"Senti Zayn, ma tuo padre gestisce ancora quel bar in centro? Perché vorrei trovarmi un lavoretto e pensavo che questo sarebbe l'ideale." Chiamai Zayn quel pomeriggio, volendo sapere informazioni sul bar dei suoi genitori.
"Sì, devo provare a chiedere a mio padre, sta sera non appena arriva a casa chiedo e ti faccio sapere." Mi rispose lui, facendomi sorridere.
"Grazie mille, ci sentiamo!" Riattaccai dopo il suo saluto. Ero davvero felice, avrei potuto aiutare i miei genitori in qualche modo.
Lo so, mia madre mi aveva detto che non ce ne era bisogno, ma io ero cocciuta, lo sono tutt'ora, di conseguenza nessuno avrebbe potuto farmi cambiare idea, men che meno mia madre.
Certo, avrei avuto meno tempo da passare con Maggie e Liam, e soprattutto avrei avuto meno tempo da passare con Harry, ma sinceramente preferivo così, la felicità dei miei genitori, piuttosto che la mia.
Pensandoci bene, forse avrei dovuto avvisare Harry di questo, avrei dovuto avvisarlo per dirgli che avremmo passato meno tempo insieme.
Così, come da rito, mi fiondai nel letto, questa volta facendo attenzione a non buttarmici di tutto peso, e mi addormentai.
Era oramai un'oretta buona che ero di nuovo da lui, ma tutto sembrava essere così strano. Non mi sembrava come al solito, come se ci fosse un'aria diversa, come se fossimo più freddi l'uno con l'altro e a me questo non piaceva, non piaceva per niente.
"La smetti di ignorarmi o no?" Dissi dopo troppo tempo di solo silenzio.
"Io non ti sto ignorando." Disse lui, facendo le spallucce e continuando a prendere il sole.
"Oh sì che lo stai facendo, proprio ora, vedi?Non mi guardi nemmeno." Dissi, ma poi cercai di correggermi. "Mentre parlo."
Lui si girò verso di me, lanciandomi una strana occhiata, prima di ritornare a guardare verso l'infinito.
"Oh, ma mi vuoi rispondere o no?" Chiesi nuovamente, stizzita.
"Hai per caso il ciclo, tesoro?" Chiese lui, abbassando gli occhiali da sole che gli avevo regalato io. Esatto, mi sentivo in colpa poiché il suo compleanno era stato qualche mese prima e non avevo potuto fargli niente, così andai dai cinesi e comprai dei Ray-Ban tarocchi, spacciandoli per veri. Non so quanto mi abbia creduto... in qualsiasi caso, su di lui, anche se tarocchi sembravano veri, l'insieme era perfetto.
"Potrebbe essere, ma questo non toglie il fatto che tu non mi stia calcolando minimamente." Dissi, guardandolo male.
"Cosa vuoi Dafne, di cosa vuoi parlare? Trova un argomento e sarò lieto di farne una conversazione." Rispose lui, facendomi alzare gli occhi al cielo.
"Perché devo sempre prendere l'iniziativa io e non puoi semplicemente iniziare tu?" Risposi io, mettendo le mani su fianchi.
Lui sbuffò.
"Se ti annoia la mia presenza, me ne posso benissimo andare, basta solo un tuo comando." Dissi io, guardandolo attentamente.
"Fai come vuoi." Rispose lui, facendo le spallucce.
"Ah, pure? Certo, certo, me ne ricorderò." Dissi, cercando di alzarmi da terra, ma tutto mi fu inutile poiché lui mi prese per il braccio e mi tirò, facendomi cadere addosso a lui.
"No, no, lasciami, lasciami andare, hai detto di fare come voglio." Gridai, cercando però di trattenere le risate, dato che lui si era attaccato a me come un koala, mettendo il suo viso nel mio collo, strusciandolo appena e facendomi il solletico.
"Ma stai zitta..." Sussurrò lui, tirandomi a terra con se e continuando a starmi appiccicato.
Ammetto che non mi dispiacque per nulla stare in quella posizione, seppur un po' scomoda. Ero supina, mentre lui mi teneva stretta a sé, tenendo le braccia e le gambe attorno a me, mentre il suo viso era rimasto nell'incavo del mio collo.
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Il ragazzo dei sogni.
FantasyDafne è una ragazza qualunque, con una vita normale, ottimi voti a scuola e dei genitori amorevoli. Ma un giorno tutto cambia, una porta segreta, un ragazzo perfetto, un mondo parallelo... Sarà la realtà o solo frutto della sua immaginazione? "Fors...
