Non lo trovava da nessuna parte. Era come scomparso. Jude si chiedeva perché doveva capitare a lui quella sfortuna. Su venticinque alunni, la professoressa ha dovuto scegliere proprio lui per andare a cercare il suo compagno di classe che non si era presentato a lezione nonostante fosse a scuola. E quel compagno era Caleb Stonewall, il ragazzo più indisciplinato di tutto l'Istituto. Perché doveva cercarlo proprio lui? Non glie n'è mai fregato un cazzo di Caleb, si odiavano dannazione! Non potevano mandare Mark, che trova in tutti il buono? O Shawn o Joe, visto che erano i sui migliori amici? No, ovviamente no. Dovevano mandare a lui, il ragazzo che più Caleb odia. Sbuffò rumorosamente, mentre cercava il castano.
Lo trovò sulle scale che portavano al piano superiore. Di lì non passava mai nessuno. Jude si sorprese nel vederlo piangere, chissà che era successo. Caleb era conosciuto per essere un senza cuore, un ragazzo che non piange mai, per niente e nessuno. Dov'era quel Caleb?
-Ehy...- sussurrò Jude avvicinandosi. Il castano sussultò, non aspettandosi che qualcuno passasse di lì.
-Che cazzo ci fai qui?- chiese subito, asciugandosi le lacrime.
-Mi hanno mandato a cercarti, visto che non eri a lezione-
-Bene. Mi hai trovato. Puoi andartene-
Ma Jude non ascoltò. Si sedette accanto a lui, con l'intento di sapere che aveva.
-Perché piangevi?-
-Fatti miei-
-Tenersi tutto dentro fa male-
-Perché dovrei parlarne con te?-
-Perché ora ci sono io-
-Che stupidaggine-
Il rasta continuò a guardare il ragazzo accanto a lui che, dopo attimi di silenzio, parlò.
-Hanno arrestato mio padre. Per violenza su mia madre che ora è morta-
Mentre diceva quelle poche parole, qualche lacrima solitaria gli scendeva piano. Jude lo abbracciò. Non sapeva bene il motivo, ma non gli piaceva vedere il ragazzo così triste, senza il suo solito ghigno e il suo carattere strafottente. Caleb sgranò gli occhi, sorpreso, ma non si ritrasse. Ne aveva bisogno.
Axel non sapeva che fare. Lui e Shawn erano sempre stati buoni amici, come poteva rivelargli di amarlo? E poi, stava sempre con suo fratello Aiden. Non che Axel avesse qualcosa contro di lui, ma sapeva che se avesse rivelato a Shawn i suoi sentimenti e Aiden fosse stato presente, probabilmente sarebbe finito in ospedale. Il rosato era sempre stato abbastanza protettivo nei confronti del gemello. No, non avrebbe mai potuto rivelargli ciò che provava. Preferiva tenere tutto segreto e restare suo amico, che mandare tutto a puttane.
-Terra chiama Ax. Amico, ci sei?- chiese Aiden mentre Shawn gli passava una mano davanti. Il biondo si riprese e annuì, tornando ad ascoltare i due fratelli che parlavano di una nuova tecnica speciale da fare tutti e tre. Vennero rimproverati dalla professoressa poco dopo.
David non era assolutamente tranquillo. Non capiva come Joe non si preoccupasse minimamente. Il loro migliore amico era in giro alla ricerca di uno dei ragazzi più pericolosi e senza cuore della scuola. Non avrebbe retto. Sarebbe crollato a momenti se non avesse visto Jude rientrare in classe in quel momento, seguito da Caleb. Tirò un sospiro di sollievo, quando il rasta si sedette accanto a lui.
-Sei ferito? Lesionato? Ti ha stuprato? Drogato? Iniettato qualcosa? Giuro che lo ammazzo- partì in quarta l'azzurro, ottenendo uno scappellotto da parte di Joe.
-Ma lascialo respirare. Non vedi che sta bene? Sei paranoico e Caleb non farebbe mai cose del genere-
-Lo difendi sempre-
-Perché a differenza tua lo conosco-
-Sisi va bene. Allora Jude?-
-David, sto bene. Sono solo stanco per essermi girato più di mezza scuola-
-Stava sulle scale, quelle dove nessuno va mai, giusto?- chiese Joe.
-Ma... Se lo sapevi potevi anche dirmelo prima che uscissi, così non mi sarei girato l'istituto...-
-Non ci ho badato-
-Quindi stai bene?!-
-David, si. Sto bene-
-Sicuro?-
Un altro scappellotto da Joe.
Mark iniziò a ridere quando vide il turchese gesticolare nel tentativo di spiegargli l'esercizio di matematica. Gli avevano messi in coppia per lavorare durante l'ora di supplenza e, a differenza di Xavier e Jordan, non riuscivano ad andare avanti.
-Mark non è difficile. Si fa il quadrato del primo, più il quadrato del secondo, più il doppio prodotto del primo per il secondo!-
-Il doppio di che?-
Nathan cominciò nuovamente a gesticolare esasperato. Per quanto volesse bene a Mark, non poteva negare che fosse una vera capra a scuola. Poi al turchese venne l'illuminazione.
-Allora, ci sono due palloni da calcio. Il pallone a e il pallone b. Devi fare il pallone a alla seconda, più il pallone b alla seconda più il doppio prodotto dei due palloni insieme. Quindi ti escono due palloni a, più due palloni b più quattro palloni ab-
Mark lo fissò qualche secondo, prima di mettersi a risolvere l'esercizio e, miracolosamente, riuscì a farlo giusto. Nathan, entusiasto, abbracciò il castano esultando, e facendosi sgridare dal professore.
Xavier e Jordan risero quando il loro compagno Nathan venne ripreso. Ma infondo era normale quella gioia. Era riuscito a far capire a Mark i prodotti notevoli, meritava un premio.
-Continuiamo?- gli chiese dolcemente il verde, e Xavier si perse in quegli occhi da cerbiatto. Amava quelle pozze nere.
-Xavy?-
Il rosso si riscosse, nascondendo l'imbarazzo, e annuì. Jordan iniziò a spiegargli il quadrato di trinomio, ma Xavier non ascoltò neanche una parola, troppo preso a contemplare la bellezza del suo amico. Sì, si era innamorato del pistacchietto. E glie l'avrebbe detto. Prima o poi. Forse. In futuro.
-...e ti esce. Hai capito?-
Xavier, sentendo la domanda, annuì sorridendogli. Completò l'esercizio con facilità. Non aveva bisogno di aiuto in matematica, ma faceva finta di sì così che il suo amico lo aiutasse. Si, doveva assolutamente dirgli ciò che provava.
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Survived~FudouKidou
FanfictionSopravvivere. Ecco ciò che dovranno fare. Tre universi paralleli, tre differenti sventure. Riusciranno i nostri amici a sopravvivere a tutte e tre? O qualcuno ci abbandonerà?
