Arte e Politica

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Io ci provo a cercare di capire, e soprattutto cercare di dire qualcosa che abbia una connotazione sociale. Ma mi rendo conto che chi pensa non è un politico, così come chi fa arte non è un politico. Nel mondo dell'intelletto e del sentire, il pragmatismo si basa sul perfettibile dell'espressione dove, si, talvolta serve un asserzione imperativa per spiegare e altre volte un dubbio lecito per valutare e crescere in modo evolutivo, ma non sarà mai l'implementazione attuale allo stato dell'arte della società. E soprattutto la retorica e la fantasia nella dimensione incubo non è possibilmente attuabile in una società sana ma è uno spunto riflessivo o semplicemente un espressione del profondo o campato per aria per pura dispercezione dell'essere.

Tali iperurani servono a migliorare l'esistenza dell'essere umano, come meta linguaggio di una società immanente.

Mi rendo conto a 42 anni che ho sempre sbagliato perché non avevo capito Fino adesso come i due mondi fossero nettamente divisi.

L'arte politica è a tutti gli effetti un'arte a sé stante , quindi non possiamo pretendere nelle nostre personalità Arti di avere questa capacità sociale. Così come l'arte politica d'altro canto non può pretendere che un'arte diversa debba essere poggiata al 100% sulla propria fattispecie.

Non so se Socrate Platone o chi per Essi quando definiva l'uomo un animale politico avesse sbagliato o meno, ci sono tanti modi per badare alla polis e uno di questi prevede un modo di essere semplicemente espressione senza preoccuparsi della più o meno morale o etica. Come diceva lo stesso Goethe, ma nei limiti della morale ed etica della società nella quale viviamo dobbiamo esprimerci come quella verità storica che Hegel ha descritto nell'analisi della stessa storia.
Etica e morale attuata nella società che appunto appartengono all'arte politica, dove troviamo anche azioni pragmatiche intese nella disciplina del vivere sociale.

Va da sé che a canoni di limitazione dove la società si tutela noi siamo liberi di essere noi stessi e innegabilmente possiamo esserlo al 100% senza andare a invadere la società che ci circonda diventando violenti, in quanto la violenza non è mai giustificabile. Con società sia ben chiaro che intendo anche la famiglia, il primo gruppo sociale al quale apparteniamo e quindi doveroso anch'esso se fosse anche implicito di rispetto che deve diventare sempre di più esplicito per non far sì che un'emozione becera e animale possa degenerare in un trauma verso chi ci circonda e potenzialmente ci ama, come evoluzione anche sociale se non fosse che un istinto umano di sentimento positivo verso un simile, non politicamente inteso, se non sentiamo un sentimento di amore almeno come istituzione di buona civiltà ed evoluzione non comportandoci da scimmie urlanti.

Ecco in questo mi rendo conto che un conto è definire canoni di etiche morale di una società in modo pratico fattibile e contestualizzabile e un conto invece è di pensare ed esprimere quello che è l'umano sentire. Il distinguo è il discernimento fra bene e male inteso nei due modi diversi di essere sono le due facce della stessa medaglia dell'essere umano. Quindi sì Socrate Platone o chi per essi nel definire uomo politico un essere che pensa alla società è giusto ma non fa di noi un politico.

Quindi trovo becero e sbagliato quando un'arte non politica si mette in condizione di influenzare politicamente la società attraverso la propria arte , perché così come diceva Goethe la sua arte muore facendo così.

Un esempio molto chiaro di questo pensiero è che un'istituzione pubblica e quindi un dipendente dello stato non possa esprimere pubblicamente il proprio pensiero politico accostandolo alla sua funzione pubblica. Sarebbe eticamente scorretto. Quindi diciamo che non ho inventato di sicuro l'acqua calda ma per quello che vedo mi sento a disagio in questa società dove politici improvvisati fanno un mestiere che non è il loro pur appunto non facendolo.

Per ogni arte c'è chi studia per fare al meglio quella cosa E sarebbe giusto che ognuno continuasse a fare al meglio quello che sa fare per fare bene alla società. Per evitare appunto linciaggi pubblici e comportamenti scorretti. Non ci si improvvisa animali politici oppure stavamo facendo il mestiere sbagliato e siamo stati scorretti prima.

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