Mancavano poche ore alla festa di inizio stagione del Real Madrid.
Valentina mi aveva tempestato di chiamate, per chiedermi consigli su cosa indossare, sulle scarpe da comprare e l'acconciatura da adottare per la serata.
"E tu vuoi farmi credere che mio fratello non ti piace?", sbottai sarcastica, rispondendo alla ventesima chiamata del giorno.
"Non si tratta di questo. Ma consenti che io voglia essere impeccabile? Non capita tutti i giorni di essere invitati ad una festa con i giocatori della squadra più forte di Spagna! Come fai ad essere così calma?!", replicò, quasi sconvolta dalla mia apparente tranquillità.
In realtà, ero tutt'altro che tranquilla. Negli ultimi due giorni avevi sentito l'agitazione crescere in me, assieme alla voglia di rivedere Iker.
"Non dico di essere calma, dico solo che non possiamo farci prendere dall'ansia, o sarà peggio."
"Su questo hai ragione.. Passo da te tra cinque minuti, così abbiamo tempo per prepararci."
"Va bene, a dopo Val.", chiusi.
"Seeer, dove sei?", urlai poi a mio fratello.
"Che vuoi? Sono in camera a prepararmi, che è tardi."
"Sergio sono le sei. Nemmeno una sposa ha bisogno di due ore per prepararsi."
"Guarda che tanta perfezione richiede tempo e cura dei particolari. Ma cosa puoi capirne tu..."
"Fingerò di non aver sentito. Sta arrivando la tua dama, quindi cerca di non farti trovare a torso nudo come un cavernicolo, cosa che fai sempre."
"Non le dispiacerebbe di certo."
In quel momento il campanello di casa suonò, segnalando l'arrivo di Valentina.
"Eccomi qua! Corri, che c'è poco tempo!", urlò scattando verso il piano di sopra, non appena le aprii la porta.
"Voi due siete uguali. Uguali ti dico."
"Hai scelto cosa mettere?", mi chiese fingendo di non aver sentito.
"Pensavo...jeans e tacchi."
"No, scusa, cosa hai detto? Ti ha dato di volta il cervello, per caso?", mi chiese alzando un sopracciglio.
"No, perché?", risposi sorpresa.
"Tu, mia cara, sei molto fortunata ad avermi come amica.", sentenziò mentre apriva l'armadio e ne tirava fuori tutti i vestitini più belli che trovasse.
"Questo è bello ma è troppo lungo. Questo è più corto ma è meno scollato. No, questo decisamente non va bene... Ecco! Questo! Questo è perfetto!", gridò, dopo un tempo interminabile, finalmente soddisfatta della sua scelta.
Il vestito che aveva scelto era di un rosa antico, senza spalline, con una fascia dorata in vita. La parte davanti era più corta mentre dietro presentava uno strascico più lungo.
"Non è un po' troppo... Insomma, siamo solo amici...", obiettai.
"Questo lo pensi tu. Fidati di me, è perfetto. Questo, i sandali di vernice nera e vedrai che lo stendi.", confermò, entusiasta.
Lei invece optò per un tubino corto nero abbinato a dei sandali dorati.
Ero ancora molto scettica, ma sapevo di non poter avanzare obiezioni quando Valentina era così su di giri.
Indossai il vestito e le scarpe e decisi di lasciare i miei lunghi capelli sciolti sulle spalle.
Mi guardai allo specchio, dopo aver aggiunto un velo di trucco.
Non ricordavo di essermi mai vista così bella, ma sapevo che il merito non era di capelli e vestiti, bensì della nuova luce che avevo negli occhi dal momento in cui avevo conosciuto Iker.
"Vale? Sei pronta?", chiesi poi alla mia amica, che si era chiusa in bagno da ormai mezz'ora.
"Prontissima", rispose raggiungendomi e facendo un giro su se stessa.
"Marisol, Iker sta arrivando. Sei pronta o devo dirgli di...", Sergio si bloccò uscendo dalla sua camera e incrociando me e Val nel corridoio.
"Il gatto ti ha mangiato la lingua?", lo schernii.
"No è che ... Sei bellissima.", rispose Sergio che non riusciva a staccare lo sguardo da Valentina.
"Grazie Ser, anche tu ti difendi...", gli rispose lei, rossa in volto.
"Okay, li ho persi.", commentai ad alta voce, riportando entrambi alla realtà.
"Non te la prendere, sorellina. Anche tu sei ...accettabile.", aggiunse Sergio rivolgendomi finalmente la sua attenzione.
"Come sei dolce.", feci sarcastica.
"Lo so. È una delle mie innumerevoli doti.
Vale, noi possiamo anche avviarci alla festa. Iker non tarderà molto.",disse poi tornando serio.
"Ci vediamo dopo, piccioncini", li presi in giro, guardandoli allontanarsi.
Non appena chiusero la porta, mi diedi un'ultima occhiata allo specchio, mi sedetti sul letto e attesi.
Pochi minuti dopo, il campanello mi avvertì dell'arrivo di Iker. Scattai in piedi, con il cuore a mille nel petto. Inspirai profondamente, e aprii la porta.
Incrociai gli occhi scuri di Iker e d'istinto lo abbracciai di nuovo.
Sapevo che non era la cosa più appropriata da fare in quel momento, ma solo io sapevo quanto, in quei due giorni, avessi ripensato alle sensazioni che il semplice contatto con lui mi aveva provocato.
"Buonasera", mi disse, posandomi un bacio sulla guancia.
"Sei veramente incantevole.", aggiunse piano facendomi girare su me stessa.
"Anche tu.", risposi, guardandolo dritto negli occhi.******
Arrivai davanti al cancello della grande casa di Marisol.
Allungai una mano per suonare il campanello ma la ritrassi titubante.
"Santo cielo, Iker, calmati, cazzo.", pensai tra me e me.
Era soltanto una ragazza, che cosa poteva andare storto. Da dove veniva tutta quell'ansia?
Sospirai.
Mi feci coraggio e finalmente suonai il campanello.
Dopo qualche secondo di attesa, la vidi aprire la porta e prima che potessi realizzare cosa stessi succedendo, me la ritrovai tra le braccia.
Inspirai a fondo per trattenere il più a lungo possibile le note del suo profumo dolce. Poi feci l'unica cosa che mi sembrasse giusta in quel momento, e le posai un dolce baso sulla guancia.
Dopo essere rimasti fermi l'uno davanti all'altra, per qualche secondo che parve interminabile, ruppi il silenzio.
"Andiamo, ci staranno aspettando".********
Arrivati alla festa, Iker scese dall'auto e mi aprì la portiera come aveva sempre fatto, sin dalla prima volta che ne aveva avuto l'occasione.
Gli sorrisi immediatamente, e appoggiandomi a lui scesi dalla macchina.
Entrammo nell'enorme sala addobbata per la festa, e subito tutti gli occhi furono su di noi.
"È arrivata la coppia più bella della festa!", urlò Marcelo avvicinandosi.
"Il capitano ha fatto colpo!", aggiunse ridendo.
"Sono felice di rivederti!", sorrisi mentre mi stringevo ad Iker, quasi spaventata da tutto ciò che mi circondava.
"Anch'io lo sono. Questa è Noelia, la mia fidanzata.", mi disse indicando la donna bellissima che aveva al suo fianco.
"Piacere.", dissi imbarazzata.
Nel frattempo, ci accerchiarono altre coppie, curiose di conoscere la nuova arrivata in casa Real, ossia la sottoscritta.******
Notai immediatamente il disagio di Marisol.
"Ragazzi, capisco che sia la vostra natura, ma è appena arrivata e non è abituata a tutto questo clamore. Se continuate così, scapperà via nel giro di mezz'ora.", dissi tranquillo.
"Continuate a divertirvi, io cerco di farla ambientare un po'", sussurrai a Marcelo che attirò immediatamente l'attenzione di tutti saltando sul palco e improvvisando un'improbabile capoeira.
La condussi verso il giardino esterno, in modo tale da poterle parlare più tranquillamente.
"Quel ragazzo è completamente impazzito.", sentenziò seria.
"Devi solo imparare a conoscerlo, vedrai che è un bravo ragazzo."
"Su questo non ho dubbi"
"Mi dispiace che ti abbiano spaventata", le dissi notando la sua espressione assorta.
"Oh no, sono felice di essere qui, davvero. Devo solo abituarmi.", mi rassicurò, serena.
"Questo giardino è stupendo.", aggiunse, incrociando le braccia al petto e rabbrividendo, probabilmente per il vento freddo che stava lentamente prendendo il posto della calura estiva madrilena.
"Hai freddo?", le chiesi.
"Un po', forse ho sbagliato a scegliere questo vestito.", sorrise abbassando lo sguardo e facendo qualche passo per poter osservare meglio i fiori degli arbusti davanti a lei.
Non aspettai che aggiungesse altro. Mi sfilati rapidamente la giacca e gliela poggiai delicatamente sulle spalle.******
Sentii il tocco gentile della stoffa della giacca di Iker sulle spalle e rabbrividii ancora.
Ma fui più che certa che il motivo, questa volta, non fosse il freddo.
"Così congelerai..", gli dissi voltandomi e trovando i suoi occhi a pochi centimetri di distanza.
"Non ho freddo, in questo momento. Per niente.", mi rispose prendendomi il viso tra le mani e accarezzandomi dolcemente la guancia con il pollice.
Eravamo davvero vicini, le nostre fronti aderivano già perfettamente, se uno dei due avesse mosso un solo muscolo ci saremmo inevitabilmente baciati.
In quel momento l'impianto di irrigazione si azionò, cominciando a bagnare ogni cosa.
Mi staccai immediatamente da Iker, cominciando a correre verso l'ingresso della sala.
Lui però mi trattenne per un braccio e mi riportò di fronte a sé.
"Cosa fai, sei pazzo? Ti rovinerai tutti i vestiti!", gli chiesi ridendo come non facevo da tempo.*******
"Sei pazzo? Ti rovinerai tutti i vestiti!", mi disse, e portò la testa indietro, cosa che faceva sempre ogni volta che rideva.
"Non importa", sussurrai, serio.
Affondai le dita nei suoi lunghi capelli ormai fradici,mentre lei mi guardava intensamente negli occhi.
Le presi dolcemente il viso tra le mani e, ormai stanco di aspettare, posai le miei labbra sulle sue.*******
Sentii il calore delle labbra di Iker chiudersi sulle mie, facendomi provare una sensazione di meravigliosa tranquillità.
Chiusi gli occhi, lasciandomi trasportare dalle sensazioni del momento e ricambiando il bacio, con tutta la delicatezza che avevo.
L'acqua continuava a scendere copiosa e a bagnarci, ma noi sembravamo non accorgercene neppure.
I vestiti bagnati, il freddo causato dal vento serale non ci scalfivano. Nulla di tutto ciò era paragonabile alle sensazioni di quel momento.
Mi staccai da lui per qualche attimo, incatenando i miei occhi scuri ai suoi, i miei occhi che ormai parlavano per me, per poi tornare a baciarlo, stavolta più intensamente, mentre il cielo di Madrid ci osservava dall'alto.
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Esclava de sus besos
RomanceFanfiction sul grande Iker Casillas. PERSONAGGI: Marisol Ramos, Valentina Gutiérrez, Sergio Ramos, Iker Casillas e altri giocatori del Real e della nazionale Spagnola. DISCLAIMER: I personaggi famosi citati in questa storia non mi appartengono; tutt...