Thomas
Stavo sfogliando disinteressatamente un libro in attesa che qualcuno venisse a servirmi, quando una voce famigliare mi aveva obbligato ad alzare lo sguardo. Non conoscevo molta gente in città quindi non era stato difficile associarla ad una persona specifica.
<<Non è possibile!>> sbuffò la ragazza, <<mi stai seguendo per caso?!>>.
<<Ti piacerebbe>> sorrisi facendole l'occhiolino, <<no, sono qui per un libro>>.
<<Bella battuta, ora siamo seri: che cosa vuoi?>> domandò con un tono da saputella. Non sopportavo le persone che si comportavano così. Pensava di sapere tutto di me dopo avermi parlato due volte?
<<Non è per me il libro, è per mia sorella. Anche se fosse però, perché non potrei essere io quello che cerca un libro?>> domandai scocciato.
<<Non sembri il tipo>>.
<<E che tipo sarei, scusa?!>>.
La ragazza rimase in silenzio, non sapendo che cosa dire.
Stavo per aprire di nuovo bocca quando, all'improvviso, la porta si aprì rivelando una donna sulla sessantina di corsa ed affaticata.
<<Elizabeth, scusami tanto!>> entrò in fretta e furia la donna, <<sono uscita senza avvisarti>>.
<<Non si preoccupi>> le sorrise cordiale la rossa. Ed io scoprii finalmente il nome.
<<Te ne occupi tu?>> chiese la signora, probabilmente la proprietaria della libreria.
<<Certo, faccia pure con comodo>>.
<<Ti lascio in buone mani!>> disse la donna rivolta a me con un sorriso a trentadue denti.
<<Quindi è così che ti chiami: Elizabeth>> affermai una volta che la libraia fu uscita.
<<Così pare>> disse indifferente.
<<Allora me lo dai un libro o no?!>>.
<<Che libro cerchi?>> chiese guardandomi negli occhi.
<<Non lo so, un libro per una ragazzina di nove anni>> mi grattai la testa confuso. Non avevo idea di che libro le potesse piacere.
<<Non ha mai letto un libro?>>.
<<No, per quanto ne so. Ha detto che vuole una via d'uscita dalla noia quotidiana. Non è molto brava a farsi degli amici, così passa molto tempo da sola...>> ammisi senza che mi rendessi davvero conto di ciò che stessi dicendo. Come se a lei potesse interessare.
<<Okay, so che libro può fare al caso suo!>> esclamò entusiasta sorridendo.
Si avventurò tra gli scaffali e dopo pochi istanti tornò con un libro tra le mani. Mi si piazzò di fronte tutta contenta e me lo passò.
<<Il piccolo principe?!>> domandai stranito, <<avevo detto libro non favola per bambini!>> scoppiai a ridere.
<<Per tua informazione è un classico e potresti leggerlo anche tu per cominciare la tua educazione alla lettura>> rispose perdendo quel sorriso che mi spingeva a sorridere a mia volta.
<<La mia che?! Non importa, lascia stare. Quanto ti devo?>>.
<<Nove dollari e novanta>> rispose andando verso la cassa.
<<Costa leggere!>>.
<<Sì, ma ne vale la pena>> scosse il capo come infastidita.
Lei ritirò il denaro con molta cura nella cassa e io analizzai senza volerlo ogni suo movimento. Non ne capivo il motivo ma mi attirava. Non mi era mai capitato con nessuna ragazza prima di lei.
<<Vieni venerdì?>> domandai dando sfogo ai miei pensieri.
<<Dipende, tu vai?>> chiese senza guardarmi e capendo all'istante a cosa mi stessi riferendo.
<<Sì>>.
<<Allora penso proprio di no>>.
<<Che stronza>> sbuffai sonoramente.
<<Grazie, me lo dicono in molti>>.
<<Magari hanno ragione>> sbottai senza pensarci tanto.
La vidi incupirsi ma non volle darlo a vedere perché tentò di ignorarmi. Rimase in silenzio e lì mi resi conto che, forse, avessi esagerato. Non avevamo tutta quella confidenza anche se avevo la sensazione di conoscerla da sempre. Così decisi di cambiare discorso, per smorzare la tensione.
<<Senti, facciamo così: tu vieni e vedi com'è, se non ti piace poi te ne vai>> proposi cambiando approccio.
<<Non mi piace la confusione che c'è in quei posti>>.
<<Ci saranno tutti>>.
<<Altro motivo per non venire>> ribatté sicura con una faccia buffa.
Non sapevo perché stessi insistendo tanto perché venisse ma non mi sarei arreso.
<<Allora facciamo un patto: se tu verrai alla festa di venerdì, io mi farò "educare alla lettura" come dici tu>> proposi appoggiando i gomiti sul ripiano.
<<Non capisco che cosa ci guadagnerei né tanti meno che cosa ci guadagneresti tu>> disse avvicinandosi a sua volta a me.
<<Beh, potrei appassionarmi alla lettura come te e tu avresti avuto ragione>> dissi avvicinandomi e mettendole una ciocca ramata dietro l'orecchio.
La sentii trattenere il fiato quando i suoi occhi color smeraldo incontrarono i miei e una strana scarica mi si propagò per tutta la schiena. Perché ero così affascinato da lei? Che cosa aveva di così particolare?
La voce della proprietaria, però, ci destò dal nostro stato di trance. Elizabeth si allontanò di fretta da me, ristabilendo la giusta distanza.
<<Elizabeth, ti suonava il telefono>>.
<<Dev'essere la vicina, mia sorella non sta bene>> disse desolata, <<mi dispiace>>.
<<Ma figurati, potevi dirmelo che ti avrei fatto andare a casa prima! Con il giovanotto hai finito?>>.
<<Sì>>.
<<Okay, vai a casa allora>>.
Elizabeth
Quando tornai in negozio Thomas era già andato via. Mi ritrovai un po' delusa, perché la sua proposta non era male e stavo seriamente pensando di accettare.
Se avessi accettato però non sarei andata né con lui né con Carly e Sarah, sapevo esattamente chi chiamare.
Arrivata a casa e dopo aver provato la febbre a Mia, chiamai Alex. Lei era in assoluto la mia migliore amica. Ci conoscevamo sin dall'asilo e da allora non ci eravamo mai separate. Eravamo gli opposti, io diligente lei scapestrata ma ci completavamo a vicenda. Sapevo di poter sempre contare su di lei per ogni cosa.
Al liceo ci eravamo un po' perse di vista, nel senso che frequentavamo corsi diversi e, di conseguenza, persone diverse ma l'amicizia era rimasta.
<<Hey, dimmi!>> mi rispose subito al telefono allegra.
<<Ciao, come va?>>.
<<Ma sì, tu?>> chiese.
<<Bene. Ehm, senti, venerdì vai al Seven?>> tagliai corto arrivando subito al punto.
<<Penso di sì, andrei con Chris e un paio di amiche>>.
<<Posso aggregarmi?>>.
Dall'altro capo del telefono calò il silenzio.
<<Alex, ci sei?!>>.
<<Sì scusa, ho perso i sensi per qualche istante, non credo di aver capito bene: vuoi venire anche tu?! Cioè tu, Elizabeth Morrison vuoi venire al Seven, di tua spontanea volontà?!>> domandò esterrefatta la mia amica.
<<Esatto>>.
<<Ti passiamo a prendere noi, non cambiare idea nel frattempo!>> disse frettolosamente la ragazza.
Io scoppiai a ridere per il suo tono.
<<Adesso devo andare, non chiamarmi e/o mandarmi messaggi dicendo che non vieni perché fingerò di non riceverli!>>.
<<Okay, ciao>> dissi ancora ridendo.
Quella ragazza era davvero incredibile. Tutti pensavano che la nostra amicizia non sarebbe durata ed invece dopo quindici anni eravamo ancora lì.
Venerdì sarei uscita con lei e inoltre avrei avuto la mia rivincita su Thomas. Ero quasi stranamente eccitata. Non vedevo l'ora di vedere la sua faccia.
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Vivere a Colori
Teen FictionElizabeth e Thomas si sono scontrati per caso in un giorno qualunque per corridoi dell'Old River High School e da quel momento tra loro sono state solo scintille. Lei sapeva di aver bisogno di un po' di caos nella sua vita ma mai si sarebbe aspettat...
