Mi risvegliai. Avevo il volto rivolto verso quello di Lorenzo, che mi stava guardando. Appena aprii gli occhi, lui mi sorrise.
Avrei voluto stare in quel letto ad ammirarlo sorridere per tutta la vita. Ma mi aveva ferita, di nuovo.
Mi alzai di scatto.
Mi girava la testa, portai una mano alla tempia.
" C-cosa è successo.."
"Sei svenuta. Forse per l'alcool, non so. Ho chiamato l'ambulanza ma non arrivava, cosí ti ho bendato la testa. Ti usciva sangue, hai sbattuto nel comodino. Ti ho portata nel mio letto per monitorarti meglio."
"Sai che tutto questo non toglie il fatto che mi hai fatta stare male?" dissi, sedendomi sull'angolo della scrivania. Avevo la mia maglia lunga, blu, bucata. Mi vergognavo delle mie gambe, cosí cercai di copriele con una maglia di Lorenzo.
Lui intanto si alzò,passandosi le dita tra i capelli.
Venne verso di me.
Quando fu vicino al mio viso, non trattenni le lacrime.
"Perchè.. perchè fai questo? Non capisco cosa ti passa per la testa." dissi, singhiozzando.
" Avevo bevuto, ero ubriaco. E forse ho voluto colmare il vuoto di un amore che ancora non provo. Ma ti giuro che provo sentimenti per te, stellina."
Stellina? Ma cos..? Stava cercando di ipnotizzarmi con i suoi occhi, le sue labbra.. il suo viso cosí angelico, all'apparenza.
"Vedremo come andrá." dissi.
Lorenzo annuí, e sorrise nuovamente.
"Aspetta ma.. ieri sera io non avevo ancora messo il pijama. Perchè adesso lo indosso? Non vorrai dirmi che.."
" Sí, te l'ho messo io. Tranquilla, ho fatto tutto al buio. Ma, ora che ci penso, non è questa la maglia che ti avevo prestato?"chiese, prendendo tra le dita un lembo della maglietta.
Si. Era la maglia che mi aveva prestato dopo che caddi in piscina, due anni prima. La mia era totalmente fradicia, cosí lui si levó la maglietta e me la porse. All'inizio la indossavo sempre, poi iniziò a rompersi.
"Si, è lei. Non me ne separo mai." risposi.
Sorrise ancora. Aveva un sorriso che era la fine del mondo.
Squillò il telefono. Ci voltammo entrambi a guardarlo, interrogativi. Cazzo, era giá Lunedí! La casa discografica!
Risposi in fretta.
"Sí? Sí signore, arrivo subito.. il tempo di cambiarmi.. ok, ci vediamo tra poco! Arrivederci."
Corsi a farmi una doccia. Lorenzo mi guardava correre tra le varie stanze per cercare qualcosa da mettermi.
Scelsi un vestito a tubino blu, con una stampa di margherite. il mio preferito.
All star bianche, mascara, ed ero pronta.
" Se sei pronta, andiamo!" disse.
"Ah no, non hai capito nulla. Tu non vieni. Mi vergogno a cantare davanti a te, mi deconcentreresti. Mi accompagnerá Martina.A piú tardi." dissi.
Lorenzo non ebbe il tempo di rispondere, ero già uscita.
Per la strada chiamai Martina, che giá mi aspettava allo studio.
Entrammo. Una sala immensa, con pareti coperte da diversi tipi di isolante acustico.
Il direttore mi fece subito accomodare nella stanza di registrazione.
Davanti a me, un microfono e una tastiera.
Dall'altra parte del vetro, Martina mi guardava emozionata.
L'uomo mi fece cenno di iniziare.
Scelsi una canzone tra le mie preferite. Wonderwall, Oasis.
Iniziai a suonare la melodia, tenendo chiusi gli occhi mentre intonavo le prime parole.
" Today is gonna be the day that they're gonna throw it back to you,
By now you should have somehow realized what you gotta do.
I don't believe that anybody feels the way i do,about you now."
Alzai lo sguardo per controllare l'espressione dei presenti.
E vidi lui. Lorenzo era in piedi vicino a Martina, che intanto cercava di farlo uscire.
"Because maybe, you're gonna be the one that saves me.. And after all..
You're my wonderwall."
Controllai di nuovo il viso di Lorenzo, che a quelle parole fece un mezzo sorriso, quasi sapesse che erano rivolte a lui. A lui soltanto.
Finii di cantare, continuai per pochi secondi ancora la melodia sulla tastiera, e stop.
Mi tolsi le cuffie, ed uscii dalla stanza.
" Signorina, lei ha delle doti canore eccellenti. Sono sempre piú convinto che il suo disco fará scintille. Complimenti." disse l'uomo, porgendomi la mano.
La strinsi, e ringraziai. Poi mi rivolsi a Martina, che nel mentre era scoppiata a piangere.
" Vieni qui, piccola piagnucolona. Ti voglio bene." dissi, abbracciandola.
"Sei un portento, amica mia." disse, piangendo.
Ci staccammo, e il mio sguardo si posò sull'espressione incredula di Lorenzo, che mi stava fissando.
" Ti avevo detto di rimanere a casa."
" Non mi pentiró mai di averti disubbidito."
Tornammo a casa a piedi, io e lui. Calò un silenzio tombale. Non volava una mosca, solo il rumore dei nostri passi.
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SALVAMI
FanfictionNoemi è una semplice ragazzina di 17 anni. E' conosciuta come la migliore amica di Favij, aka Lorenzo Ostuni. Come in ogni amicizia, uno dei due amici s'innamora dell'altro. E la sfortunata, stavolta sarà proprio lei. Dopo una serie di disgrazie, ri...
