Dire che Derek non aveva fame era un eufemismo. Da quando aveva accettato l'invito di Stiles alla festa non aveva più toccato cibo, dalle noccioline all'arrosto. Il suo stomaco era chiuso dall'ansia e lo zoo nel suo stomaco stava dando un pigiama party. Era rimasto sdraiato sul divano rimirando il meraviglioso lavoro che lui e il piccoletto avevano fatto alla casa. I quadri e le foto erano scomparsi dalle pareti, avendo però lasciato una macchia, la vernice si era ossidata e presto avrebbe dovuto ridipingerle, ma naturalmente non da solo. Aveva cambiato le vecchie federe di letti e divani, risistemato i cuscini e si era liberato di quasi tutte le cianfrusaglie. Di colpo si ricordò di avere ancora la foto infilata nella tasca dei jeans, così la tirò fuori.
Era una semplice fotografia che li ritraeva insieme, l'uno vicino all'altra. Lui le teneva un braccio sul fianco e lei uno sulla spalla. Sorridevano entrambi, e i capelli biondi di lei le incorniciavano il viso, rendendola più bella di qualsiasi quadro avesse mai visto. La sua pelle era colorata dal sole estivo, e stava rivolgendo alla telecamera uno sguardo allegro. Le sue labbra erano piegate all'insù ma non si vedevano i denti, era una delle parti che odiava di sè stessa, diceva che erano storti, ma per lui erano perfetti come ogni parte di lei. Indossava dei semplici shorts e le sue gambe, magre e nude, spiccavano per il loro colore abbronzato. La maglietta, bianca a strisce rosse, era anch'essa parte di un look poco sofisticato e molto causal, che le donava parecchio. Ai piedi aveva delle semplici infradito. Lui era concentrato su di lei, come ogni istante della sua vita, e non guardava la fotocamera. I capelli corvini erano schiariti dal sole estivo, portava una maglietta color verde militare e dei bermuda color jeans. Lei non la smetteva mai di ribadire quanto essi gli calzassero a pennello, così li aveva messi per farle piacere. La giornata era piacevole, una leggera brezza di mare soffiava sul prato, sollevando gli angoli della tovaglia ai loro piedi, anch'essa bianca e rossa. Il sole era alto nel cielo e dietro di loro c'era la spiaggia, con tanti granelli di sabbia color crema, e le onde che ne lambivano la costa, blu e profonde. La fotografia era stata scattata qualche anno prima, durante la vacanza che si erano concessi sulle spiagge di Miami, e stranamente non c'era nessuno dietro di loro, quando invece le spiagge della città erano sempre affollati da turisti e innamorati di ogni tipo. Ricordò di aver pensato che il loro amore sarebbe stato eterno, ma poi era arrivato il freddo pallore della morte a oscurare il volto di lei.
Il campanello suonò e Derek fu costretto a interrompere il flusso dei suoi pensieri. Il cuore iniziò a martellare nel suo petto, velocemente, mentre si alzava per andare ad aprire. "Hei Der!" esclamò il ragazzo con un sorriso radioso sul volto, e immediatamente illuminò anche il suo.
"Stiles" sussurrò piano quasi a sè stesso, mentre l'altro si precipitava ad abbracciarlo. Il calore della sua pelle lo investì, come anche l'odore, sapeva di chiodi di garofano e neve. Non era certo che la neve avesse un odore, ma se lo avesse avuto sicuramente gli sarebbe sembrato come quello di Stiles in quel momento. Era familiare, come poteva esserlo quello del suo cuscino quando andava a dormire.
Il ragazzo si staccò dall'abbraccio e lui sentì la mano calda del castano scivolare nella sua con una naturalezza che non credeva possibile, si incastravano perfettamente l'una con l'altra. Sulla sua faccia doveva esservi un'espressione sconcertata, perchè l'altro lo squadrò preoccupato e ritrasse la mano, senza dire nulla.
"Usciamo?" domandò poi il piccolo, sorridendogli ancora. Era una bella giornata, in parte ricordava quella del pic-nic nella fotografia, solamente che l'avrebbe passata con una persona diversa da lei.
"Certo" tentò di parlare con voce dolce e annuì convinto, mentre si richiudeva la porta alle spalle rigirandosi le chiavi fra le dita.
"Ti sono mancato, eh?" domandò lui facendo un mezzo sorriso. Inizialmente Derek non capì se scherzasse, ma poi si rese conto del suo sorriso e ne fece uno a sua volta. Non sai quanto, avrebbe voluto rispondere.
"Come no, Stiles, certo. Come il raffreddore" scherzò facendogli l'occhiolino, e si rilassò: era sempre lo stesso Stiles, burlone, divertente, e loro due erano sempre e solo amici, non doveva preoccuparsi di nulla.
"Simpatico" commentò. "Ho trovato qualche bancarella sulla South Side, magari lì c'è del buon materiale..." Stiles si perse nel racconto di come aveva scoperto tutti quei negozi, e di quanto i prezzi fossero bassi. Lui aveva già preso il suo costume, Batman era un supereroe che amava fin da piccolo, ed era il suo sogno potersi travestire come lui. Lo aveva fatto tante volte a scuola, ma non si era mai stancato. Derek non aveva idea del suo possibile travestimento, ma non se ne curò, il ragazzino si sarebbe occupato di tutto ed era abbastanza tranquillo.
Avevano preso la sua macchina, poichè quella del castano era a riparare dal meccanico, e stavano sfrecciando verso il South Side, mentre il ragazzo continuava a dilungarsi in storie su Batman e gli altri supereroi della sua infanzia.
"Se fossi un supereroe quale potere vorresti avere?" chiese infine a Derek, e lui rimase spiazzato, fu costretto a pensarci. Volare sarebbe stato grandioso, ma anche poter correre veloce, diventare invisibile o essere invulnerabile, o immortale.
"Volare" rispose alla fine "il mondo è più bello dall'alto" affermò. Ed era vero, tutto era più bello visto da lontano, ma non Stiles. Lui era perfetto in ogni piccolo particolare, e vederlo da vicino era ancora più bello.
"A me piacerebbe viaggiare nel tempo" dichiarò l'altro dopo un attimo di esitazione, era rimasto in silenzio dopo l'affermazione del moro. "Perchè?"
"Se ci pensi, puoi fare qualsiasi cosa e poi tornare indietro come se non l'avessi fatta... potresti confessare a una persona ciò che provi e tornare indietro se scopri che non ricambia" disse tutto d'un fiato, come faceva di solito quando era nervoso. Derek notò che aveva lo sguardo puntato a terra.
"Ti riferisci a qualcuno in particolare?" domandò, curioso.
Il ragazzo esitò ancora, aprì la bocca per parlare, poi la richiuse.
"No, no nessuno in particolare".
okay io vi amo
quindi voi amatemi
il capitolo è lungo
e mi dispiace se non sono riuscita ad aggiornare prima
con la fine della scuola spero di essere più attiva
10 voti e 5 commenti?
Baci, Gin
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Hospital || Sterek
FanficUn incidente toglierà la vita a una persona, ma cambierà quella di altre due. #50 in teen fiction 26/5/16
