Capitolo 18 (Baby)

20 2 0
                                        


"Dafne? Tutto bene? Non sembri avere una bella cera." Ecco, questa era una delle cose che ho sempre odiato di più al mondo.

Odiavo il fatto che tutti si continuassero a preoccupare per il fatto che uscissi poco di casa e che quando uscivo, per andare a lavoro o a scuola, non ero attenta. Mi è sempre piaciuto starmene nel mio, non vedo il perché, allora, la gente debba continuare ad importunarmi.

"Barbara, ti ho già detto che sto bene. Non c'è bisogno che continui a chiederlo." Alzai gli occhi al cielo, mentre presi con violenza il vassoio con le ordinazioni, quasi da farmi cadere addosso il succo all'arancia.

Molto velocemente diedi le cose ai clienti, cercando di non far conversazione, non avevo voglia di parlare con nessuno, nessuno a parte Harry, ovviamente.

"Quanto manca alla fine del mio turno?" Chiesi alla ragazza dai capelli color cioccolato.

"Una decina di minuti, ma se vuoi puoi fermarti anche di più." Rispose lei, atona, dato che fino a qualche secondo prima le stavo rispondendo male.

"No, devo andare a casa a studiare, mi dispiace ma questa volta non potrete godere della mia compagnia." Risposi, cercando di cambiare tono, facendolo diventare un po' meno scorbutico.

"Che peccato." Sorrise lievemente lei, facendomi annuire.

"Allora vai a prendere le ordinazioni al cinque, pulisci il due e porta questo all'otto." Mi disse, facendomi annuire.

Subito mi diressi verso i tavoli elencati in precedenza, cercando di sveltire tutto, avevo solo voglia di andare a casa e, possibilmente, non incontrare nessuno per strada.

Con un ultimo sbuffo, finii il mio lavoro, così mi diressi verso lo stanzino, dove c'era il nostro spogliatoio  e mi cambiai. Non penso di aver mai fatto tanto in fretta come quella volta.

Salutai tutti quanti, con un gesto della mano o con un cenno della testa e a quattro a quattro mi diressi verso casa mia.

Come al solito il destino non era dalla mia parte. Avevo esplicitamente detto di non voler incontrare nessuno nel mio cammino e indovinate un po' chi mi è venuto addosso, sporcandomi con del caffè la maglietta che mi aveva prestato Maggie?

"Scusami, ti pago la tintoria." Zayn, si allontanò da me, non guardandomi negli occhi. Ero certa mi odiasse.

"Non fa niente, tanto dovevo buttarla."  Mentii, mordendomi il labbro inferiore.

"Allora ci si vede." Disse poco dopo, guardandomi per qualche millesimo di secondo, prima di fare un passo alla mia destra e lasciare la scia della sua colonia al suo posto.

"Baby." Lo richiamai, con il nostro nomignolo. Lo vidi fermarsi, giusto per qualche secondo, prima di girarsi verso di me e guardarmi. Aveva uno strano luccichio negli occhi.

Lo vedevo, lo potevo percepire che stava combattendo con il suo demone interiore. Stava lì, a parlottare fra sé e sé; se non fosse stato per il fatto che io parlassi con un ragazzo nei miei sogni, e stavo iniziando a provare dei sentimenti per quest'ultimo, avrei potuto persino pensare che lui fosse strano.

Lo guardai, continuai a guardarlo, mentre con gli occhi faceva avanti e indietro tra me ed il suo caffè.

"Al diavolo." Buttò per terra il contenitore del suo caffè, oramai mezzo vuoto prima di riavvicinarsi a me.

Iniziai a pensare di sgridarlo per il fatto che era lui che doveva dare il buon esempio e non buttare per terra le cose, ma tutto questo si interruppe non appena le sue labbra si poggiarono sulle mie.

Mi stava baciando.

Rimasi lì, in trance, non sapendo cosa fare.

Cosa dovevo fare?

Il ragazzo dei sogni. La tua prossima ossessione. Scoprilo ora