~Capitolo 39~

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Thomas

Alle sei e trenta spaccate del giorno seguente, Elizabeth mi aveva letteralmente sbattuto fuori dalla sua stanza, nonostante le mie proteste, affermando perentoria che <<Le mie compagne potrebbero tornare a breve>>, con il suo solito tono acido da donna frustrata anche appena sveglia.

Sta di fatto che le sue compagne non uscirono dalla mia camera fino alle sette e quando l'avevano fatto fu solo perché, essendomi rotto di aspettare i loro comodi, avevo deciso di entrare.

Dopo essermi cambiato velocemente, nonostante il mal di testa causato dalla sbronza del giorno prima, ero sceso subito al piano di sotto, per evitare di sentire i miei compagni commentare la sessione di sesso che avevano appena avuto. Mi stava bene che avessero la ragazza e che ci andassero a letto, ma un po' di rispetto per i poveri single, non sarebbe guastato!

Io avevo passato tutta la notte nel letto di Elizabeth senza poterla sfiorare oltre il dovuto, non era di per sé stato già abbastanza devastante?!

Idiota loro non sanno dove sei stato, mi ricordò una vocina nella mia testa. Giusto, e mai l'avrebbero saputo. Liz mi avrebbe sicuramente ucciso se solo avessi accennato alla faccenda.

Varcata la porta della sala da pranzo fui sorpreso di non essere solo, dopotutto erano solo le sette e un quarto. C'erano già alcuni ragazzi di altre classi, che sicuramente non avevano fatto tardi come noi, ma ciò che attirò la mia attenzione fu una chioma rossa girata di spalle che consumava tutta sola la colazione. Mi versai nella tazza del latte caldo e, dopo aver preso un piatto per pane e marmellata, la raggiunsi.

<<Buongiorno>> sbadigliai rumorosamente, sedendomi di forte a lei senza, ovviamente, chiederle il permesso. Lei ci mise un attimo a registrare che cosa stesse succedendo e mi guardò confusa. Solo quando si accorse chi fossi si lasciò andare ad un sospiro ed alzò gli occhi al cielo. Con chiunque altro sarebbe stata carina e gentile.

A volte mi chiedevo se fosse un bene od un male la confidenza che c'era tra noi.

<<'Giorno>> disse poi sbadigliando leggermente.
<<Fatto le ore piccole?>> chiesi cercando di trattenere un sorriso. Liz mi rivolse un'occhiataccia da sopra la tazza mentre sorseggiava il suo cappuccino.
<<Chissà di chi è la colpa>> fece una smorfia infastidita.
<<Qualche bel fanciullo ti ha tenuta sveglia ieri notte?>> domandai fintamente colpito.
<<No, solo un grandissimo rompi coglioni>>. Mi rivolse un sorriso finto, pieno di rancore. Mi dispiaceva averla tenuta sveglia ma, non rimpiangevo nulla della sera precedente, era stata assolutamente perfetta. Voglio dire, avevo dormito con Liz!

<<Hai passato una serata diversa dalle altre!>> continuai divertito, <<e poi...>> dissi masticando un pezzo di pane con la marmellata, <<avresti dormito da sola, io ti ho solo fatto compagnia. Pensa se un pervertito fosse venuto a bussare alla tua porta e ti avesse violentata!>> cercai la scusa più vecchia del mondo pensando che ci pensasse su ma, sul suo volto c'era solo un'espressione scocciata e ovvia.
<<Oh ma il pervertito c'era e, ahimè, ci ho anche dormito insieme>> affermò alzando le sopracciglia e arrossendo leggermente.
<<Esagerata! Non ti ho fatto nulla, se ti avessi fatto qualcosa te ne saresti accorta>> sorrisi malizioso guardandola negli occhi e, se fosse stato possibile, divenne ancora più rossa dall'imbarazzo.
<<Idiota...>> mormorò sorseggiando nuovamente la bevanda e distogliendo lo sguardo da me.

Era dolcissima quando arrossiva, mi veniva ancora più voglia di baciarla e mandare al diavolo tutta la storia della nostra amicizia. Io la volevo e non solo per guardare ogni tanto un film in televisione spaparanzati sul divano, mentre lei se la spassava con un altro.

Vivere a ColoriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora