Facendo finta che sia tutto normale, il gruppo si riunisce a casa di Christian per passare la notte da lui. La casa è umile, ma abbastanza spaziosa, e lui è solo. Ci sono posti letto per tutti, anche se David preferisce dormire a terra piuttosto che sul divano.
È risaputo ormai che quando si è con gli amici, tutto si fa tranne che dormire, e nemmeno stavolta riescono a dimenticare tutto, anche solo per una notte; il loro pensiero, le loro parole, vanno tutte a Sophie. Sono seduti in cerchio sul pavimento col pigiama, e stanno degustando una cioccolata calda. Giusy ha una copertina intorno alle spalle per coprirsi meglio, Sarah invece una felpa. La luce della cameretta di Christian - dove loro si sono accomodati - è spenta. Al centro una piccola lampada che fa poca luce, permette loro di vedere il minimo indispensabile. È una notte tranquilla, non di quelle dettate dallo sballo totale, come sono soliti fare. Solo il pensiero di Sophie annebbia la mente di tutti, per rendere impossibile parlare di qualche altro argomento.
"Mi piacerebbe entrare nella sua mente, tutto qui. Voglio capirla al massimo." - dice Mark.
"Con lei abbiamo sbagliato un po' tutti. L'abbiamo trascurata." - risponde Giusy avendo tra le mani la tazza con la cioccolata calda.
"Non potevamo saperlo. Non avrei mai immaginato che una come lei potesse arrivare ad uccidersi." - interviene Sarah.
"Come lei come?" - domanda Lucy.
"Forte. Stronza. Determinata."- risponde Sarah con tono deciso, sottolineando così ogni singola parola.
"Non la conoscevi ..." - interviene David. "Sophie non era niente di queste cose: non era forte, anzi, al primo soffio si frantumava in mille pezzi, lasciando tracce ovunque, ma non aveva mai la forza di impegnarsi a recuperarli tutti, perché nella sua mente lei era rotta e basta. Non era stronza, ma lo faceva credere per nascondere ciò che realmente era. Non era determinata, o meglio, lo era, ma solo per le cose sbagliate, attraverso le quali compensava il suo bisogno primario."
"E qual era il suo bisogno primario?" - chiede Mary.
"L'amore." - risponde Christian tutto d'un fiato.
E ha ragione, il bisogno primario di Sophie era l'amore.
Come ha scritto e sottolineato nel suo diario mesi prima: essere amati tanto profondamente ci permette di essere al sicuro. Ma quando percepiamo che ciò non avviene, quando sentiamo di non essere amati, allora crolliamo. Ecco, lei è crollata, e insieme a lei le sue poche certezze.
Da piccola mamma Agatha amava metterle margherite bianche nei capelli; infilava lo stelo nelle treccine ordinate a mo di coroncina. A Sophie piaceva un casino, tant'è che le margherite diventarono i suoi fiori preferiti, e lo son stati fino al giorno della sua morte. Poi è cresciuta e tutto è cambiato: le pretese, i rapporti, i gusti, gli amici, le idee, gli ideali, la concezione di se stessa. Era una ribelle, fuori del comune. Una ragazza che poteva diventare un'adulta brillante se solo quei mostri fossero stati eliminati in tempo.
"Quando Sophie mi ha detto che aspettava un bambino, che lei e Mark sono figli dello stesso padre, che era stata stuprata, io sono rimasta a bocca aperta. Noi siamo un gruppo, dovete saperlo." - interviene Lucy nel silenzio tombale scaturito in stanza. Come ben sospettava, sono rimasti a bocca aperta. Nessuno si aspettava cose del genere. Figli dello stesso padre? Sophie incinta? Lo stupro? Per gli altri sono notizie shockanti, ma Mark non protesta per aver detto queste affermazioni, giacché li considera fratelli.
"Lucy, solo adesso ho capito il male che ti ho fatto. Mi dispiace un sacco, sono consapevole del fatto di essermi comportata da perfetta stronza, perdonami." - supplica Sarah avanti a tutti. Senza pudore né vergogna, vuole scusarsi con tutta quella gente di fronte.
"E' troppo tardi adesso. E poi io e Sophie abbiamo, sì insomma ci abbiamo dato dentro prima del suicidio." - risponde Lucy con aria immalinconita, osservando impassibile la lampada al centro del cerchio.
L'espressione di Sarah è sconvolta, tanto è vero che presa dall'imbarazzo si alza e va in bagno. Gli altri non sembrano sorpresi, quasi come se si aspettassero una simile cosa.
"Okay, ho capito che sono una delle poche che non se l'è portata a letto. Voi adesso dovete spiegarmi una cosa. Dovete spiegarmi cosa si prova a fare sesso con una ragazza che non sente nulla. Siete degli stronzi, non avevate capito proprio un bel niente." - dice Giusy arrabbiata.
Silenzio. Nessuno risponde. Giusy sospira e scuote la testa, poi continua a bere la sua cioccolata che nel frattempo è dimezzata, ma è ancora nella tazza. Più il tempo passa e più si convince che l'unica ad amarla davvero in quel gruppo era proprio lei. Un amore autentico, senza secondi fini. Un amore che solo due amiche che hanno condiviso il bello e il cattivo tempo, possono capire. Ma Sophie resterà sempre nel suo cuore, quella a cui invia i messaggi di buonanotte prima di andare a letto, anche senza ottenere una risposta. Le fasi ci sono anche per lei, e non sono facili da superare; la via della rassegnazione è ancora tanto lontana per tutti.
"Alaska Carpenter, la ragazza della undici che segue il corso di francese con noi, ultimamente sembra essere la nuova Sophie: si veste come lei, si isola, ha sempre una sigaretta tra le mani." - afferma Mark.
"Nessuna sarà mai come Sophie." - ribatte David senza pensarci.
Adesso i due si guardano negli occhi, e mossi da un sentimento sconosciuto si alzano e si abbracciano andandosi incontro. È come se quel gesto avesse riappacificato gli animi. Ora che Sophie è morta, i due amici ritornano amici, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà ...
"Finchè la prossima ragazza non ci separi!" - esclama David a cui fa seguire una risata che coinvolge tutti.
"Domattina voglio andare a fare una bella visita al dottor Foster, lo psichiatra. Credo proprio che sarà felice di vedermi."- afferma Mark facendo incupire l'atmosfera.
"Vengo anch'io." - si intromette David.
"Devo andarci da solo." - insiste lui.
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Il Male Dentro
Ficção AdolescenteOtto ragazzi, otto storie da raccontare. Nella magica e bella Chicago, la città dei grattacieli, Mary, Christian, Sophie, Mark, Sarah, Lucy, David e Giusy, vi raccontano storie ed emozioni tipiche dell'adolescenza. Insieme si riuniscono e sfuggono a...
