocca furono liberi dalla presa. Solo che non vedevo nulla, era tutto buio. Ogni tanto sentivo qualche respiro, qualche gemito.
Non mi azzardavo a fiatare.
Qualcuno lo fece al posto mio.
" Sai, qui da noi, abbiamo un concetto di svago piuttosto piccante."
Non conoscevo quella voce. Non volevo conoscerla. Dovevo inventare una scusa, per mettergli paura.
" Il mio ragazzo è nel locale, se non mi trova chiamerà la polizia."- che scusa idiota. Il mio ragazzo, nonchè mio fratello, è a Milano.
"Tu non hai un ragazzo. Non più, almeno. Lo hai lasciato solo."
Cosa? Come faceva a saperlo?
" Chi sei?"-chiesi, non sicura della mia domanda.
D'un tratto, la luce si accese.
I miei occhi abituati al buio ci misero un pò per distinguere le tre figure davanti a me.
Quando identificai una delle tre, cominciai a piangere.
"Antonio.. tu.."-tremavo.
" Sei ingenua, e stupida. Mai fidarsi degli sconosciuti. Non ti hanno insegnato nulla i tuoi genitori? Ah, dimenticavo, sono morti prima di poterlo fare."
Ora la paura era divenuta rabbia. Con un scatto, lo colpii in pieno viso con un pugno, mentre gli altri due ragazzi assistevano divertiti alla scena. Ridevano.
"Tu non sai nulla di me. Nè della mia famiglia. Fai schifo, sei un mostro."-dissi con tono fredo, con la mano ancora formicolante.
Cominciò a ridere anche lui, ma si zittì di scatto. Guardò gli altri due ragazzi, e gli fece un cenno con la testa.
Questi scattarono verso di me. Mi legarono mani e piedi, mi bendarono e imbavagliarono.
Sarei morta senza nemmeno rivedere la persona che amavo. Ma forse era un bene, forse almeno così Lorenzo sarebbe stato libero. Per questo non mi opposi. Lasciai che facessero tutto quello che volevano col mio corpo. E provai dolore, tanto dolore. Ma pregavo che tutto ciò finisse presto. Pregavo perchè la morte arrivasse.
"Ehi, chi cazzo siete voi?"-urlò Antonio, in seguito allo sbattere di una porta.
"Bastardi, lasciatela stare."
Martina? Cosa le passava per la testa? Era venuta fin qui da sola, per me? Avrebbero fatto fuori anche lei.
"M-marti... Vat-ttene.." mugolai.
" Ascolta la tua amica mocciosetta, sei solo una femmina. Cosa speri di fare contro tre ragazzi?"
"M-martina..Vattene s-subito..per favore.."-cercai di implorarla con le poche forze che avevo.
"E chi vi dice che io sia sola?"-la sentii urlare.
No, non Lorenzo, ti prego.
Dopo di chè sentii solo tanti rumori di pugni e calci, mentre le mani che mi tenevano mi lasciarono cadere a terra.
La benda venne tolta.
Oh, quanto mi era mancato quel viso. Quei capelli così in disordine, quegli occhi lucidi.. sul punto di piangere.
"N-non saresti dovuto veni.."
Ma non finii la frase.
Il viso che vidi dopo tutto quel buio, piano piano svanì.
I miei ochi
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SALVAMI
FanfictionNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
