Non pensava di potersi sentire bene togliendo tutto ciò che riguardasse lei, ma invece era proprio come si sentiva. Stiles lo stava aiutando, ma non solo a rimettere in ordine. Gli stava dando la forza per dimenticare e aprire un altro capitolo della sua vita, che forse non si sarebbe mai chiuso.
"Questo dove lo metto?" chiese il più piccolo con in mano uno scatolone pieno di vecchie fotografie, non doveva pesare molto ma il ragazzo faceva fatica a reggero tanto era gracile.
"Dallo a me" rispose Derek, e quando Stiles si avvicinò a lui e gli dette in mano la scatola, fu in quel momento che le loro dita si sfiorarono e al più grande parve di sentire una scossa elettrica in tutto il corpo.
Portò lo scatolone in cucina, posandolo sul tavolo. Si ritrovò a rovistare fra le fotografie, cercandone una di loro due insieme. La trovò, quella fotografia aveva significato tanto per lui, ed ora la stava buttando via come niente. Voleva fare spazio nel suo futuro, dimenticando il passato. Ma voleva davvero dimenticare tutto il bene che lei gli aveva fatto?
"Dereeeeeeeek!" lo chiamò il castano dal'altra stanza, allungando la 'e'. Il moro senza pensarci due volte infilò la fotografia nella tasca dei jeans e si precipitò dall'altro.
"Che vuoi, Stiles?" domandò tentando di far apparire la sua voce seccata, ma riuscendo solo a farla sembrare più dolce di quanto in realtà non fosse.
"Beh sono in casa tua da più di tre ore e sono quasi le due, ho fame!" esclamò il ragazzo massaggiandosi lo stomaco con la mano sinistra e facendo una smorfia.
"Ho capito, preparo qualcosa da mangiare" propose il più grande, precipitandosi in cucina seguito dal piccolo. Non cucinava da troppo tempo, ma non era mai stato un asso. Trovò una ricetta interessante su internet e decise di preparare a Stiles le fettuccine al ragù. Mise a cuocere la pasta dentro una grande pentola mentre il piccolo parlava di ciò che gli era successo il giorno prima a lavoro.
"...Derek? Mi ascolti?" gli chiese dopo un po', mentre stava sminuzzando le cipolle da aggiungere al tritato di carne.
"Eh? Sì, sì certo" mentì, era concentrato su come riuscire a fare un pasto decente, e non aveva fatto caso a una sola parola di ciò che il ragazzo aveva detto.
"Cosa dovrei fare, secondo te? Farmi aiutare da Scott?" domandò allora.
Chi diavolo era Scott? Fu l'unica cosa che riuscì a pensare. Evidentemente Stiles aveva detto così tanto in pochi minuti che Derek si era perso molte pagine del libro della sua intera esistenza.
"Scusa Stiles, non ti stavo ascoltando" ammise infine, aggiungendo il sugo al ragù, anche se non era sicuro che si dovesse fare proprio in quel modo.
"Sì, sì certo Stiles, ti ascolto" lo scimmiottò il ragazzo, e a Derek spuntò un piccolo sorriso sulle labbra, che però l'altro non vide perchè era di spalle.
"Insomma, stavo dicendo che ci sta quest'infermiere, Axel, che è davvero fastidioso. Non fa mai ciò che gli si dice e poichè sono stato promosso a capo infermere... -ah a proposito non te l'avevo detto? Sono stato promosso a capo infermiere!- dicevo, siccome lui è sotto la mia responsabilità deve darmi ascolto, e lui invece cosa fa? Quello che gli pare! Ti sembra normale?" chiese come se fosse una domanda logica. Derek stava per dire che no, non lo era affatto, ma il ragazzo riprese il discorso come se niente fosse.
"E quindi Scott mi ha detto -Scott è il mio migliore amico Derek, ci conosciamo da quando eravamo piccoli e lui lavora con me all'ospedale, solo in un altro reparto- lui mi ha detto di chiedere alla direzione centrale se Axel può essere cambiato di sezione perchè di questo passo mi farà licenziare. Ma io non me la sento di chiederlo, che dovrei fare?" domandò di nuovo, e Derek non rispose, convinto che avrebbe continuato la sua tirata come aveva fatto prima.
"Non mi stavi ascoltando nemmeno questa volta?" chiese poi, e Derek si girò verso di lui, non appena ebbe finito di amalgamare e mescolare il sugo in modo da aggiungerlo alla pasta quando essa fosse stata pronta.
"No, Stiles, ti stavo ascoltando" disse calmo. "Penso che tu debba trovare il coragguo di dirlo alla direzione, potresti rimetterci il lavoro se non lo fai" constatò calmo, anche se dentro di sè continuava a chiedersi che tipo di rapporto di amicizia Stiles avesse con Scott, e per quale motivo non glie ne avesse mai parlato.
Il ragazzo rimase in silenzio, rimuginando sulle parole dell'altro, mentre Derek si prese uno spavento bestiale quando il campanello che segnalava che la pasta era pronta suonò. Si girò immediatamente, scolando la pasta e aggiungendoci il ragù, e successivamente servì tutto in tavola, chiamando il più piccolo, che si sedette di fronte a lui.
Calò il silenzio per un paio di minuti, il tempo che entrambi impiegarono per assaggiare la pasta e fare una smorfia.
"Ma cos'hai messo in questa pasta Derek, l'aceto? Mi dispiace dirtelo ma è davvero disgustosa!" esclamò il ragazzo di fronte a lui. In situazioni normali il moro si sarebbe offeso, ma si rese conto che l'altro aveva ragione. Prese il piatto di plastica e lo buttò nel secchio con tutta la pasta all'interno, e lo stesso fece Stiles.
"Che si fa?" chiese poi il castano guardandolo.
"Pizza?" propose Derek.
"E pizza sia" concordò l'altro sorridendo.
Sono abbastanza soddisfatta di questo capitolo, non so se a voi piacerà, ma fatemelo sapere nei commenti :)
7 stelline e 4 commenti, ce la fate?
Buona domenica a todos :*
Gin.
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Hospital || Sterek
FanfictionUn incidente toglierà la vita a una persona, ma cambierà quella di altre due. #50 in teen fiction 26/5/16
