"Così lei è una psicologa..." Sussurrai, dopo alcuni secondi nei quali eravamo rimaste in silenzio.
"Sì, ma in questo caso sono in veste di counselor." Mi rispose lei, seduta dietro ad una cattedra, mentre sistemava alcuni fogli.
"Che sarebbe..?" Chiesi, ignorante sull'argomento.
"Il counselor è colui o colei che decide di fare questo corso per prendere un attestato, in modo da poter aiutare le persone con i loro problemi, una specie di psicologo senza laurea, in parole povere." Rispose lei, portando la sua attenzione su di me.
"Mh, capito." Dissi, annuendo appena e incrociando le braccia al petto, prima di poggiarmi meglio allo schienale della sedia.
"Quindi, Dafne... Cosa ti ha spinto a venire qui?" Accavallò le gambe, poggiando poi i gomiti sulla cattedra prestando tutta la sua attenzione su di me.
"In realtà è per fare felice mia madre. Lei crede io abbia problemi, ma come può vedere sto benissimo." Risposi, facendo le spallucce.
"Beh, non ti conosco, non posso sapere se in questo momento stai davvero bene, non ti ho mai vista nei tuoi giorni migliori, come si suol dire." Disse lei.
"Glielo dico io." Risposi, muovendo il collo in modo da farlo scrocchiare, avevo la schiena a pezzi.
"Bene, allora se va tutto bene perché non mi racconti un po' come va la scuola?" Mi chiese, facendomi alzare un sopracciglio.
"Umh, bene direi. Fra meno di un mese finirà, poi ci saranno gli esami, ma sono felice lo stesso, finalmente uscirò da questa scuola." Risposi, facendola annuire.
"Beh, è un bel traguardo devo dire, molti alunni non riescono neanche a finire gli studi, quindi penso tu debba essere fiera di questo." Disse lei.
"Certo, lo sono." Annuii.
"Non sei una ragazza di molte parole." Disse lei.
"Più o meno." Risposi, facendo le spallucce.
"Ci sarà pure qualcuno con cui avrai intense conversazioni, sembri una ragazza intelligente." Disse lei, iniziando a prendere appunti su un foglio.
"Ovviamente. Sono timida, non muta." Sorrisi appena, giusto per farle capire di non star rispondendo in modo provocatorio.
"Hai ragione. Dato che dovremo passare un po' di tempo insieme, sempre che tu lo voglia, potremo avere anche noi conversazioni profonde." Sorrise.
"Non so, l'ho già detto che sono venuta qui giusto per fare stare tranquilla mia madre." Risposi nuovamente.
"Questo è vero, ma sono certa che in fondo in fondo ci sarà pure qualcosa di fondato, non pensi?" Quella donna era davvero intelligente, ma ovviamente non mi sarei fatta abbindolare dalle sue parole.
"No, non penso... è una donna con mille paranoie, è semplicemente una di quelle." Risposi, iniziando a giocherellare con la collanina che portavo al collo.
"Potrebbe essere." Se io non volevo farmi abbindolare dalle sue parole, anche lei era brava a non andare oltre. Molte persone avrebbero continuato a dire che mia madre aveva ragione, eppure, lei, aveva semplicemente risposto in quel modo.
"Cosa ti piace fare nel tempo libero?" Mi chiese.
"Dormire." Ammisi.
"Nient'altro?" Chiese, alzando un sopracciglio, dopo essersi appuntata un paio di cose.
"Uscire con gli amici, penso; leggere..." Dissi, cercando di dire qualcos'altro.
"Pensi?" Chiese lei.
"Mh, mh." Annuii.
"Mi sembra più un colloquio che una seduta." Dissi ad un certo punto, guardandola.
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Il ragazzo dei sogni.
FantasyDafne è una ragazza qualunque, con una vita normale, ottimi voti a scuola e dei genitori amorevoli. Ma un giorno tutto cambia, una porta segreta, un ragazzo perfetto, un mondo parallelo... Sarà la realtà o solo frutto della sua immaginazione? "Fors...
