Capitolo 2~Spy

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Erano nell'arena. Caleb e Martina si erano organizzati per iniziare insieme l'addestramento delle reclute. Ma si vedeva che non erano entusiasti, anzi. Erano evidentemente scocciati. Si sentivano dei babysitter. E allenare persone di cui non te ne frega un cazzo non ha senso. Eppure dovevano. Purtroppo. La recluta di Martina era un ragazzo che aveva già avuto modo di incontrare, ma non si erano mai detti più di quattro parole. Si chiamava Miles Ryan e sembrava già conoscere Nathan, uno delle spie più esperte. Non voleva sapere che rapporto c'era tra i due, anche se sembravano buoni amici.
Caleb guardò la sorella, che si accigliò. Poi il castano sbuffò e la rimproverò con lo sguardo. Jude fece un finto colpo di tosse per ricordar loro di non essere soli.
-Ah... Già... Ci siete voi due. Uff, niente telepatia onii-san-
-Telepatia?- domandò Miles.
-Si, telepatia. Cosa non capisci di ciò?- chiese acida la ragazza, ma venne zittita da un gesto di mano del fratello.

-Se volete migliore dovete innanzitutto dimostrare cosa sapete fare- disse la ragazza.
-Forza, novellini- iniziò Caleb - vediamo che sapete fare-
In risposta, Jude scagliò contro i due un Pinguino Imperatore, uno dei suoi poteri speciali. Miles scagliò una Tormenta Di Sabbia.
Martina parò abilmente i due attacchi con delle ombre, mentre Caleb si limitò a schivarle con velocità.
-Non male- mormorò il maggiore, scrutando Jude. Capiva il motivo per cui Lina l'avesse affidato a lui. Era molto potente, poteva anche paragonarlo a se stesso. La forza era quella. Ma aveva notato anche un'altra cosa. Una cosa che, per Jude, era davvero troppo da scoprire.
-A che pensi, onii-san?-
-Non avevi detto niente telepatia?-
-Rispondi-
-Dovrò allenare Jude da solo-
-Allora non l'ho notato solo io...-
-Già-
-In bocca al lupo, onii-san-
-Ma che si strozzi, il lupo-
Quel breve discorso telepatico finì, e Caleb decise di continuare ad allenarli insieme, per quella volta. Tanto ormai avevano iniziato.
-Tu che sai fare?- chiese Jude in tono di sfida, voleva vedere la forza di Caleb. Martina guardò il fratello, poi alzò le spalle facendolo sospirare.
-Sei utile Marty...- borbottò, prima di eseguire anche lui un Pinguino Imperatore. Jude rimase in silenzio, stupito.
-Ma come...- iniziò il rasta, ma venne interrotto.
-Non sei l'unico che è stato addestrato da Dark- disse Caleb in tono piatto. Nessuno disse altro, si limitarono a proseguire l'allenamento.

Caleb andò nell'ufficio di Lina. L'aveva chiamato per il solito lavoretto. Caleb era empatico. Capiva i sentimenti e il passato di chiunque, anche solo con un oggetto. Gli bastava toccarlo per vedere cosa la persona che lo possedesse avesse passato e provato. Ma quando arrivò, si stupì di vedere Jude.
-Perché è qui?!-
-Calma, Caleb. Jude ha il tuo stesso potere- disse Lina -quindi abbiamo pensato che potrebbe provarlo con te-
-Non reggerebbe se contiene dolore. Ci vuole molta forza di volontà nonché molta forza generale per non crollare e per reggere tutta la sofferenza in una volta-
-Posso farcela- affermò Jude con convinzione. Non glie l'avrebbe data vinta. Voleva far capire di non essere solo un novellino. Voleva rispetto da parte di Caleb.
-Fallo provare- disse solamente Lina, prima di mettere sul tavolo una spilla.
I due ragazzi la presero, e non furono più lì con la mente.

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