Derek si precipitò dietro di lui per inseguirlo, ancora senza fiato per il bacio. Ormai inseguirlo era diventata una delle sue attività quotidiane. Fendette la folla con spallate e bracciate, le persone lo guardavano di sbieco e imprecavano al suo passaggio, ma non gli importava. Il ragazzo era arrivato al bordo della pista, e stava quasi per uscire fuori dalla sala, quando Derek lo acchiappò per il mantello.
"Stiles!" urlò, ma in tutta quella confusione il nome fu quasi sussurrato. Il ragazzo si voltò, e il moro con un movimento veloce del corpo lo incollò al muro con forza, tuttavia stando attento a non fargli del male, era pur sempre lui.
"Stiles, togliti la maschera, voglio vederti negli occhi mentre ti parlo" disse al suo orrecchio, avvicinando il viso e parlando ad alta voce perchè potesse sentirlo. L'altro scosse energicamente la testa senza parlare. Il moro rimase perplesso e avvicinò la mano al suo viso per togliere la maschera. Forse il ragazzo si vergognava, dopo ciò che era successo?
Afferrò la mascherina con le dita snelle e lunghe, e il ragazzo si dimenò, non voleva che gliela togliesse, ma doveva farlo. Con lentezza esasperante rimosse la mascherina dal visto del ragazzo, per poi rendersi conto di ciò che vi era sotto.
Rimase sconcertato e allibito, a fissare l'altro con la bocca spalancata e gli occhi sgranati, e quello, approfittando dell'attimo di debolezza, sgattaiolò via dalla porta sul retro della sala, con la grazia di un gatto completamente nero.
La persona che c'era sotto la maschera di Batman non era Stiles. Era un altro ragazzo, un semplice ragazzo dai lineamenti delicati e i capelli dello stesso colore di quelli del castano, un po' meno folti dei suoi. Ci mise qualche secondo a elaborare cosa fosse successo. Non aveva baciato Stiles, aveva baciato un ragazzo con lo stesso costume, che non era lui.
Prese un respiro profondo, non riusciva a respirare, in quell'ambiente afoso. Doveva trovare Stiles, e doveva farlo immediatamente. Non sapeva se avesse visto tutto ciò che era accaduto, ma come glielo avrebbe spiegato?
Si diresse di nuovo verso il centro della pista, cercando ancora lo stesso costume, un'impresa, dal momento che non si vedeva nulla. Dopo aver cercato per tutta la sala meticolosamente, quasi andando persona per persona, iniziò a girare senza una meta chiamando inutilmente il nome del ragazzo, che sicuramente non l'avrebbe mai sentito.
Si arrese, sedendosi su una delle sedie a bordo pista e lasciando alla musica martellante il potere di trapanargli i timpani. Non riusciva a riflettere. Non riusciva a pensare a nulla di sensato da fare per riuscire a trovare il ragazzo. Starsene seduto lì gli pareva l'unica soluzione sensata da fare. Scrutava la folla con sguardo vacuo, senza più nessuna forza di concentrarsi o mettere a fuoco qualsiasi cosa. Erano una massa indistinta di corpi che si muovevano a ritmo di musica, se così si poteva chiamare.
Finchè non lo vide. Un corpo snello e un mantello corvino, che si muovevano sinuosi fra la folla, in cerca dell'uscita.
E non ebbe nessun dubbio che quel ragazzo fosse Stiles.
Si alzò di scatto e lo seguì, muovendosi agile fra le persone e seguendo la figura del ragazzo fino all'uscita.
Zigzagò fino all'uscita velocemente, vedeva il ragazzo di fronte a sè ma ogni volta che pensava di raggiungerlo lui riusciva a seminarlo.
Alla fine, lo mise alle strette appena fuori dal locale, incollandolo fra sè e il muro. Il moro lo guardò con gli occhi marroni, erano rossi, sembrava avesse pianto.
"Stiles, hai pianto?" domandò, "e perchè sei fuggito così dalla festa? Non ti stavi divertendo?" l'ansia nella sua voce era palpabile.
Il più piccolo si mosse nella stretta, a disagio, poi distolse lo sguardo dal suo.
"No, non ho affatto pianto" sospirò, "mi mancava l'aria, tutto qui" disse con tono apparentemente calmo, eppure Derek non gli credeva. Avrebbe dato qualsiasi cosa per sapere se mentiva.
Non si mosse da quella posizione, decidendo di non credere alle parole dell'altro.
"Stiles. La verità" la voce uscì quasi in un sussurro appena udibile, un sibilo che sperava il ragazzo avesse sentito.
Il castano voltò la testa di lato, in quel momento Derek si accorse che erano vicini, così vicini che se Stiles avesse girato il viso verso di lui, i loro nasi si sarebbero sfiorati. Così vicini che i loro corpi aderivano l'uno all'altro perfettamente, senza nessuno sforzo.
"Prima te la faccio io una domanda" rispose con tono furioso, questa volta. "Perchè hai baciato quel ragazzo, Derek?"
Il sangue del più grande parve raggelarsi nelle vene, la stretta in cui teneva l'altro si allentò leggermente, ma Stiles non si mosse di un millimetro. Aveva il respiro accellerato e le gote rossastre per la corsa, ma la brezza che sferzava contribuiva a raffreddare i bollenti spiriti di entrambi.
Derek rivolse lo sguardo a terra. Cosa avrebbe risposto?
Credevo che fossi tu. Pensavo che avrei baciato te, e quando mi sono reso conto di ciò che avevo fatto sono subito corso a cercarti.
Ma non poteva dirglielo, o sì?
"Non l'ho baciato io, lui l'ha fatto. E non appena lo ha fatto l'ho allontanato ed è corso via" la storia era più o meno vera, anche se suonava una menzogna alle sue stesse orecchie.
"Da quando non posso baciare chi mi pare alle feste?" domandò poi, tentando di far trapelare irritazione nella voce, senza molto successo.
"Da quando ti ho invitato io, e tu non solo non mi hai degnato di uno sguardo, ma sei anche andato a ballare con un'altro. Insomma, Derek, si suppone che almeno da amico avresti dovuto salutarmi!" era arrabbiato, e il moro sapeva che l'altro ne aveva tutte le ragioni.
Fece un respiro profondo, doveva dirglielo. Doveva dirglielo? Forse non avrebbe dovuto farlo.
"Senti, mi dispiace okay? Inizialmenre sono andato da lui, pensando fossi tu. Poi quando mi sono accorto che non eri tu ho cercato di allontanarmi, ma lui mi ha baciato" bugia. Bugia, bugia, bugia. Bugiardo. Stai mentendo a Stiles.
L'espressione sul volto del ragazzo sembrava meno sconcertata, poi dopo attimi che parvero interminabili lui annuì.
"Scusa se me la sono presa tanto" abbozzò un sorriso e Derek gli circondò il braccio con le spalle. In parte era contento di quella reazione da parte dell'altro. Cos'era... gelosia?
"Non preoccuparti" rispose conducendolo alla sua macchina per riportarlo a casa e facendogli l'occhiolino con un sorriso. "Certe cose capitano anche ai supereroi migliori".
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Hospital || Sterek
FanfictionUn incidente toglierà la vita a una persona, ma cambierà quella di altre due. #50 in teen fiction 26/5/16
