Un'ora più tardi, era tutto finito.
Nowaki era crollato sfinito su una delle scomode sedie nella sala d'aspetto. Suo fratello Tadashi l'aveva imitato e aveva occupato quella accanto alla sua mentre Hiroki era rimasto in piedi accanto alla porta, appoggiandosi con la schiena al muro. Kusama-sama e le sue sorelle, invece, si erano trattenute ancora qualche minuto nella stanza di Hanako. Le donne avevano pianto e anche suo fratello. Lui no, non ci era riuscito. Il suo dolore non era meno intenso, ma dopo aver pianto a casa i suoi occhi erano rimasti stranamente asciutti. Hiroki era stato presente, anche se aveva mantenuto rispettosamente le distanze, ma perfino i suoi occhi erano lucidi.
Da quando erano arrivati gli altri membri della sua famiglia d'adozione, Hiroki si era comportato con loro in modo educato e formale, come ci si poteva aspettare da un suo amico stretto in una simile situazione. Non l'aveva più toccato e, nonostante ne comprendesse la ragione, Nowaki sentiva acutamente la mancanza del suo conforto.
Né Tadashi né le altre due sorelle erano al corrente del fatto che aveva una relazione con un uomo già da diversi anni e quello non era né il luogo né il momento adatto per spiegarlo. Aveva la segreta paura che anche loro, come Hanako all'inizio, lo rifiutassero e quella notte non era pronto a perdere altre persone a lui care.
Alla fine, Tadashi sospirò, attirando la sua attenzione.
«Non mi aspettavo tutto questo» ammise l'uomo. «Hanako non mi ha mai detto neanche una parola sulla sua salute, eppure ci sentivamo con regolarità anche se ultimamente sembrava molto impegnata. Tu lo sapevi?»
Nowaki scosse la testa. «L'ho scoperto anche io soltanto nel tardo pomeriggio.»
In quel momento, la porta si aprì e Kusama-sama ne uscì, seguita da Ayako e Kaoru. La minore delle sorelle ancora singhiozzava sommessamente, tenendo stretta la mano della più grande.
«Vieni a sederti, mamma» disse Tadashi, premurosamente. Infatti Kusama-sama appariva un po' pallida, anche se il suo viso segnato dal dolore manteneva la sua compostezza e dignità.
«Come ha potuto tenercelo nascosto?» chiese Ayako a quel punto, guardando verso Nowaki. «Tu sei sempre stato il suo fratello preferito. Non riesco a crederci che non si sia confidata nemmeno con te.»
«Mi dispiace» rispose lui. «Ma a causa di un litigio di qualche anno fa Hana-chan non ha più parlato con me fino a oggi. Neanche io sapevo niente.» La risposta provocò la medesima espressione stupita sui volti dei suoi fratelli, ma Nowaki non intendeva mentire.
«Figli miei, non incolpate Wacchan. Se c'è qualcuno che ne ha colpa, quella sono io.»
«Tu lo sapevi, mamma?» La sorpresa aveva asciugato le lacrime sul volto di Kaoru.
«Lo sapevo. È stata lei a pregarmi di non farne parola con voi, per non preoccuparvi.»
«Madre! Ma così...» tentò di dire Tadashi, ma fu interrotto da Kusama-sama che gli fece segno di tacere con lo stesso gesto che faceva quando erano piccoli.
«Hanako vi ha tenuto nascosto anche un altro segreto, ma poco fa è stata lei stessa a chiedermi di dirvelo e di chiedervi perdono in sua vece.» L'anziana donna si strinse le mani in grembo, poi prese un profondo respiro come per farsi coraggio prima di pronunciare le prossime parole. «Qualche giorno fa, è diventata madre di due bambini.»
«Non è possibile!» esclamò Kaoru, coprendosi la bocca con le mani.
«Due bambini?» alitò Ayako. «E dove sono adesso?»
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Junjou in Trouble
FanfictionAmanti dello yaoi d'Italia! Alzi la mano chi non conosce il manga (e relativo anime!) "Junjou Romantica" di Shungiku Nakamura! Ecco, questa è una fanfiction che ho scritto prendendo in prestito i personaggi che ho amato di più di questa storia, ai q...
