... Con l'entusiasmo di quel momento, avevo chiesto a Tom se ci fossero altri piccoli desideri da poter depennare dalla sua lista:
mi sarebbe piaciuto poter fare, seppur in piccolo, qualche altra cosa che potesse renderlo felice così come lo era stato in quel momento.
Tom, sorridendomi mi ha raccontato che da piccolo più che desideri aveva avuto dei piccoli rimpianti; cose da voler realizzare e fare, ne aveva eccome sulla sua lista, ma purtroppo a causa degli impegni costanti sui set era sempre costretto a metterle da parte...
Mi ha raccontato di come spesso doveva rinunciare a giocare coi suoi amici di scuola o di come non poteva andare con loro alle gite scolastiche... Insomma, tutte quelle cose che un bambino normale vorrebbe sempre poter fare, delle quali lui invece ha dovuto privarsi.
Ha ricordato, mordendosi il labbro inferiore e abbozzando un tenero sorriso, anche di un episodio in cui sarebbe dovuto venire in Italia per una settimana bianca con la famiglia, ma che a causa delle riprese proprio di Harry Potter, aveva dovuto rinunciare.
Con un velo di malinconia l'ho studiato con attenzione e mentre lo ascoltavo, pensavo a quanto doveva essere dura la vita dei personaggi famosi, soprattutto se catapultati in quella nuova realtà già da piccoli...
Certo, non neghiamo la realtà dei fatti: alla fine hanno sempre il loro lieto fine, ma a quale prezzo?
Nel caso di Tom, parliamo di un bambino che ha dovuto rinunciare a quello che era tutto il suo mondo: rinunciare al tempo libero con gli amici, le uscite, le vacanze, la vita quotidiana...
Non penso che sia stato facile, e infatti ricordo ancora come ne sono restata incantata, vedendo che lui al contrario non sembrava rammaricato da quello che mi raccontava.
Percependo il mio repentino cambio d'umore, Tom mi ha subito rassicurata, garantendomi che del suo passato non avrebbe cambiato nulla e che, anche se da piccolo aveva dovuto fare delle scelte, susseguite a parecchie rinunce, lui era felice lo stesso.
Era vero che molte occasioni perse, sarebbero rimaste tali, ma tante altre a differenza di anni era riuscito in ogni caso a recuperarle.
Sorridendo, mi ha fatto il più semplice degli esempi parlando dei viaggi:
di come quelli a cui aveva dovuto rinunciare, fossero stati rimpiazzati o meglio ricompensati, da quello che poteva fare ora grazie al suo lavoro.
Da bambino magari, avrebbe avuto l'occasione di poterne fare un paio e al massimo restare in Europa, ma ora aveva l'occasione di viaggiare per il mondo intero, e non c'era proprio paragone!
Avevamo trascorso diverso tempo nei pressi del parco esplorandolo quasi del tutto, e tra una chiacchiera e l'altra abbiamo cominciato poi a passeggiare per le vie di Praga.
La temperatura si era decisamente rinfrescata, e il sole che prima splendeva alto nel cielo stava lentamente cominciando a fare il suo rientro, lasciando quella lieve foschia aranciata nel cielo azzurro.
Mentre chiacchieravamo sui nostri trascorsi da bambini, osservavo le strade intorno a noi:
sembrava di vagare a caso per le vie di Praga...
Non che mi dispiacesse, sia chiaro, sarei stata bene dovunque con lui accanto, ma non avevo la benché minima idea di dove fossimo diretti e la cosa mi lasciava un po' titubante.
Sono sempre stata un tipo a cui piace avere le cose sotto controllo, o almeno aver le idee chiare su cosa, dove e come: quindi il non aver pieno controllo di quel momento mi aveva distratta totalmente dalla conversazione con Tom!
Non ti nego la mia sorpresa - o meglio esclamazione - quando con una domanda del tutto fuori luogo dall'argomento di cui stavamo parlando, lui se ne esce col chiedermi che rapporto avessi con le vertigini...
Accigliata l'ho guardato sicuramente in modo strano, chiedendomi il perché di tale domanda.
Non ho avuto modo di far elaborare altro al mio cervello perché poi tutto è successo così frettolosamente che non saprei ricordare gli esatti passaggi di come siano avvenuti gli eventi!
Ricordo che Tom sorridendo e osservando divertito qualcosa di indefinito lungo la via, si è augurato che non ne soffrissi.
Quando ho seguito con lo sguardo la direzione in cui si era soffermato poco prima, penso di aver spalancato gli occhi in una maniera inverosimile, perché non credevo a quello che avevo davanti:
lungo la strada che stavamo percorrendo si apriva una sorta di radura, in cui facevano capolino numerose mongolfiere!
In un attimo, Tom con una mano dietro la schiena mi ha letteralmente spinta in quella direzione, e con sicurezza si è diretto verso un punto preciso dove ad accoglierci c'era una donna sulla cinquantina.
Non ti dico lo stupore quando, vedendo la signora che avrebbe guidato l'aeromobile, ho capito che Tom aveva già prenotato il volo a mia insaputa!
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Sognando Felton
Fanfiction"Resta con me!" "Non posso... non ora" Ho sempre scritto un diario, fin da quando ero bambina ho racchiuso su delle pagine bianche i miei segreti, i miei tormenti, i miei desideri, le mie speranze... I miei momenti tristi e quelli felici, le esperie...
