Capitolo 2~Nuclear

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Caleb e Jude si davano le spalle, e il castano non riusciva a dormire, come da routine. Non soffriva d'insonnia, ma dalla morte della madre fa solo incubi e ormai si è abituato a non dormire. Non l'avrebbe ammesso ad alta voce, ma aveva paura dei suoi brutti sogni. Si alzò e, senza svegliare il rasta, andò a prendersi un bicchiere di latte.
-Sai che odio il fatto che non dormi- sussurrò qualcuno, abbracciandolo da dietro.
-Sai anche qual'è il motivo, Marty-
-Si, fratellone. Lo so. Ma non ti fa bene restare sveglio-
-Mi fa peggio svegliarmi ogni ora col fiatone e le lacrime che scorrono-
-Lo so che avresti preferito dormire con me, ma...-
-Sai che solo se dormo con te, non li faccio-
-Caleb, non sono io...come dire...la tua ancora, ecco. Non devi fare affidamento su di me. Ci sarò sempre, perché sono tua sorella, ma... Devi accettare ciò che provi-
-Non provo niente per Jude-
-E chi l'ha mai nominato?-
Caleb si era messo all'angolo da solo, e sospirò.
-Tanto è una battaglia persa-
-Non l'hai neanche cominciata. E poi, dai. Sei Caleb Stonewall, tutti capiranno che sei superiore a tutti. Il più forte si nutre del più debole per poter sopravvivere, no? È la legge della giungla, giusto? Tu sei il più forte, puoi farlo tuo-
Si, quella ragazza sapeva decisamente come aiutare Caleb.
-Hai ragione-
-Ovviamente-
-Però dovresti dormire, Marty-
-Resto sveglia con te-
-Non serve, piccoletta-
-Ma voglio-
-È una battaglia persa, mh?-
-Già-
La ragazza ridacchiò, mentre si staccava dal fratello e gli si parava davanti.
-Hai già in mente cosa fare con lui?- chiese Martina, lanciando un'occhiata a Jude.
-Ovvio che no-
-Com'è giusto che sia, eh...-

Caleb prese in braccio Martina, che si era addormentata verso le quattro di notte, e la mise sul letto, accanto a Celia. Tornò anche lui nel suo, ma non diede le spalle a Jude. Il rasta, nel sonno, si era girato e il castano poteva guardarlo. Senza gli occhialini e con i capelli sciolti era ancora più bello. Però non sembrava rilassato, anzi. Sembrava in ansia, quasi spaventato. Forse non sono l'unico a soffrire di incubi... pensò Caleb, indeciso se svegliarlo o meno. Ma decise la prima opzione quando il rasta urlò. Fortunatamente, il loro era un bunker molto attrezzato, dotato di più camere da letto insonorizzate, quindi nessuno venne disturbato. Il rasta, dopo varie chiamate scocciate del castano, scattò a sedere. Era sudato, con il cuore a mille e piangeva. Non lo faceva da quand'era piccolo, e Caleb ne era consapevole. Vederlo piangere gli diede una stretta al cuore, ma si mostrò comunque strafottente.
-Mi terrai sveglio ogni notte, urlando?-
Niente. Il rasta continuava a piangere e tremare, come se fosse traumatizzato.
Vaffanculo l'orgoglio, così non lo voglio vedere si disse il castano, prima di sbuffare. Abbracciò il rasta, che sgranò gli occhi per la sorpresa. Ma non aveva la forza di staccarlo, e probabilmente neanche voleva. Stava meglio tra le sue braccia, e si tranquillizzò dopo poco.
-Che hai sognato?- chiese Caleb.
-Fatti miei...-
-Mi hai svegliato alle quattro di notte per via del tuo incubo e ti ho anche abbracciato per tranquillizzarti. Il minino che puoi fare è raccontarmi il sogno, no? E poi ti farà bene parlarne. Se non lo dici a nessuno starai peggio-
-Perché ti preoccupi per me?-
-Forse te lo dirò, ma non oggi-
Rimasero qualche minuto in silenzio, prima che Jude si decidesse a parlare.
-Prima di ritrovarci in questa faccenda... Prima dell'esplosione atomica... H-Ho incontrato Ray D-Dark e l-lui m-mi ha detto che ha s-sempre a-amato il mio c-corpo a mi h-ha...- raccontò, ma le parole gli morirono in gola.
-Rivivi quel momento, la notte- concluse Caleb, e Jude annuì.
-Rimettiti a dormire-
Il rasta annuì nuovamente, ma dai suoi occhi si capiva che aveva paura all'idea di addormentarsi. Il castano lo capì e gli mise un braccio attorno alle spalle, facendolo stendere, e lo abbracciò. Jude arrossì e fece per chiedergli spiegazioni, ma venne interrotto.
-Anch'io soffro di incubi. Rivedo la morte di mia madre, mentre veniva picchiata da mio padre e io restavo impotente, seguito da mio padre che si spara, pentito delle sue azioni. Di solito riesco a dormire tranquillo solo con mia sorella, che mi abbraccia quasi automaticamente. È come se...ecco...mentenessi il contatto con la realtà se sento che c'è qualcuno. Quindi ora dormi, che se vedo che fai un altro incubo ti sveglio- spiegò alla belle e meglio.
-Anche tu devi dormire- riuscì a dire il rasta, imbarazzato per via della situazione.
-Sono abituato a star sveglio. E poi se dormo, come vedo se fai un incubo o no?-
-Caleb...-
-Dormi, Jude-
Il rasta non disse altro, si lasciò abbracciare. La sua schiena aderiva al petto di Caleb. Si addormentò dopo poco, e per il resto della nottata non fece incubi.

Survived~FudouKidou Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora