Capitolo 55: Flashlight

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"Non credo siano affari tuoi" sbotto tirandogli via il cellulare dalle mani sentendo l'ansia affluire velocemente

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"Non credo siano affari tuoi" sbotto tirandogli via il cellulare dalle mani sentendo l'ansia affluire velocemente. "E poi tu cosa ci fai qui? Credevo non volessi più vedermi" gli punto il dito contro assottigliando gli occhi. Il suo viso si indurisce ancora di più, e il suo sguardo diffidente misto al furioso non fa altro che mettermi di più in soggezione. "Samantha, con chi stavi parlando al telefono? Se scopro che ne stai tramando una delle tue questa volta mi incazzo sul serio" sputa fumante con voce roca e intimidatoria. Mi abbandono ad una risata nervosa per poi passarmi una mano sui capelli ondulati, "Tanto tu sei sempre incazzato, non sarebbe la prima volta". "Se sono perennemente incazzato dovresti farti due domande e darti due risposte" replica avvicinandosi a me di qualche passo per poi sollevarmi il mento con le dita. "Te lo chiedo per l'ultima volta Samantha, con chi stavi parlando?". Mi stacco bruscamente dalla sua presa per poi arretrare di qualche passo sentendo il cuore battermi freneticamente. "Non so a cosa tu voglia alludere Antoine, ma seriamente, hai dei problemi a gestire le tue emozioni che dovrebbero andare risolti". Lui sposta la testa di lato piegando le labbra in un sorriso esasperato "Tu invece dovresti smettere di inventare frottole e imparare a dire la verità, ma sembra che questo sia un problema che tu possa mai risolvere". Sbatto un paio di volte le palpebre incredula per poi poggiare la mano sul mio cuore sentendo la tachicardia intensificarsi sempre di più rendendo il mio respiro affannato. "Sei pazzo" scuoto la testa sentendo gli occhi pizzicarmi "Non sai quello che dici". "Okay" alza le mani in segno di sconfitta "Fai come ti pare, ma poi abbi il coraggio di prenderti le responsabilità delle tue scelte". Si allontana a passo svelto lasciandomi sola con le mie bugie e malinconie. 'Codarda' mi rimprovera la mia coscienza facendomi emettere un gridolino di protesta. Mi lascio cadere seduta sul prato per poi prendere un grosso respiro provando a regolarizzare il mio battito. 'Non posso perderlo' penso sentendo già le lacrime affluirmi agli occhi, 'Non posso perdere l'uomo che amo di più al mondo'. Mi alzo di scatto percorrendo velocemente il parco verde per poi arrivare agli stand, dove tutto il team si riposa al buffet sorseggiando Campari Spritz insieme a tartine al caviale. Mi guardo intorno cercando il mio ragazzo, fin quando in lontananza noto la sua auto sfrecciare via dal parcheggio. Istintivamente prendo il mio cellulare componendo velocemente il suo numero di telefono per poi attendere una sua risposta che tarda ad arrivare.

<<Risponde la segreteria telefonica di Antoine Griezmann. Al momento non posso rispondere. La invito a lasciare un messaggio dopo il segnale acustico>>.

Alzo gli occhi al cielo esasperata per inviargli un breve messaggio a cui spero risponda.

A Brontolo <3:

Antoine, ti prego di richiamami urgentemente, ho bisogno di parlarti.

Incrocio le braccia attendendo ansiosa una sua risposta che fortunatamente non tarda ad arrivare.

Da Brontolo <3:

Perché non te ne vai affanculo?

Mi corruccio per poi posare una mano sulla fronte cercando una risposta abbastanza convincente da costringerlo a riportarlo da me.

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