Le bancarelle nel South Side si erano rivelate un vero portento. La varietà di fauna che Derek aveva potuto distinguere lo aveva persino sorpreso. Non si sarebbe mai immaginato di trovare così tanta gente in un posto solo, ma del resto non era mai stato a un concerto.
C'erano i collezionisti, che compravano qualsiasi cosa potesse essergli utile per la loro collezione di oggetti futili, i turisti, che guardavano con sguardo affascinato ogni oggetto che sembrava appartenere a qualche secolo precedente, le coppie, che giravano l'uno nella mano dell'altra, ammirando gingilli e bigiotteria di ogni tipo. Ognuno era intento a vedere merce diversa, testarla, comprarla. Avevano tutti bisogno di merce diversa, e ce n'era per tutti i gusti e di tutte le varietà. Dalle borsette in cuoio e pelle ai bracciali di perline, dai vestiti usati ai ritratti di persone dipinti su tele antiche, da vecchie radio che stentavano a funzionare, corrose dal tempo, a antichi dischi in vinile esposti per far colpo su collezionisti e amanti degli anni '80. Stiles era affascinato da più o meno tutto quanto, si fermava a qualsiasi bancarella avesse qualcosa che lo affascinasse, mentre Derek era l'unico a distinguere e puntare verso l'obbiettivo.
"Guarda qui, Der!" lo chiamò per l'ennesima volta, mentre con gli occhi spalancati fissava il piccolo modellino di un robottino tutto arruginito, che una volta doveva essere azzurro chiaro, ma che il tempo aveva trasformato in marrone. Con le sue dita fini stava girando verso destra una piccola rotella, nell'istante stesso in cui Derek si avvicinò per guardare cosa stesse attirando l'attenzione del ragazzo, Stiles lasciò la rotellina e l'aggeggio cominciò a camminare e muovete le braccia scompostamente, come facevano i robot.
"Non è meraviglioso?" la voce del ragazzo era squillante, e quando si voltò verso di lui per avere una conferma lui sorrise, come a dire che sì, lo era.
"Andiamo Stiles, altrimenti si farà tardi" affermò, tentando di distogliere l'attenzione del ragazzo dal modellino, mentre lui assumeva un'espressione dispiaciuta e continuava a saltellare ammirando altre cose a destra e a sinistra. Si fermò un altro paio di volte prima che raggiungessero la loro meta. Una vecchia bancarella che sembrava stesse per cadere a pezzi, ma che presentava una notevole quantità di tute e magliette a tema "supereroi" e altre cose spaziali, come le aveva definite Stiles in uno dei suoi discorsi durante il viaggio.
Il ragazzo lanciò un urletto eccitato, più simile al verso di una ragazza che al suo, mentre correva verso lo stand.
Iniziò a rovistare velocemente fra gli oggetti con mani esperte, mentre il negoziante passava lo sguardo allibito da lui al castano e viceversa.
"Aiutami, Derek, guarda questi" ordinò consegnando a lui una pila di costumi dai colori indefiniti, che pesava decisamente troppo. Lui passò in rassegna tutti i vestiti ma non ne trovò nessuno particolarmente bello o entusiasmante. Il sole stava calando e presto sarebbero dovuti tornare a casa, dovevano sbrigarsi.
Stavano ormai rovistando da quasi un'ora, quando Stiles lanciò un grido strozzato e cominciò a saltellare chiamandolo a gran voce.
"L'ho trovato Derek, Derek, Dereeeeek!" urlò correndo da lui come un forsennato. Mostrò con fierezza e soddisfazione un costume di calzamaglia blu e rosso, con un grande simbolo a forma di 'S', incastonato in un diamante. Superman.
"Non se ne parla Stiles, è fuori discussione" rispose immediatamente, facendo una smorfia e allontando quel coso da davanti ai suoi occhi. Nonostante fosse vecchio era ridotto piuttosto bene. m
"Andiaaaamo" supplicò allungando la 'a', ma Derek fece no con la testa. "Avevi detto che ti sarebbe piaciuto volare, beh, Superman sa volare!" esclamò, e non aveva tutti i torti. Ci pensò su, che male poteva fargli? Sarebbe stato ridicolo con qualsiasi costume addosso, quindi tanto valeva mettere quello.
"E va bene" acconsentì rassegnato, sospirando, per poi vedere un'espressione di pura gioia comparire sul viso dell'altro.
"Sì, sì, sì!" esultò, per poi pagare il costume con i suoi soldi. Derek tentò di opporsi ma il ragazzo non volle sentire ragioni, così dovette rinunciare.
"Torniamo a casa, adesso?" domandò poi il più piccolo, mentre erano sulla strada per tornare alla macchina.
"Tu va' avanti, ti raggiungo fra pochissimo" lo avvisò dandogli una pacca sulla spalla e correndo via a grandi passi, doveva fare una cosa.
"Allora, ti è piaciuta la gita?" domandò il ragazzo castano una volta tornati a casa di Derek.
Lui fece finta di pensarci su, grattandosi il mento. Era stato con Stiles, aveva riso, si era divertito. Si era trovato bene.
Lo guardò, poi annuì.
"Mi sono divertito" ammise, mentre le sue guancia di coloravano un po' di rosso.
La risposta dell'altro lo sorprese piacevolmente.
"Anch'io".
Si fece coraggio, prese un respiro e disse la frase che doveva dire.
"Devo darti una cosa", annunciò. Lui si girò di scatto e lo guardò. 'Cosa?' domandavano i suoi occhi, ma non lo chiese, aspettò che fosse lui a continuare.
Derek si tirò fuori un pacchetto avvolto da carta bianca dalla tasca dei jeans e lo soppesò nella sua mano per qualche secondo prima di stendere il braccio e consegnarlo nelle mani dell'altro.
Lui lo guardò con uno strano scintillio negli occhi, non seppe dire se fosse sorpresa o gratitudine, o forse qualcos'altro, un sentimento più profondo. Spostò lo sguardo sul pacchetto e con le dita tremanti iniziò ad aprirlo, piano. Aveva un'espressione curiosa in viso, che poi si sciolse in un sorriso, quando la carta bianca cadde a terra rivelando il contenuno del pacchetto.
"I-io... grazie" balbettò mentre il sorriso grato si allargava, e Derek sentì una fitta al petto, che pervadeva tutto il corpo, lo riscaldava. Nelle mani del più piccolo c'era il robottino, quello del mercato, inerme e freddo come il ghiaccio, che aspettava che il ragazzo gli desse vita. Stiles si avvicinò a lui e lo abbracciò forte, stampandogli un bacio sulla guancia, poi sorrise di nuovo e uscì, lasciandolo senza parole. Si sfiorò la guancia con le dita, era bollente nel punto in cui le labbra dell'altro l'avevano toccata, le aveva impresse a memoria sulla sua pelle, quel contatto aveva quasi bruciato di piacere.
Buonsalve a tutti
spero che questo capitolo
vi piaccia
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prossimo capitolo 12 voti e 6 commentiiiiii
Baci, Gin
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Hospital || Sterek
FanfictionUn incidente toglierà la vita a una persona, ma cambierà quella di altre due. #50 in teen fiction 26/5/16
