Oggi è il compleanno di David: compie diciassette anni. Per festeggiare ha deciso di invitare la sua seconda famiglia nella stanza scolastica. Ci sono tutti, tranne Lucy che proprio non se la sente di uscire di casa.
Sophie sembra stare meglio, Christian non è presente con loro fisicamente, ma attraverso lo schermo di un tablet, Sarah si è presentata con un vestitino grazioso e una torta enorme con panna e cioccolato, Mark è strafelice di vedere Sophie stare meglio, Mary non è più ansiosa e promette che mangerà come tutti i ragazzi normali e nessuno potrà più impedirglielo, Giusy ha portato dei palloncini colorati e dei Marshmallow per rendere la serata più colorata. Sono felici e spensierati, David abbraccia Mark, l’amico di sempre.
‘’Stasera nessuno ci impedirà di essere in qualche modo infelici. Cominciamo a festeggiare.’’ – dice David.
‘’Per l’amor del cielo, qualcuno mi aiuti a gonfiare questi palloncini.’’- esclama Giusy.
‘’Ti aiuto io Giusy.’’ – interviene Mary.
‘’Mark, dovresti aiutarmi a prendere le birre dall’auto, sai per fare in modo che nessuno riesca a vederle.’’ – dice ancora David.
‘’Certo David. Vengo subito.’’- risponde Mark.
Una vocina interviene durante il chiasso che si sta creando in stanza:
‘’Scusate, ma io cosa faccio?’’ – dice Sophie con voce bassa.
‘’Oh, hai ragione Sophie. Siamo tutti impegnati tranne te ... dunque, potresti appendere questi striscioni e cercare di attaccare al soffitto qualche palloncino di Giusy.’’ – risponde David.
Questa sera è diversa, ha una luce negli occhi che gli altri giorni non ha. Forse la chiacchierata con Christian le ha fatto bene, forse il fatto di parlare con qualcuno della cosa più brutta della sua vita l’ha aiutata. Fatto sta che dopo tanti mesi, Sophie sembra rinata, guarita. Sorride come una bambina mentre guarda Giusy fare la sciocca con i palloncini: li gonfia e prima di legarli li lascia volare per tutta la stanza. Alla vista di quei gesti infantili, esce fuori una ragazza nuova, ma forte allo stesso tempo. Sì, perché la sua felicità è contagiosa, e dopo mesi di paure, di sguardi mancati, di occhi tristi, di braccia sanguinanti e sorrisi inesistenti, lei è un’altra persona. Adesso non ha più paura di guardare negli occhi qualcuno, di essere toccata, di uscir fuori dalle mura di casa. La mamma è fiera di questo improvviso cambiamento, incosciente del fatto che come tutte le malattie, anche quelle psicologiche possono avere una ricaduta. La vede felice ed è contenta.
Quando tutto sembra ormai pronto, i ragazzi si siedono in cerchio per terra, con la torta in mezzo ed il tablet di Mark collegato a Skype per parlare con Christian, che a causa dei domiciliari si perderà la festa.
Anche David dopo tanta sofferenza sembra essere una persona diversa, anche se così non fosse significa che è in grado di nascondere bene ciò che prova realmente.
‘’Facciamo un gioco.’’ – propone David.
‘’Quale?’’ – risponde Giusy.
‘’La vedete questa birra? Faremo una sorta di gioco della bottiglia, ma diversamente.’’- spiega David.
‘’In cosa consiste esattamente il gioco?’’ – chiede Sophie.
‘’Dunque, metteremo questa bottiglia al centro. La persona la quale riceverà la punta verso il proprio corpo, dovrà raccontare il giorno più bello della sua vita. La persona che vincerà, avrà la bottiglia tutta per se. Dopo, la stessa cosa la faremo con il giorno più brutto, chi vince si scola l’intera bottiglietta di birra. Ci state?’’ – domanda David.
‘’Ovviamente Christian sei incluso anche tu. Anzi, fate un po’ di spazio al tablet.’’ – dice di nuovo David.
Il gioco comincia, la tensione è tanta nonostante sia solo un gioco. Immediatamente tutti cominciano a pensare nella loro mente il giorno più bello e quello più brutto della loro vita. David determinerà il vincitore.
La prima a giocare è Mary: ‘’Dunque, il più bel giorno della mia vita è stato quando io e Mark ci siamo baciati per la prima volta.’’
Le facce di Mark e Sophie cominciano a cambiare letteralmente espressione, c’è un trio di sguardi tra loro.
‘’E’ stato così intenso, le nostre labbra sembravano una sola cosa.’’
‘’Grazie Mary. Vediamo chi è il secondo.’’ – esclama David che nel frattempo si era acceso una sigaretta.
Il secondo è Christian, che attraverso lo schermo racconta la sua bella avventura: ‘’Il giorno più bello della mia vita è stato da piccolo. Potevo avere circa cinque anni e i miei stavano ancora insieme, erano ancora felici e la mamma era ancora in se. Così i miei ci portarono allo zoo, mio fratello era piccolo anche lui, e ci divertimmo talmente tanto che io ed il mio fratellone imitammo i versi degli elefanti per una settimana. È stato bello perché eravamo tutti insieme, senza problemi. Eravamo ancora una famiglia.’’
L’espressione malinconica di tutti regna per un po’ all’interno della piccola stanza, fin quando il festeggiato gira di nuovo la bottiglia per lasciare spazio a quello che sarà il terzo amico a raccontare il giorno più bello.
Tocca a Sophie: ‘’Oh, il giorno più bello della mia vita, so che potrebbe sembrare strano, ma è stato quando sono stata ricoverata la prima volta, per la Ketamina. Avevo quattordici anni e avevo talmente freddo che tremavo tutta. Sapevo che mi fosse capitato qualcosa di brutto, ma ancora non ricordavo niente. Così mamma aveva un maglioncino, se lo tolse e lo mise sulle mie spalle, nonostante avessi già le coperte. Mi ha accarezzata le guance e dopo mi ha detto ‘ti voglio bene piccolina mia’. Sì, il giorno più bello della mia vita è stato quello, perché non me l’aveva mai detto prima di allora.’’
Adesso tocca a Mark: ‘’Il giorno più bello della mia vita … è stato quando ho conosciuto Sophie.’’ La guarda dritto negli occhi e sorride. Mary e David, però, non sorridono affatto, anzi, Mary è infastidita e David triste. Christian dallo schermo invita Mark a continuare.
‘’Sei la mia vita Sophie.’’ Gli occhi puntati in quelli di lei, la lasciano di ghiaccio.
‘’Okay, continuiamo ragazzi.’’ – dice David fingendosi ripreso.
Questa volta è il turno di Sarah: ‘’Il giorno più bello della mia vita, è stato quando ho scopato con Mary.’’ A quella frase tutti restano sorpresi, vorrebbero chiedere spiegazioni, ma il momento di incredulità viene interrotto da una risata di Mary che sembra infinita. A quel punto il gruppo è ancora più shockato, ma alla vista di quelle due ridere come non mai, zittiscono tutti.
‘’E’stata la vendetta più bella che abbia mai preparato.’’ – con questa frase, Sarah termina la sua avventura.
È il momento di David, che vorrebbe dire la stessa cosa di Mark, ma per evitare una situazione imbarazzante, si contiene inventando una balla: ‘’Il giorno più bello della mia vita, è stato quando la mia ex ragazza mi ha detto di amarmi‘’.
Mark interviene dicendogli che in realtà lui non è mai stato fidanzato.
‘’Stai zitto, fratello. Non è una cosa di cui ti ho parlato.’’ – risponde lui.
Infine tocca a Giusy: ‘’Beh, io non lo nascondo. Il giorno più bello di tutta la mia vita è stato incontrate te, Sophie. Non sei un’amica, sei una sorella per me. Grazie di esistere.’’
Le due si sorridono infinitamente, hanno uno sguardo che solo due persone che si vogliono così tanto bene possono comprendere.
‘’Okay, il vincitore è … CHRISTIAN. Mi dispiace amico, anche se non puoi scolarti la birra, sappi che col tuo racconto hai commosso tutti. Quindi sì, la birra è tua.’’
Christian sorride soddisfatto dall’altra parte dello schermo. Adesso viene il momento più brutto, e cioè quello di raccontare il giorno peggiore della propria vita.
‘’Invece di girare la bottiglia riprendiamo con l’ordine di prima.’’ – dice David.
È il turno di Mary: ‘’Il giorno peggiore della mia vita è stato quando sono svenuta durante la prova. Mi sono sentita seriamente mortificata davanti tutta la commissione.’’
‘’Deve essere stato senz’altro brutto, ma a quanto pare l’energia per fottere ti è tornata subito.’’ – dice Sophie con sfacciataggine.
‘’Sai Sophie, ti preferivo molto di più quando non parlavi.’’- risponde Sarah.
‘’Invece ora parlo tanto, troppo.’’
‘’Lo vedo. Dovresti stare zitta.’’
‘’Dovresti smetterla.’’
‘’Ragazze la smettiamo? Christian tocca a te.’’ – interviene David.
Christian comincia a parlare: ‘’Sapete gente, io non ho un giorno brutto in particolare. Per me i giorni sono brutti tutte le volte che mi sento solo e abbandonato dal mondo intero, tipo adesso che sono qui a casa di mio padre e di quella specie di donna che è al suo fianco. ‘’
È il turno di Sophie: ‘’C’è stato un giorno particolarmente brutto, mi ha cambiato la vita per sempre. Scusate, ma non mi va di parlarne qui.’’
Guarda nello schermo del tablet e ha un’aria particolarmente triste. Christian le fa uno sguardo, quasi come per dirle ‘fatti forza amica mia.’ Nella mente di Sophie in questo momento ci sono due ragazzini sedicenni, stesi sul letto di uno dei due, che si tengono la mano, guardandosi negli occhi l’un l’altro. Sorride a quel pensiero, e quando la sua mente è libera dai ricordi, invita Mark a raccontare la sua brutta esperienza.
‘’Inutile dirlo, il giorno più brutto della mia vita è stato quando è morta la mamma. E con questo non aggiungo altro.’’
Sophie, che è seduta accanto a lui, gli dà un bacio sulla guancia, l’amico presente virtualmente li osserva e sorride.
Tocca a Sarah: ‘’Il giorno più brutto della mia vita, è stato senza dubbio quando Lucy mi ha detto che faceva la puttana. Che poi è anche il suo, dato che è lo stesso di quando le è morto il padre.’’
‘’Lucy faceva la puttana?’’ – chiedono tutti in coro.
‘’Non mi dite che non sapevate nulla.’’ – risponde Sophie.
‘’Brutta troia, come lo sapevi?’’ – domanda Sarah arrabbiata.
Sophie le risponde tranquillamente che era evidente.
‘’Devi proteggerla, Sarah. Non devi vendicarti. I suoi hanno perso il lavoro e suo padre era malato, l’unica fonte economica veniva da lì. Ma adesso che lui è morto, sono sicura che lei con quella vita ha chiuso.’’
Ed è vero. Lei con quella vita ha chiuso, ma Sarah è troppo presa dal vendicarsi.
Tocca a David: ‘’Il giorno più brutto è stato quando ho chiamato mio padre ‘papà’ e lui mi ha ricordato che mi ha dato solo il cognome ma che non è, e non sarà mai mio padre.’’
Infine tocca a Giusy: ‘’Senza dubbio quando volevo perdere la verginità ed ho accettato di fare sesso con uno sconosciuto, rendendomi purtroppo conto che non era altro che un uomo di mezza età che si era spacciato per un ragazzino in chat.’’
Tutti ridono dopo aver sentito quelle parole, e stranamente anche Giusy comincia a farlo.
‘’La tua esperienza, Mark, è veramente brutta, ma peggio di una madre morta c’è un padre che rinnega suo figlio, quindi la birra stavolta va a me.’’
Tutti abbracciano calorosamente David, lo salutano dicendo che è stata una bellissima serata. Nonostante abbiano ricordato anche le brutte esperienze, è stato bello condividerle insieme. Una famiglia fa proprio questo: condivide le cose belle e quelle brutte, e quei ragazzi non hanno una famiglia solida alla spalle, nessuno di loro ne ha una. Sono uniti dalla loro età, dalle paure, dalle situazioni e da un’amicizia che va oltre il comune. Guardandoli si respira aria di un bene senza limiti, delle cose belle e di quelle brutte dell’essere amici, ma chiunque li vede capirebbe subito che sono ragazzi forti.
Ora che la festa è finita, tutti tornano a casa, e David va a dormire felice come non era da anni.
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Il Male Dentro
Teen FictionOtto ragazzi, otto storie da raccontare. Nella magica e bella Chicago, la città dei grattacieli, Mary, Christian, Sophie, Mark, Sarah, Lucy, David e Giusy, vi raccontano storie ed emozioni tipiche dell'adolescenza. Insieme si riuniscono e sfuggono a...
