Capitolo 28: Why Does It Hurt So Bad

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Antoine's pov

Sono furioso, quella ragazzina è in grado di mandare a puttane il mio sistema nervoso, è così capricciosa e arrogante che a volte mi viene voglia di tappargli la bocca per non sentire più il mare di cazzate che spara. Non la sopporto, come può essere una donna così tanto bella ma allo stesso tempo rompiscatole? Ha il potere di rendermi così frustrato, non fa che confondermi continuamente, è così lunatica che a volte mi stupisco di come io sia in grado di interagire con lei senza perdere del tutto la testa. Però mi manca, Dio se mi manca, mi sento il nulla senza di lei, potrei restare ore ed ore a fissarla fare niente e non sentirmi in alcun modo annoiato, le mi da qualcosa che nessuno prima d'ora era mai riuscito a darmi, lei mi fa sentire vivo. Continuo a tirare calci ad un pallone per provare a sbollire la rabbia, ma se prima questo sport era in grado di giovare in qualche modo alla mia mente, ora sembra che anche lui abbia rinunciato alla mia salvezza e si sia schierato dalla parte di Sam. Penso sempre a lei, penso a lei continuamente che solo sfiorare o persino guardare un'altra donna mi appare come un qualcosa di tremendamente assurdo, come mi ha ridotto? Sono totalmente, fottutamente dipendente da lei, dal suo profumo, dai suoi occhi, dalla sua risata, perchè è bellissima quando ride, è bellissima sempre, Sam è alla stregua di una dea. Il suo essere mi lascia disarmato ogni volta, come se ogni muscolo del mio corpo si rifiutasse di combattere le sensazioni che solo lei riesce a regalarmi anche solo respirando, la odio. La odio così tanto perchè mi ha riempito la testa e non ne vuole sapere di uscirne fuori, ha invaso ogni angolo dei miei pensieri, dei miei sogni, la vedo ovunque, ho visto Sam anche negli occhi di Nicky, sto impazzendo è assodato, deve per forza essere così. Tiro un ultimo calcio al pallone sconfitto per poi tornare al ritrovo dagli altri, e solo il pensiero di dover incontrare di nuovo i suoi occhi smeraldo mi manda nel panico, non posso cedere, non devo cedere a lei, non posso essere così debole.

Prendo posto accanto ad Eber che sta arrostendo della carne sul fuoco, mentre il resto dei ragazzi sta chiacchierando animatamente sorseggiando della birra, tutti tranne Elsi e Sam, mi giro in torno per cercarle con lo sguardo, ma delle due nessuna traccia. Scuoto la testa più arrabbiato con me stesso che con lei per poi afferrare una birra dal frigo e tracannarne quasi la metà come a voler trovare conforto nell'alcol quando una Elsi visibilmente triste prende posto di fronte ad Eber sotto lo sguardo curioso del gruppo. "Stai bene?" domanda Eber rivolgendosi all'amica, che abbassa semplicemente la testa in assenso "Ti va di mangiare?" continua a chiedere "La bistecca è quasi cotta, sei così bianca, sei sicura di star bene?" domanda l'amico seriamente preoccupato "Eber sta tranquillo" risponde lei rivolgendogli un sorriso tirato "Sono solo un po' stanca, credo proprio me ne andrò a letto" afferma stropicciandosi gli occhi con la punta delle dita per poi alzarsi dal suo sgabello e salutare tutto con la mano. "Sam è ancora rinchiusa nella sua tenda? Dille se ha voglia di mangiare che poi sta male e tocca a me portarla in braccio fino all'infermeria" mi fingo infastidito quando invece la sua salute mi interessa più della mia, "Beh, allora puoi stare tranquillo, non c'è più bisogno che tu ti prenda questo disturbo, Sam è andata via da un pezzo, a quest'ora sarà già a cena con la sua famiglia" afferma lasciandomi completamente di sasso. Sbatto le palpebre un paio di volte incredulo non riuscendo e non volendo realizzare le sue parole, Sam è andata via, è impossibile, non ci voglio credere "Smettila di scherzare Elsi e vai a chiamarla per favore" sbuffo in preda al panico passandomi una mano nervosamente tra i capelli. "Quale parte del 'è andata via' non capisci?" sbotta irritata roteando gli occhi "Se tu fossi stato meno coglione adesso lei sarebbe ancora qui insieme a me" mi punta il dito contro rivolgendomi un'occhiata truce "Sei solo uno stronzo" urla facendo girare tutti gli altri nella nostra direzione "Che sta succedendo?" domanda Joshua parandosi accanto ad Elsi "E' tutta colpa sua" afferma lei furiosa "Se Sam è tornata a Los Angeles, è tutta colpa sua" continua facendomi fare qualche passo indietro. Non sento più niente, non sento neppure più Elsi inveire contro di me, è come se tutto intorno a me si fosse annullato e sia rimasto solo io con il mio dolore. La mia Sam è andata via, è impossibile, non lo avrebbe mai fatto, lei non mi avrebbe mai lasciato. Supero tutto infischiandomene dei loro sguardi curiosi su di me e cammino attraverso il sentiero fino a raggiungere la sua tenda, è tutto un silenzio, un assordante e vuoto silenzio, della mia piccola nessuna traccia. Frugo nella sua tenda ma niente, non ha lasciato nulla, neppure un indizio che mi possa riportare da lei, solo un ambiente intriso del suo profumo e un mare di ricordi che mi fanno quasi affogare con le mie stesse lacrime che non avevo neppure sentito stessero sgorgando dai miei occhi. L'ho persa, ho perso la donna più importante della mia vita per sempre, l'ho lasciata andare via, come se non me ne importasse niente, quando adesso che non mi beo più della luminosità dei suoi occhi tutto intorno a me sembra profondamente oscuro persino alla luce del sole, ho perso il mio Sole. Recupero il cappellino che ha lasciato accanto alla mia tenda, e penso a quanto la mia roba gli stesse bene addosso, immagino di vederla appena sveglia la mattina con indosso i miei vestiti dopo aver fatto l'amore, immagino il suo sorriso spontaneo e innocente, e le sue gote colorarsi di rosso ogni volta che la metto in imbarazzo. Devo trovarla, devo trovare la mia Sam, dovessi perlustrare ogni antro della Terra e dell'Universo per riportarla a me, la mia minet. Prendo un profondo sospiro per poi ricacciare tutta l'aria all'esterno e senza perdere tempo mi reca dall'unica persona in grado di potermi dare delle risposte.

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