Erano in una casa. Entrambi tra di loro si vedevano, stranamente. Nella stanza entrò un uomo, ed entrambi i ragazzi iniziarono a provare un terrore non loro. Era tremendo, quasi soffocante. Caleb rimase impassibile, Jude invece si vedeva che soffriva. Insieme all'uomo, entrò Dark. Assieme al terrore, si aggiunse una paura non appartenente a quella visione. Era la paura di Jude nel vedere Ray. Caleb pensò che era stato sciocco farlo provare, ora non avrebbe mai capito i veri sentimenti dell'uomo differenziati da quelli di Jude. Odiava quel novellino.
L'uomo venne sbattuto a terra, mentre Dark salì su di lui con la frusta in mano.
-Ora vedrai cosa succede a chi non lavora bene- disse ghignando, prima di iniziare a frustare sul culo il povero a quanto pare impiegato. Lo spogliò e gli infilò lo strumento di tortura dentro, frustandolo all'interno. I due ragazzi poterono sentire tutto il dolore, la disperazione dell'uomo. Erano rari i casi in cui il dolore fisico era così forte da farlo sentire anche agli empatici, e fortunatamente quello non era il caso. Ma Caleb si chiese quanto dolore stesse sentendo quell'uomo. Avrebbe voluto sentirlo, capirlo. Gli accadeva spesso di pensare a certe cose durante l'empatia, e ci pensava anche dopo. A distrarlo fu un singhiozzo al di fuori della scena. Era di Jude. Stava male, molto. Non riusciva a sopportare l'empatia. Si vedeva. Era ovvio, non era allenato. Non era come lui. Caleb fece una smorfia. Jude in quella situazione era inutile. Alla fine decise di bloccare il collegamento empatico.
Caleb era di nuovo davanti a Lina, la spilla ancora sul tavolo. Jude aveva ancora la mano su di essa e tremava come una foglia. Il capo lo stava guardando preoccupata. Il castano prese il polso del rasta e lo strattonò, così da liberarlo dal legame empatico. Non appena si fu staccato, però, Jude cadde a terra in ginocchio, senza smettere di tremare.
-Io l'avevo detto. Non si impara ad avere un legame così, provando a random. Il ricordo era troppo forte, questa spilla doveva essere molto importante per il proprietario- sbottò Caleb, guardando Lina.
-Dovrai insegnargli ad usarlo, allora. Adesso però è meglio portarlo in camera e tranquillizzarlo... Chiamo qualcuno che lo porti nella vostra stanza- disse la giovane donna, non nascondendo la preoccupazione per il minore.
-Non serve. Lo porto io, il novellino- disse irritato Caleb, prendendo Jude in braccio a mo di sposa. Il rasta si accoccolò istintivamente al suo petto, tremando. Lina annuì solamente, e il castano uscì portando il minore nella loro stanza.
Caleb chiuse la porta a chiave e lasciò Jude sul letto.
-Sei un inutile idiota. Sapevo che non dovevi instaurare il legame- sbuffò.
-S-S-Scusa...- riuscì a mormorare Jude, senza smettere di tremare e di trattenere le lacrime. Non sapeva neanche per cosa si scusasse. Ma un Caleb incazzato, in quel momento, era l'ultima cosa di cui aveva bisogno.
Dopo attimi di silenzio, il castano levò a Jude gli occhialini instaurando, senza volerlo, un collegamento.
Caleb non sapeva perché l'empatia si fosse attivata. Quando accadeva, significava che il suo istinto cercava di dirgli qualcosa. Ora si trovava in una stanza, la stanza di un ragazzo. Dentro entrò Dark, che si avvicinò ad un ragazzino di più o meno 3 anni in meno di lui. Il ragazzino aveva i capelli rasta legati in una coda e un paio di occhialini.
-Jude, mia piccola creatura. Oggi passiamo a un allenamento... Diverso-
-Che cosa faremo, comandante?- domandò il giovane Jude. In risposta, l'uomo gli levò gli occhialini e lo spinse sul letto. Il rasta, da impassibile com'era, divenne terrorizzato capendo le intenzioni dell'altro che, intanto, lo aveva spogliato. Dark si levò ogni indumento, facendo rabbrividire Caleb. Il castano sentiva tutta la paura, il terrore di Jude. E riuscì anche a sentire il dolore fisico che provò quando Dark entrò in lui di scatto, senza prepararlo o altro, con una cattiveria assurda. Ma, oltre ai sentimenti di Jude, ce n'erano altri. E non erano dell'uomo. Erano di Caleb stesso. Rabbia, odio. Uno strano senso di protezione nei confronti di Jude. Gelosia. No, il castano non resistette più. Interruppe bruscamente il contatto.
Caleb lasciò cadere gli occhialini interrompendo il legame empatico. Jude non sembrava essersene accorto. Stava ancora molto male. Molto. Probabilmente vedere quelle scene gli aveva ricordato il suo stupro.
Il castano sospirò, mentre si sedeva accanto lui abbracciandolo. Jude non disse niente, lo strinse subito accoccolandosi a lui. Le sue braccia lo facevano sentire dannatamente protetto e non sapeva il perché. Ma, in quel momento, non se lo chiese neanche. Caleb gli sciolse la coda ed iniziò ad accarezzargli i capelli, facendolo rilassare. Il rasta, privo di occhialini, potè far scendere finalmente le lacrime trattenute, scoppiando in un pianto liberatorio. Nascose il volto nell'incavo del suo collo, lasciandosi coccolare. Restarono così una ventina di minuti, poi Jude si addormentò tra le braccia dell'esperta spia apparentemente senza cuore.
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Survived~FudouKidou
FanficSopravvivere. Ecco ciò che dovranno fare. Tre universi paralleli, tre differenti sventure. Riusciranno i nostri amici a sopravvivere a tutte e tre? O qualcuno ci abbandonerà?
