Capitolo 59: Take a Bow

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"Stai bene?" afferma Elsi coprendomi con un plaid. Annuisco piano per poi affondare nuovamente il viso sul cuscino quando le lacrime mi coprono nuovamente gli occhi non permettendomi di vedere oltre. "Sam, mi dispiace tesoro. Ma pensa al lato positivo, non eri pronta per un figlio" mi accarezza il braccio da sopra il plaid quando i singhiozzi ritornano a farmi visita lasciandomi nuovamente inerme di fronte al dolore. "Lo so, sto bene. Però adesso lasciami sola" pronuncio con voce flebile coprendomi il viso con il plaid mentre Elsi continua ad accarezzarmi dolcemente. "Okay, ma sei hai bisogno chiamami, io sono qui fuori". Sento i suoi passi vacillanti allontanarsi da me, il rumore dell'interruttore che viene abbassato spegnendo la luce, e poi, infine il suono della porta che si chiude. Mi ero fatta talmente tanti film mentali, che la realizzazione di ciò che è realmente successo, è arrivata come una folata di vendo freddo che intorpidisce i sensi fino a spegnerli del tutto. Mi sento vuota, apatica, inerme. Mi sfioro il grembo freddo mordendomi il labbro inferiore cercando di reprimere un singhiozzo, quando l'immagine di un piccolo Antoine si fa spazio nei miei pensieri lasciandomi tramortita. Ripenso a tutte le volte in cui in aereo per ammazzare il tempo avevo disegnato il suo profilo su un foglio, per poi accartocciarlo quando il ritratto non era conforme a ciò che avevo immaginato. Ripenso alla forma che avevo dato ai suoi occhi, al colore dei suoi capelli, alla sua pelle un misto fra quella mia di Antoine. Ripenso ai suoi occhi azzurri e le sue manine piccole. Avevo persino immaginato il suo odore di talco e la sensazione della sua pelle con la mia. Sussulto quando la vibrazione del mio cellulare sul comodino mi riporta nuovamente alla realtà facendomi sospirare.

Da Brontolo <3:

Apri la porta

Rileggo il messaggio un paio di volte non riuscendo ancora a realizzare le sue parole, quando il rumore della maniglia che si abbassa e della porta che viene aperta mi fa mettere seduta di scatto cercando di sistemarmi il viso alla bene e meglio con le maniche del pigiama.

"Amore" pronuncia cercando l'interruttore, e posso giurare che il suono della sua voce è come l'interruttore del mio cuore. Gli basta una sillaba per darmi di nuovo la vita. "Pulcino" mi alzo in piedi velocemente cercando la sua figura nella stanza scura "Pulcino mio" mi affretto a cercarlo. La luce viene improvvisamente aperta permettendomi la visuale completa del mio principe dagli occhi azzurri e i capelli biondi che si protrae nella mia direzione facendomi perdere un battito. "Sono qui minet" sorride venendomi incontro fino a stringermi a lui saldamente. Lo sento ispirare il mio profumo e sussurrare parole sconnesse contro il mio collo mentre mi tiene aggrappata a lui facendomi mancare quasi il respiro. Prendo il suo viso fra le mani cercando subito i suoi occhi che inchiodano i miei lasciandomi senza fiato. Mi scrutano, mi cercano, mi spogliano, mi fanno sua senza nemmeno togliermi i vestiti. "Mi sei mancato tantissimo Anto" boccheggio emozionata premendo immediatamente le mie labbra sulle sue. Quel senso di familiarità e lussuria che si impossessa di me quando il sapore della sua bocca si fonde con il mio è troppo per i miei poveri sensi che crollano ai suoi piedi come Angelica con Medoro. "Ti aspettavo stasera" sussurro contro le sue labbra, mentre le sue mani si infilano fra le cuciture dei miei slip facendomi fremere sotto il suo tocco. "Ho voluto farti una sorpresa amore" replica lasciando una serie di languidi baci sul mio collo facendomi mugolare. L'attesa ha reso il piacere irrefrenabile, e mi basta lo sfiorarsi delle sue dita contro un mio insignificante lembo di pelle per farmi gemere nella sua bocca totalmente estasiata dal suo fare esperto e stranamente rude. "Sono in astinenza da un mese" soffia contro il mio orecchio per poi mordicchiarne la cartilagine facendomi esplodere. "Voglio farti un sacco di cose, però ho bisogno che tu mi dia il permesso". Faccio scivolare le mani sul suo torace, per poi iniziare a sbottonare con le dita la sua camicia bianca, mentre i miei occhi rimangono fissi sui suoi bramosi del mio corpo e del mio cuore scoperto. E' inspiegabile come il senso di passione, ossessione, possessione che ci lega, mi faccia scordare tutto in un istante, anche le cose più dolorose. Ci siamo solo io e lui, i nostri corpo fusi insieme, mentre ci regaliamo piacere a vicenda e ci saziamo dei nostri respiri.

Greatest love of allLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora