GIORNO 3
Parte 3
Jonathan's P.O.V.
Il suono di un vetro che andava in frantumi mi colpì le orecchie, ma era lontano, distante da tutti i miei pensieri.
Potevo leggere nei suoi grandi occhi verdi la mancanza che provava nei confronti di Jace, anche se non lo vedeva da un solo giorno, e questo mi dava sui nervi.
La vidi alzarsi di scatto e correre al piano di sopra. Sentii una porta sbattere e una serratura scattare, segno che si era barricata in camera.
Io ero rimasto immobile, a fissare il punto in cui pochi attimi prima era seduta la donna della mia vita, anche se lei non voleva capirlo.
-Jon, non fare cavolate- la voce di Sebastian mi distolse dai miei pensieri e mi accorsi che stavo ancora stringendo le mani a pugno, fino a farmi diventare le nocche bianche.
Mi alzai lentamente serrando la mascella per cercare di mantenere la calma, ma sentivo il sangue demoniaco richiamarmi nel suo vortice di violenza.
-Jon...- mi chiamò Sebastian incerto.
Se ci fosse stata Clary sarebbe stato più facile resistere alla mia parte demoniaca, ma lei non era lì. Era troppo impegnata a pensare al suo angelo, per accorgersi del demone che le chiedeva aiuto.
Sentii il rumore della ceramica che andava in frantumi prima ancora di rendermi conto di aver lanciato un piatto contro la parete.
-Jon!- mi richiamò Sebastian con più convinzione, ma quasi non potevo sentirlo, sentivo solo la rabbia che mi ribolliva fin dentro le viscere.
-Anche ora!- urlai lanciando un'altro piatto.
-Jonathan!- gridò lui ma io continuai.
-Anche ora che Jace non c'è, il suo spirito mi perseguita!- urlai lanciando tutto quello che mi capitava sottomano.
-Jonathan, falla finita!- stavolta la voce che mi richiamava mi era sembrata più acuta, ma non mi importava. Vidi una sagoma entrare nel mio campo visivo e pensando che fosse Sebastian lo scansai via con uno schiaffo.
-Ha rubato le attenzioni di mio padre!- continuai -Ha avuto un'infanzia migliore della mia, solo per il suo stupido viso d'angioletto! Mi ha pugnalato alle spalle, uccidendomi! Ma non gli bastava, no...Anche la ragazza doveva rubarmi!- dissi prendendo un'angolo della tovaglia con l'intento di tirarla e mandare in frantumi tutto quello che era rimasto sulla tavola.
-JONATHAN CHRISTOPHER MORGENSTERN!- mi interruppe una voce ora nettamente diversa da quella del mio amico.
Stavolta ero sicuro, non era stato Sebastian a gridare per sovrastare la mia voce.
Mi girai lentamente e vidi Clary che mi guardava con il volto rigato dalle lacrime e un'espressione terrorizzata sul viso.
-Ti prego, basta.- disse con voce flebile, quasi supplicando.
Furono quello sguardo, quella voce, che mi diedero la forza di sopraffare il demone che era in me.
Lei aveva paura di me.
Aveva paura di me.
Lasciai la tovaglia e andai verso di lei.
Cercai di abbracciarla ma lei si ritrasse, come se il mio tocco potesse bruciarla. Questo mi fece innervosire e stavo per gridargli contro, ma mi fermai. Solo in quel momento mi ero accorto del segno rosso che aveva sulla sua guancia. Non era Sebastian la sagoma che avevo visto di fronte a me.
-Clary, io...- cercai qualcosa da dire per cancellare quelle lacrime, ma non mi venne in mente niente. Non ero mai stato bravo in queste cose... -Io credevo che tu fossi Sebastian- conclusi.
-Beh non lo ero- disse secca asciugandosi le lacrime e tornando in se, riacquistando l'ostilità nei miei confronti
-Quindi l'hai picchiata solo perché credevi che fosse me. Grazie, bell'amico che sei! Me ne ricorderò quando tornerai a chiedermi consigli su come conquistare una certa rossa...- disse ironico Sebastian.
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A dark heart
FanfictionE se le cose fossero andate diversamente? E se Clary avesse accettato il suo lato oscuro? E se Jonathan fosse riuscito a conquistarla? Scopritelo in questa storia. (Svolgimento alternativo a "Shadowhunters - Città delle anime perdute")
