Cielo

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Dopo la patetica figuraccia del giorno antecedente è scomparso, che frustrazione, voler incontrare solo una persona e non vederla per tutto il giorno.
Non lo vedo per tutta la mattinata, esco dall'ufficio per andare a pranzo, Rebby ha fatto pausa un ora prima, quindi mi tocchera mangiare in solitudine.
Un nuovo collega sbuca dallo stanzino delle fotocopie.
"Che bionda," dice volgarmente ammiccando.
"Quando passi a trovarmi qui? Ti faccio la festa sai," dice afferrandomi un braccio e tirandomi all'interno.
Oppongo resistenza esterrefatta, che razza di depravati assumono al giorno d'oggi, ora lo ribalto, glie ne dico proprio quattro a questo maleducato.
"Eccola qua, Victoria viene a pranzo con me, almeno eviterò che lei venga insultato per ciò che stava facendo," è Leo, mi prende per una mano, mi trascina fuori dallo stanzino, grazie al cielo.
"Dimenticavo, è licenziato," annuncia infine a quel maleducato zotico.
Continua a tenermi per mano mentre mi conduce all'ascensore, si stacca per digitare il piano, per poi prendermi per le spalle.
Ancora una volta faccia a faccia, ha le mani calde, il suo sguardo cerca il mio.
"Stai bene?" Chiede indagando sulla mio stato psicofisico.
"Si, non è successo nulla di grave, solo un complimento espresso in modi cafoni," annuncio sorridendo.
Sorrido, perché sorrido, mi sta toccando è normalmente ne sono infastidita, eppure ora vorrei che l'ascensore si bloccasse per restare tra le sue mani più tempo.
L'annuncio dell'apertura porte ci distrae, Leo mi riprende la mano invitandomi o meglio, portandomi a passeggio come se fossi una bambina di 5 anni per l'atrio.
Una volta che il freddo tocca le mie gote, mi riprendo è sottraggo la mano, un po' troppo bruscamente, si volta di scatto a guardarmi.
"Il contatto umano, ricorda," dico imbarazzata.
"Mi scusi," sembra ferito dal mio gesto, si incurva leggermente le spalle.
"Grazie, per il gesto d'aiuto, ora che sono in salvo, vado a pranzare," dico indicando con il pollice la direzione alle mie spalle, tento pure un sorriso.
"Si, buon appetito," dice sorridendomi.

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