CAPITOLO 32: Mai sottovalutare una banshee.

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Quando Lydia riaprì gli occhi le fu necessario qualche minuto per rimettere a fuoco le bianche pareti che componevano la stanza.

I capelli erano bagnati dal sudore,appiccicati alla pelle nuda della schiena. Gli occhi gonfi e persi,mentre la bocca asciutta implorava un po' d'acqua.

Delle mani grandi la tirarono su a sedere in modo che la sua schiena aderisse al muro,poi le afferrarono il mento costringendola ad incrociare il suo sguardo.

Gli occhi verdi di Parrish sembravano molto più scuri del solito,il viso in un'espressione a metà tra la curiosità è la preoccupazione.

-Cosa hai visto?- il tono era fintamente dolce.

I sussurri alla fine della sua visione,i capelli di Allison che si scuotevano al vento,il volto di Stiles mentre si allontanava da lei per andare a morire,la sua corsa affannata per scappare da Scott. Tutto si fuse nella sua mente,le tempie le premevano verso l'interno e scosse appena la testa,ancora spaventata da quelle immagini e da quelle parole.

-Lydia,dimmi cosa hai visto.- stavolta Jordan non si preoccupò nemmeno di fingere buone intenzioni,la sua imponente voce risuonò nella stanza vuota facendo vibrare le pareti.

Lydia tentò di recuperare il contatto con la realtà,tastando con le mani il pavimento sotto di lei.

-Dimmi cosa hai visto!- la voce di Parrish tuonò ancora,l'ordine aveva preso le sembianze di una minaccia.

-Niente che ti riguardi.- riuscì a dire la ragazza,guardandolo finalmente negli occhi senza timori,consapevole di avere troppo poco tempo per lasciare spazio alla timidezza e alla paura.

-Questo sarò io a deciderlo.- si alzò in piedi,sovrastando Lydia per via dell'altezza. -Ti conviene dirmi cosa hai visto con le buone,o...- si fermò volutamente a metà frase,probabilmente pensando fosse una tattica efficace per incutere paura.

-O cosa?- lo sfidò la ragazza.

Lydia fece leva sulle gambe per ritornare dritta,e si sistemò in piedi davanti a lui senza paura di guardarlo.

Parrish,l'adorabile Parrish dal sorriso troppo bianco per essere vero,il Parrish dagli occhi luminosi e brillanti,non era altro che una illusione.

Era quel tipo di persona che sa passare dal bianco al nero in un secondo,che sembra un angelo e poi un demone e poi di nuovo un angelo,che quando ti guarda ti sembra di vivere e poi di morire,che è in grado di portarti via tutta la felicità e farti sentire sporca,sporca davvero.

-Tesoro,io sono un cavaliere,non alzerei mai un dito contro una piccola donna indifesa,ma non credo che Isaac o Malia abbiano dei problemi al riguardo.- ghignò soddisfatto. -Il viso del tuo Romeo ne è la prova.-

A quelle parole,le gambe di lei tremarono e sentì il forte impulso di gettarsi a terra sulle ginocchia e piangere. Al solo pensiero di Stiles,in una stanza come la sua,mentre veniva usato come un sacco da boxe,si sentiva come morire ed incredibilmente colpevole.

-Cosa gli avete fatto?- la voce roca sul punto di rompersi,attutita dal respiro affannato di una rabbia crescente.

-Fossi in te mi preoccuperei di ciò che faremo a te,a meno che tu non mi confidi la tua visione.- Parrish parlava calmo e senza fretta,consapevole di aver toccato il punto debole della banshee parlandole del ragazzo.

-Che cosa hai fatto a Stiles?- urlò Lydia,puntandogli l'indice nel suo petto.

Il biondo rise abbondantemente della ragazzina davanti a lui.

-Non dovresti sottovalutare una banshee.- lo avvertì Lydia,senza aver veramente intenzione di pronunciare quelle parole.

Era come se quella frase non le fosse partita dalla testa ma da qualche altra parte. Potremmo dire che veniva dal cuore o dal ventre,ma la verità era semplicemente che non l'aveva pensata. Come se fosse stato un riflesso spontaneo,lo aveva detto e basta senza nemmeno rendersi totalmente conto di averlo fatto.

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