Lorenzo era sparito con Diletta.
Non volevo che mi vedesse star male. E soprattutto, non avrebbe comunque potuto aiutarmi.
Decisi di andare nell'unico posto in cui sarei potuta stare sola.
Mentre camminavo, continuavo a fissare il suolo. Ogni tanto inciampavo, ogni tanto mi scontravo con qualcuno, senza mai chiedere scusa. Salii una rampa di scale metalliche. Ad ogni mio passo, le mie scarpe producevano un tintinnio fastidiosissimo.
Arrivai in cima al terrazzo di una casa abbandonata. Quello era il luongo in cui andavo quando mi sentivo giú. Era abbastanza alto. Il quarto piano. Perfetto per chi volesse tentare il suicidio, o per chi, semplicemente vuol cercare la pace.
Mi sedetti sul bordo del terrazzo, con le gambe che penzolavano dalla struttura. Mi accesi una sigaretta, ed iniziai a piangere.
In realtá non capivo nemmeno la mia tristezza. Dopo tutto, mio padre non era mai presente con me. La sua presenza non mi faceva nè caldo, nè freddo.
Eppure ne sentivo la mancanza. Avrei almeno voluto conoscere il motivo del suo gesto.
Ogni tiro della sigaretta era uno sfogo. Avrei voluto accenderne una dopo l'altra, finire l'intero pacchetto appena iniziato.
Ma non potei,poichè una persona alle mie spalle chiamò il mio nome.
"Questa robaccia ti fa solo star male. Buttala, avanti."
Mi voltai pochissimo, ma abbastanza per poter distinguere i lineamenti che amavo tanto e che odiavo allo stesso tempo.
"Fatti gli affari tuoi. Se voglio aitodistruggermi, lo faccio. È la mia vita, non la tua Lorenzo."- dissi asciugandomi in fretta le lacrime.
Lui sospirò, si mise seduto accanto a me.
"Se soffri tu, soffro io. Sei la mia migliore amica. "- continuò.
In quel momento avrei voluto buttarmi, giuro. Sapevo di essere solo un'amica, non c'era bisogno di ricordarmelo cazzo.
Non risposi, non ne avevo le forze. Tentavo di trattenere le lacrime, quasi invano.
"Perchè non mi dici cos'hai? Potrei aiutarti,sai? Non mi va di vederti triste."-disse, voltando il viso verso di me.
Mi alzai di scatto, ero arrabbiata.
" Aiutarmi? Ma scherzi? Puoi resusitare i morti? Puoi ridarmi mio padre? Puoi fare qualcosa che mi faccia sentire meglio? No. Non puoi. La tua vita gravita attorno a Diletta, e Favij. Il resto, è superfluo."-dissi, facendo per andarmene.
Lui però non rispose, si limitò a prendermi per un braccio. A quel punto non trattenni le lacrime. Lorenzo mi tirò a sè, e mi abbracció. Io ricambiai, continuando a piangere.
" Posso provare a farti sentire meglio, sí. Adesso vieni, ti accompagno a casa. Tua madre stará eggio di te, non facciamola preoccupare ulteriormente.
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SALVAMI
Fiksi PenggemarNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
