La mia macchina era ormai a pochi chilometri da Valdebebas ed io riuscivo a stento a contenere l'entusiasmo della mia migliore amica.
Mentre Valentina si aggiustava il trucco, controllando il risultato nello specchietto, ripensai a quando ci eravamo conosciute. Era stato non più di qualche mese prima, ma immediatamente entrambe avevamo capito di completarci perfettamente, di capirci come nessun altro, di essere l'una la parte mancante dell'altra.
"Mar! Ci sei?", mi riportò all'attenzione Valentina.
"Si, scusami. Stavo pensando che ormai ci conosciamo da due mesi e non hai mai conosciuto mio fratello. Come si spiega?", chiesi, sinceramente stranita da quel particolare.
"Devo ricordarti che tuo fratello è il secondo capitano del Real Madrid? Si allena tutto il giorno, a casa tua non c'è mai. Non agli orari in cui ci sono io, almeno.", mi rispose, mentre continuava a mordicchiarsi le unghie, emozionata.
"Beh, oggi lo conoscerai. Però ti prego, calmati, così ti verrà una crisi respiratoria.", sentenziai.
Lei si guardò intorno senza rispondere, poi finalmente scorse l'inconfondibile insegna bianca che recava, enorme, lo scudetto del Real.
Scese dalla macchina senza nemmeno aspettare che questa fosse ferma, prendendosi tutti i rimproveri del caso da parte mia che, in fondo, ero più che felice di vedere la mi migliore amica così su di giri.
"Scusa, ma.. Non posso davvero credere di essere qui!", disse, assumendo l'espressione più dolce e convincente che avesse nel suo repertorio.
Allargai un sorriso.
"Tu non sei normale", le dissi, spingendola in avanti, e mostrando agli addetti alla sicurezza il tesserino che Sergio mi aveva dato tempo prima, proprio in previsione di situazioni simili.
Percorremmo il lungo corridoio, sotto lo sguardo vigile di tutti gli addetti ai lavori, che sembravano stupiti della nostra presenza.
"Oh, ma guardate un po', due visini nuovi. Che ci fanno due bellezze simili in un postaccio come questo?", chiese una voce alle nostre spalle.
Mi voltai immediatamente, notando un ragazzo piuttosto buffo.
Non avevo idea di chi fosse, né lo avevo mai visto prima, ma sembrava simpatico ed inoltre, era l'unica persona a cui potessi chiedere dove trovare mio fratello.
Nemmeno il tempo di concludere il pensiero, che Valentina aveva già cominciato a scattare foto a quel ragazzo e a scongiurarlo di firmarle la maglietta.
"Ehm, scusatemi, cosa mi sono persa?", chiesi, incerta.
"No, Mar, non dirmi che non l'hai riconosciuto!", mi rispose Valentina con una faccia tra lo sconvolto e il disgustato.
"È Marcelo! Dai che lo conoscono anche i muri qui a Madrid!", continuò.
"Beh, io non lo conoscevo.", dissi tra i denti, fulminandola con lo sguardo e arrossendo per l'imbarazzo.
"Beh, devo pensare che la signorina non conosca l'ambiente. Cosa la porta da queste parti, allora?", chiese il giocatore sforzandosi di parlare nel modo più erudito che conoscesse, suscitando però una risata soffocata in entrambe.
"Cercavamo Ser. Cioè Sergio. Sergio Ramos.", mi affrettai a spiegare.
"Oh, ma non mi dire che ho qui davanti la fidanzata di Ramos in persona!", gridò Marcelo, sinceramente curioso.
"Ma per chi mi hai preso, oliva? Ti sembra che io possa mai stare con una come questa qui?", replicò fingendosi offeso Sergio, che ci aveva raggiunti in quel momento, accortosi del trambusto.
"Marcelito, ho l'onore di presentarti la sorella più odiosa di Spagna. Marisol, lui è... Un tipo poco raccomandabile.", spiegò.
"Grazie per la presentazione, Ramos. Attento alle caviglie in campo, mi vendicherò.", ribatté il centrocampista, con un sorriso beffardo.
"Piacere di conoscerti, Marcelo.", sorrisi seguendo i due ragazzi che si incamminavano verso una saletta più defilata.
"Vale? Ti muovi?", dissi poi notando che la mi amica era rimasta ferma, a guardare i due con occhi sognanti.
"Oddio, perdonami, che idiota che sono.
Ser! Lei è la famosa Valentina di cui ti parlo sempre, Vale lui è mio fratello, Sergio", dissi sorridente.
Sergio si avvicinò e le strinse dolcemente la mano. Si guardarono negli occhi per qualche istante, e per qualche istante, si sorrisero, non sciogliendo mai la stretta di mano che ormai durava da un bel po'.
"Terra chiama Ramos!", urlò Marcelo riportando entrambi alla realtà.
"Ehm, si, ci sono. Andiamo.", disse Sergio lasciando la mano di Vale e riprendendo a camminare.
Alla fine del corridoio si stanziava una sala enorme, dove tutti i giocatori del Real impiegavano il tempo a modo loro, aspettando che il mister li convocasse per l'allenamento pomeridiano.
Rimasi affascinata da quanto quel mondo che non conoscevo affatto, se non per i vaghi racconti di mio fratello, fosse incredibilmente normale. Incredibilmente semplice, al contrario di ciò che chiunque al mondo, probabilmente, potrebbe pensare.
"Ragazze, qui c'è da bere e da mangiare a sufficienza, io raggiungo i miei compagni, voi servitevi pure.", disse gentile mio fratello, tornando a divertirsi coi suoi amici.
"Si tratta bene il mio fratellino, devo dire.", osservai, cercando di coinvolgere Valentina, che da quando aveva stretto la mano a Sergio non aveva più proferito parola.
"Val?", la chiamai.
"Val? Sei tra noi?"
"Eh? Ah ... Si, scusa. Stavo solo .. Si, sono qui.", rispose imbarazzata.
Ci pensai un secondo, poi mi tornò in mente la stretta di mano tra i due a cui avevo assistito poco prima e la strana espressione che avevo colto sul volto di entrambi, e allargai il più bello dei miei sorrisi.
"Non ci credo, ti piace mio fratello?!", sentenziai all'improvviso.
Lei trasalì.
"Si può sapere cosa hai da urlare?", mi ammonì immediatamente.
"Non ci credo, è così?", la incalzai, abbassando leggermente il tono della voce.
"Cosa? No! Lo conosco appena, sei impazzita?"
"Io sarò impazzita, ma ho ragione. Il mio fratellone ha fatto colpo!"
"Finiscila subito, Mar, non è così. Insomma, lui è .. A chi non piacerebbe uno così, voglio dire a me non piace, però lui ...", cercò maldestramente di spiegarsi, ormai completamente paonazza in viso per l'imbarazzo.
"Poi vedrai se ho ragione..", concluso soddisfatta.
"Io vado in bagno, tu nel frattempo togliti queste strane idee dalla testa.", mi rispose, cercando di ignorare la provocazione.
"Vai, tesoro, contaci!", conclusi.Dopo essermi versata da bere presi ad osservare ogni piccolo particolare di quel luogo. Sembrava una villa, piuttosto che una struttura che ospitava gli allenamenti di una squadra di calcio.
Camminavo, curiosa, per tutta la stanza, immersa nei miei pensieri quando qualcuno mi urtò da dietro. Sbandai, rovesciando tutto il mio drink sulla maglietta di un ragazzo che non avevo mai visto fino a quel momento.
"Cavolo, perdonami! Non volevo, scusa!", mi affrettai a dire, imbarazzata.
Lui mi guardò un momento, incrociando i miei occhi.
Avvertii un brivido che non seppi spiegare.
Era un ragazzo alto, moro, con dei grandi occhi color cioccolato, contornati da pagliuzze dorate, esaltate dalla luce del sole, che batteva sulle grandi finestre della sala bianca di Valdebebas.
"Non ti preoccupare, è solo una maglietta..", disse con un tono di voce che mi sembrò incredibilmente dolce.
Sentii le guance avvampare, senza che riuscissi a capire il perché.
"Va tutto bene?", mi chiese, accortosi del mio cambiamento d'espressione.
"Si.. Si, tutto bene.", risposi in un sussurro.
"Io sono Iker, comunque.", disse allargando un sorriso.
"Io sono Marisol. E sono mortificata per la tua maglietta, davvero, io..."
"Ehi, ehi, ti conosco da due minuti e mi hai chiesto scusa già tre volte. Credo sia un record mondiale ..", disse lui per alleviare l'imbarazzo che vedeva dipinto nei miei occhi.
"Scusa anche per questo, allora", ribattei, abbassando lo sguardo.
"Piacere di averti conosciuta, ragazza delle scuse.", scherzò lui, sorridendo e tornando verso lo spogliatoio per cambiarsi la maglietta.
"Il piacere è mio ...", sussurrai quando fui sicura che il portiere fosse abbastanza lontano da non potermi ascoltare.
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Esclava de sus besos
RomansaFanfiction sul grande Iker Casillas. PERSONAGGI: Marisol Ramos, Valentina Gutiérrez, Sergio Ramos, Iker Casillas e altri giocatori del Real e della nazionale Spagnola. DISCLAIMER: I personaggi famosi citati in questa storia non mi appartengono; tutt...