ALESSIA'S POV
Bzzzt. Bzzt. Sentivo uno strano ronzio. Avevo gli occhi chiusi e sinceramente non riuscivo
ad aprirli. La testa mi scoppiava e mi sembrava di essere stata risucchiata in un buco nero. Dove cazzo mi trovavo? L'odore del disinfettante mi bruciava le narici. Aiuto, pensai. Sono morta.
Una voce delicata, lieve, chiamava il mio nome. Una voce che conoscevo bene ma allo stesso tempo mi chiedevo di chi fosse. Dovevo vedere. Feci uno sforzo sovrumano e tentai di
aprire gli occhi una, due, tre volte. Niente. Era forse la voce di un angelo? Sì...doveva per forza essere un angelo. Mi rilassai e riprovai ad aprire gli occhi.
Un fascio di luce accecante mi colpì e dovetti sbattere le palpebre un sacco di volte prima di poter mettere a fuoco qualcosa. La prima cosa
che vidi fu il viso di un ragazzo bellissimo, era lui il padrone di quella voce. Gli sorrisi timidamente. Chi era? Forse un infermiere? Ebbi paura ad un tratto. Cercai nella mia memoria qualsiasi cosa, qualsiasi ricordo che mi potesse servire a ricostruire il motivo per cui mi trovavo in un letto di
ospedale. Ma appena mi sforzavo la testa mi faceva male e sentivo il bisogno di richiudere gli occhi. Decisi di riposarmi ancora un po' e piombai in un sonno profondo e sordo.
KELLIN POV
Alessia era in coma ormai da una settimana. Ero triste ed arrabbiato perche' proprio mentre
stavamo per riabbracciarci, mentre la nostra storia stava per decollare davvero, quell'incidente aveva di nuovo infranto i miei sogni. Mi misi una mano tra i capelli. Ero sporco e spettinato ma non volevo arrendermi e la chiamavo piano, di continuo. Era il pomeriggio del settimo giorno quando vidi finalmente le sue palpebre muoversi, prima piano, poi piu' velocemente. IL mio cuore saltò un battito. Alessia aprí gli occhi, dapprima abbagliata dalla luce della stanza, e subito dopo mi
accorsi che mi mise a fuoco e mi fece un debole sorriso per poi richiudere subito gli occhi.
Lacrime salate e calde mi scendevano lungo le guance, quando pensavo di aver ormai finito tutte le lacrime mi accorsi che avevo ancora la forza di piangere. IL mio ottimismo per un
attimo mi abbandonò e mi chiesi se lei sarebbe stata di nuovo mia, un giorno. Le accarezzai i capelli tinti di blu e le baciai la fronte, disperato.
ALESSIA'S POV
Stavo volando. Sì, era un sogno. Volavo sopra al mio letto, vedendo una me stessa sdraiata e sul mio corpo vedevo piangere un ragazzo moro. Era lui, l'angelo, probabilmente. Volevo
vederne meglio il viso e cercai di "perdere quota", tutti i miei sensi amplificati mentre percepivo i suoi singhiozzi. Per essere un sogno era molto realistico. Per la seconda
volta temetti di essere morta ma il BIP del mio battito cardiaco a video mi convinse del contrario. L'angelo si asciugo' gli occhi con un fazzoletto e in quel momento vidi i suoi occhi azzurri come il mare, pieni di disperazione per me. Le sue labbra tremarono leggermente mentre bisbigliava di amarmi, tra un singhiozzo e l'altro. I suoi tatuaggi davano colore a quella stanza ormai buia. Era notte fonda, intuii. Dovevo ricordare a tutti i costi chi era quel ragazzo. Gli fissai gli occhi nuovamente e di colpo fui proiettata in un'altro mondo, in un'altra realtà, di cui ero silenziosa spettatrice, e ricordai immediatamente.
"Kellin, la colazione è pronta!" vidi una me stessa in forze, con capelli di un blu
intenso, chiamare qualcuno. Eccolo, Kellin. IL ragazzo corse verso la "me" del passato e mi diede un bacio veloce. "Muoviamoci a fare colazione,
ho una sorpresa per te!" disse. Anuii e dopo un caffè veloce mi vidi vestirmi e correre in giardino con lui. Un altro flash, e mi trovavo in riva a un fiume. Ero a Londra sicuramente, riconobbi il canale di Camden. Io e Kellin eravamo seduti sull'erba e lui estrasse una scatolina dalla tasca. "Alessia, ho una cosa per te. Ti amo così tanto che
non ho potuto aspettare"... Mi vidi sorridere ma avevo anche un'ombra nello sguardo mentre aprivo la scatolina ed estraevo un anello con tre enormi diamanti, restando senza parole.
Un altro flash e mi ritrovai nella stanza di ospedale, Kellin ora dormiva. Mille altri ricordi tornarono di colpo, come sogni, uno dopo l'altro. Dovevo svegliarmi al piu' presto e dirgli il motivo per cui ero volata da lui in America. Perche' mi trovavo in America, vero?
IL GIORNO SEGUENTE
Mi svegliai di colpo, quel peso sugli occhi era sparito, dissolto dopo il mio fin troppo realistico sogno. Su una sedia di fianco al mio letto Kellin dormiva, ronfando sommessamente. Quanto era bello, anche così stanco e spettinato. "Kellin" chiamai, la mia voce uscì rauca ma abbastanza forte da svegliarlo. Fece letteralmente un salto sulla sedia, per poi precipitarsi da me, piangendo e ridendo insieme. Ci abbracciammo in silenzio, per mezz'ora , respirai il suo profumo e mi sentii viva di nuovo, pronta a ricominciare.
La mia ripresa fu veloce, e dopo una settimana mi dimisero. Uscii dall'ospedale sulle mie gambe: ero stata miracolata. IO e Kellin tornammo in Inghilterra e appena posai le valigie nel mio vecchio appartamento mi sentii di nuovo a casa.
Avevo tante cose da dirgli, che in quella settimana mi ero tenuta per me. Dovevo dirgli che lo amavo davvero, ma che avevo dormito con Oli la notte prima di volare in America da lui.
Kellin, dal canto suo, era felice ma taciturno..come se custodisse un segreto...
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CAN YOU FEEL MY HEART?
FanfictionPer Alessia,fotografa musicale, potrebbe essere la svolta per la sua carriera: sta per incontrare i BMTH per un set fotografico. E' preoccupata per questo grande lavoro ma... non sa che questo incontro le cambiera'la vita per sempre anche in altri s...
