Sbarro gli occhi improvvisamente, sento le ginocchia farsi gelatina e gli occhi pizzicarmi mentre il mio cuore batte così forte da sembrare voglia uscirmi dal petto. "Che cazzo sta succedendo?" si alza in piedi come una furia facendomi indietreggiare di qualche passo "Che cazzo è questo biglietto?" me lo sventola davanti mentre sento già le lacrime colarmi sul viso. "Antoine, io non lo so" balbetto stringendomi istintivamente le braccia intorno al petto come per proteggermi, e non posso fare a meno di pensare che iniziai a ripiegarmi su me stessa proprio da quando Sean iniziò a picchiarmi anni fa. Ricordo come fosse ieri che la prima volta che mi picchiò stavamo nella sua macchina, stavo bevendo il mio frullato e lui si raccomandò più volte di stare attenta a non sporcargli la tappezzeria. Fu tutto in un attimo, lui fece una violenta sterzata per non travolgere un pirata della strada che invase improvvisamente la nostra corsia e tutto il contenuto del bicchiere si riversò sul cruscotto macchiando di frutta la sua preziosa auto. Ricordo che presi dei fazzoletti dalla mia borsa per ripulire la sua tappezzeria alla bene e meglio, ma la sua reazione fu da brivido: prese la mia testa e la sbatté violentemente contro il finestrino più volte facendomi bloccare il respiro. Piansi così tanto, e iniziai ad urlare forte, pregandolo di fermarsi, ma sembrava quasi indemoniato, i suoi occhi scuri trapelavano odio e le sue labbra erano piegate in una smorfia ripugnate, sembrava quasi provasse piacere nel tormentarmi in quel modo. Poi però si fermò improvvisamente e anche i suoi occhi cambiarono, si scusò più volte e scoppiò a piangere sulla mia spalla pregandomi di perdonarlo. Quella fu la prima di innumerevoli volte.
"Sto parlando con te" mi scuote risvegliandomi dalla mia trance "Chi cazzo è che ti manda questi bigliettini Sam?" faccio qualche passo indietro facendo aderire la schiena contro il muro per poi portarmi le braccia sulla testa "Ti prego, non picchiami" singhiozzo sentendo quella familiare sensazione di annullamento e umiliazione che mi pervadeva un tempo farsi spazio dentro di me "Mi dispiace, non lo faccio più" mormoro. "Sam, ma cosa stai dicendo?" pronuncia spostandomi le braccia dal viso "Come puoi solo anche pensare che io potrei mai metterti le mani addosso?" mi guarda perplesso scrutandomi con attenzione "Sam, ti prego amore rispondimi".
Mi catapulto istintivamente fra le sue braccia che mi stringono con forza per poi poggiare il viso contro il suo petto nudo che si alza e si abbassa velocemente. Le sue dita accarezzano piano i miei capelli per poi scendere sulle mie braccia nude ed accarezzarle come nel volermi dare conforto. "Piccola, ci sono io qui, ti prego non piangere" afferma continuando a lasciarmi dei piccoli baci suoi capelli. "Adesso tu ti sdrai sul letto e ti rilassi, io chiamerò il servizio in camera e farò portare la cena qui su" mi guida a piccoli passi verso il grande letto bianco per poi farmici stendere delicatamente. "Non piangere amore, mi dispiace, non volevo arrabbiarmi, ne parleremo quando sarai più tranquilla" mi accarezza piano il viso sistemandomi il cuscino sotto la testa. "Adesso prova a rilassarti, io vado a chiamare la reception. Hamburger e patatine fritte?" pronuncia amorevolmente non smettendo di riempirmi di piccole attenzioni. Annuisco piano per poi portarmi le coperte fino al momento, mentre lui dopo avermi rivolto una breve occhiata si allontana per ordinare la cena.
Antoine's pov
Sono furioso, potrei distruggere ogni cosa di questa fottuta stanza, ma non posso farlo davanti a lei, almeno non dopo la strana reazione che ha avuto. Alla realizzazione delle mie parole, le sue labbra prima gonfie e rosse a causa dei nostri baci sono diventate di un viola freddo, mentre la sua pelle di perla ha iniziato ad assumere delle sfumature sempre più biancastre diventando quasi diafana. Ma i suoi occhi sono stati quelli che più mi hanno lasciato perplesso: sbarratisi immediatamente, trapelavano terrore, mentre i suoi gesti istintivi di proteggersi da me, e le sue strane affermazioni sul 'non picchiarla' mi hanno lasciato completamente esterrefatto. Temo mi stia nascondendo qualcosa, ma quello che mi fa più paura è la gravità di questo qualcosa, o meglio la mia reazione a questo qualcosa. Se scopro chi è stato a mandarle quel bigliettino giuro che lo ammazzo. Nessuno può osare avvicinarsi alla mia ragazza, o dedicarle tutte le attenzioni che solo io posso avere nei suoi confronti. Afferro la cornetta del telefono pronto a digitare il numero della reception, quando una strana idea mi frulla per la testa. "Buongiorno, chiamo dalla Diamond Suite Presidential, sono Griezmann" affermo quando una voce risponde gentilmente dall'altra parte del telefono. "Qualcuno dei camerieri di piano, ha portato dei fiori nella stanza della mia ragazza con un bigliettino oggi" pronuncio stando bene attento a non farmi sentire da Sam che riposa nell'altra stanza. "In che stanza alloggia la sua ragazza?" mi domanda l'uomo con un marcato accento francese dall'altra parte della cornetta "Sta al piano attico, i fiori le sono stati mandati circa mezz'ora fa, mi chiedevo se lei potesse dirmi chi li ha mandati, so essere molto generoso con le mance". Lui tentenna un poco prima di rispondere ma poi pronuncia "Mi dispiace signor Griezmann, ma non sappiamo chi abbia mandati i fiori nella stanza della signorina Ross, li ha portati un fattorino quasi un'ora fa, ma non ci è stato detto da chi fossero" spiega titubante facendomi accigliare. Prendo un profondo respiro cercando di mantenere la calma, quando l'unica cosa che vorrei fare sarebbe staccare il filo del telefono e sbatterlo violentemente contro il muro. "Che significa che non lo sapete? Non abbiamo mai alloggiato in un hotel con così poca professionalità, è inconcepibile che facciate salire dei fiori da uno sconosciuto e portarli ad una vostra ospite senza accertarvi prima della provenienza" replico duramente sperando in una sua confessione. "Mi dispiace signore, ma davvero non so come aiutarla, sono mortificato" afferma lasciandomi sbigottito. In un hotel del genere non farebbero mai salire qualcosa in una stanza senza prima accertarsi della provenienza, ne andrebbe del loro prestigio, di una cosa sono sicuro, l'uomo alla reception sta certamente coprendo qualcuno. Stacco la chiamata senza neanche salutare, sono furioso, e sinceramente non me ne fregherebbe proprio un cazzo se quell'uomo dall'altra parte del telefono mi abbia preso per un maleducato. Cammino fino alla camera da letto dove Sam è distesa con le coperte fin sopra il mento e il viso piegato di lato sul cuscino. Sta dormendo teneramente, e non posso fare a meno di pensare quanto sia bella ed innocente in questo momento con i capelli sparsi sul viso e il corpo raggomitolato sotto le coperte: sembra un angelo. Le lascio un dolce bacio sui capelli ed inspiro il suo profumo delicato di shampoo alle ciliegie, Dio quanto la amo.
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Greatest love of all
RomanceContinuo a fissarlo intensamente senza trovare la forza di distogliere lo sguardo da tanta bellezza: le sue labbra piene e morbide reclamano baci intensi, i suoi capelli biondi con qualche sfumatura di miele ricadono disordinati sul cuscino, la sua...
