Ore sei e mezza del mattino, fuori una leggera pioggia di fine marzo ed io che cammino a passo svelto verso il gate per paura di perdere l'aereo.
"Signorina, stia attenta a dove mette i piedi!" Mi urla un signore che ho sbadatamente urtato con la valigia,
"Scusi, sono in ritardo!" Dico iniziando a correre, ma aspettate, sicuramente vi starete chiedendo:"Ma dove va questa pazza alle sei e mezza del mattino? Si è rincoglionita?" Ebbene, ve lo dico, sto andando a Londra dove i ragazzi questa sera terranno un concerto; ovviamente è una sorpresa per Gianluca, dato che adesso non ho materie da dare ne approfitto per stare un po' insieme a lui ed Ignazio e Piero mi hanno aiutata volentieri.
Finalmente salgo sull'aereo e mi siedo al mio posto mentre la voce metallica inizia a parlare:"Benvenuti a bordo del volo AA124, preghiamo i gentili passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza perché stiamo per decollare. Grazie e buon viaggio."
"Ha bisogno di qualcosa?" Mi domanda gentilmente l'hostess,
"Per il momento no, grazie ugualmente" sorrido e lei va via, mentre io mi lascio andare ad un sonno profondo.
* * *
Londra, con il suo cielo costantemente grigio, le sue strade trafficate, il Big Ben, Buckingham Palace, Trafalgar Square, i famosissimi Double Decker rossi, Madame Tussauds con le sue cere così realistiche, Londra, una città meravigliosa che ti accoglie a braccia aperte.
"Beddra nostra!" Piero urla quasi al mio orecchio nel suo dialetto siciliano e mi stritola in un abbraccio spacca costole insieme al suo collega e amico Ignazio,
"Siciliani beddri! Ditemi che è giusto" rido e loro mi abbracciano più forte,
"Andiamo che da due ore Gianluco è solo e si insospettirà, dai!" Dice Ignazio con quel suo spiccato accento siciliano ed usciamo fuori, dove c'è una signora che presumo sia una loro accompagnatrice e che mi sorride appena mi vede,
"Ciao Lucrezia! I ragazzi mi hanno tanto parlato di te, io sono Barbara, la tour manager dei ragazzi" mi sorride,
"È un piacere conoscerla" le stringo la mano,
"Dammi pure del tu, non preoccuparti" sorride, dopodiché carichiamo la mia valigia in macchina e saliamo per andare in hotel.Arrivati, scendiamo dalla macchina ma mi fermo un attimo davanti la porta dell'hotel perché ho uno strano presentimento e non so cosa sia.
"Lucrezia, stai bene?" Mi domanda Piero sistemandosi gli occhiali,
"Si si, non preoccuparti" gli tocco una spalla piano piano e prendo la mia valigia,
"Lascia stare, te la portiamo noi, la tua camera è la 311, terzo piano, ora vai, Gianluca ti aspetta, la sua è la numero 308" mi dice poi,
"Grazie Piè" gli stampo un bacio sulla guancia e stringendo la borsa entro dentro l'hotel seguita da loro, prendo l'ascensore e schiaccio il numero 3, appena le porte si aprono mi guardo intorno e vedo la camera 308, prendo coraggio e sorrido, dopodiché vado dritta alla porta e busso.
"Finalmente, da mezz'ora avevo ordinato il servizio in... L-Lucrezia?" Gianluca appare sulla porta visibilmente sconvolto, con i capelli scompigliati e con un paio di slip indosso,
"Amore, non sei contento di vedermi?" Sorrido nervosa,
"I-io s-si lo s-sono.." mi sorride e balbetta un po',
"Non mi dai un bacio?" Chiedo,
"Scusami.. È che s-sono confuso, vieni qua.." mi stampa un bacio sulle labbra ma freddo e privo di sentimenti,
"Chi è, Gian?" Una voce femminile, quella voce femminile parla con il mio fidanzato ed eccola arrivare con tutti i capelli arruffati e con solo una canotta bianca lunga che le copre a malapena il sedere,
"Gianluca che significa?" Sento gli occhi pizzicare ma non devo piangere davanti a lui,
"Piccola, Lu io ti posso spiegare.."
"Non c'è niente da spiegare Gianluca, non chiamarmi più piccola, non cercarmi, cancellami dalla tua vita, sono stata una cretina a credere che provassi qualcosa... Io ti amo ma, a quanto pare non è corrisposto, ero venuta qui perché non ho esami e volevo stare un po' con te, ma non fa niente, per te evidentemente non conto nulla, buona fortuna" dico voltandogli le spalle e andando verso camera di Ignazio piangendo, lui non mi ferma neppure, rimane inerme a guardare come mi allontano, busso e mi apre Ignazio sorridendo ma appena mi vede piangere il suo sorriso si spegne;
"Lucrezia, che succede? Entra"
"Mi ha tradita Ignazio, è tornato insieme a lei..." piango,
"Non è possibile, ma da dov'è spuntata Martina?"
"Non lo so Ignazio.. Io lo amo, credevo mi amasse anche lui..." singhiozzo,
"Vedrai che c'è una spiegazione a tutto... Sicuramente lo ha raggirato, Gianluca io l'ho visto piangere mentre tu non c'eri..."
"Ignà non so che cosa fare.." singhiozzo e lui mi abbraccia forte,
"Devi stare tranquilla, vedrai che si risolverà tutto" mi stringe forte ed io mi lascio andare ad uno sfogo, dopo poco mi tranquillizzo e ringrazio Ignazio,
"Figurati Ricciolo" ride,
"Ricciolo?" Chiedo un po' confusa ma ridacchiando,
"Eh, fai Ricci di cognome"
"Ignà, era pessima, grazie mille comunque" ridacchio e lo abbraccio prima di uscire dalla camera. Vado verso la mia e trovo Gianluca nel corridoio intento a litigare con Martina,
"È solo colpa tua Martina! Ma perché non ti fai una nuova vita eh? Perché devi sconvolgere le nostre?" Lo sento urlare come mai ho sentito in vita mia,
"Tu e quella grandissima troia meritate di soffrire! Mi fate schifo! E lei ripeto, è solo una grandissima troia che apre le gambe al primo che passa!" Urla lei ed io applaudisco mentre Gianluca si volta a guardarmi sconvolto,
"Lu.."
"Stai zitto anche tu! Tu, tu mi hai veramente fracassato le palle Martina!
Io sono la gran troia qui? La prima passa, ma già alla seconda io ti prendo a schiaffi! Sei solo un'invidiosa arrampicatrice sociale!" Mi avvento su di lei e la prendo dai capelli,
"Mollami, troia!" Urla lei,
"Te li strappo questi quattro peletti scoloriti! Continua a chiamarmi così!" Le dico urlando più forte,
"Lucrezia basta per favore!" Mi dice Gianluca tenendomi dalle spalle cercando di dividerci,
"Lasciami!" Dico finché non mi staccano definitivamente da lei con la forza e stavolta lei si avventa su di me ma prontamente Ignazio e Piero la staccano,
"Non finisce qui Lucrezia! Sappilo!" Mi urla contro,
"Vai a mangiare due croccantini, evidentemente hai fame!" Le dico e Gianluca scoppia a ridere ma mi volto a guardarlo male,
"Scusa" mi dice,
"In quanto a te, sono incazzata per ciò che hai fatto e non ti perdonerò così facilmente" gli dico,
"Ho sbagliato e lo so... Ma mi farò perdonare.. Adesso vieni che ti metto un po' di ghiaccio sul polso che ti sta diventando gonfio" dice e guardo il polso che si sta decisamente gonfiando,
"Non ti preoccupare" dico facendo per andare in camera mia ma mi ferma,
"Vieni.." mi sorride lievemente e mi accompagna nella sua camera.Avverto una certa tensione nell'aria...
Volano schiaffi e parolacce (scusate la troppa violenza, non so che m'é preso mentre scrivevo, vi assicuro che sono sempre tranquilla ahahah) sicuramente la stanchezza ha preso il sopravvento e quindi quel che ho scritto, ho scritto.
Che ve ne pare? :3 Stellinate e commentate in tanti, mi fa piacere😄
Comunque... Ormai non ho un giorno in cui aggiorno, tra stress e stanchezza, quando mi viene un po' di ispirazione (Grazie a qualcuno😍) butto giù qualche idea e quindi perdonatemi se sicuramente il capitolo farà schifo, pietà e misericordia, ma ve l'ho detto, sono stanca ahah💙.
Giorno 11 andrò a Catania!😍😍😍 finalmente vedrò il mio amore grande e non vedo l'ora! Vi terrò aggiornate su ciò che accadrà :3
Grazie di tutto splendori♡ vi voglio bene!
Sempre vostra,
-Marty♡
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جيانلوكا
FanfictionQuel nome. Quel maledettissimo nome, quello che le aveva fatto passare tante notti insonni, quel nome che non era riuscita mai a scordare, quel nome tatuato sulla sua clavicola sinistra, proprio dal lato del cuore. Ma quello che Lucrezia non sa, è c...