scopro che Grover è una rockstar

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Eravamo tutti pronti mancava solo Era.
- dov'è Era?- domandai a mio padre
- da quando quel ragno ha accennato a Zeus beh è impazzita. Se hai notato Zeus è l' unico a no essere con noi e noi siamo bloccati in forma mortale....-
- qualcuno dovrebbe andare a controllare...- intervenne Dionisio
- vado io- affermò Ade alzandosi.
Demetra lo fermò- non si tratta della regina degli dei in questo momento, stai parlando di nostra sorella... Non fare cavolate.-
- conosco bene Era... E mi dispiace ma le cavolate sono il mio forte - sorrise lui.
Ade scese.
- questa non me la voglio perdere- rise Ermes.
Nessuno di noi voleva perciò seguimmo Ade.
Ci accostammo alla porta per seguire tutta la manovra.
Ade entrò con passo fermo, si sedette e le mise un telo sulle spalle.
La regina degli dei era in preda ad una crisi di singhiozzi.
Non disse niente e per un momento tutti pensammo che Ade non avesse un buon piano.
Poi però Era alzò lo sguardo sul fratello - sai ho sempre detestato come mio marito si comportasse ma...ora ho paura.-
Ade rise - non posso dire di adorare mio fratello alla follia ma in effetti mi mancano le sue urla contro di noi: come quella volta che Poseidone ha lasciato il rubinetto aperto in bagno e quando Zeus aprì la porta si ritrovò zuppo, ti ricordi come si arrabbiò?-
Era riuscì a sorridere - o quella volta che ha beccato Artemide e Apollo che utilizzavano la cucina come campo per il tiro con l' arco.-
Ade rise e anche vicino a me scappò qualche risolino.
- ehi ricordi quando per rabbia ci aveva rinchiuso a me, a te, a Poseidone e a Demetra in una stanza senza niente da fare perché Afrodite aveva dato una festa? - fece Ade
Era ci pensò su - perché in effetti ha punito noi?-
- non te lo ricordi?- si alzò e mise l' indice verso l'alto imitando la voce e la postura del fratello - voi siete i responsabili dell'Olimpo quando non ci sono... E ... Cos' altro ha detto?... Ah sì... Sappiate che non tollero comportamenti del genere.-
Era rise si alzò piano e abbracciò Ade.
Per un momento pensai che il dio dei morti avrebbe rovinato tutto scansando con imbarazzo la dea invece lui ricambiò la stretta.
Lei allora lo guardò- non è che per caso ti sei fumato qualcosa? Perché è la prima volta che ti abbraccio-
Ade rise - non ci fare l'abitudine sorellina mi basterà uscire da questa stanza e sentire una delle battute di Apollo per tornare il dio dei morti...-
- si scusate tanto ma avremmo fretta!- intervenne Leo
- giusto Groovi ha bisogno di noi!- confermò Dioniso
Tutti alzarono gli occhi al cielo.
Io qualche giorno fa avrei fatto altrettanto ma ora sapevo come era veramente il direttore del mio campo.
Scendemmo dalla nave e Clarisse diede voce hai nostri pensieri con una parolaccia americana.
- Ares di qualcosa a tua figlia...- si lamentò Atena
Ares la guardò - hai ragione. Clarisse non si dice così si dice così...- e ripeté la stessa parolaccia in greco antico.
Demetra fece un verso terribile
- sei fortunato che Zeus non sia qui - lo schermi' Ermes - ti farebbe lavare la bocca col sapone!-
Io non ascoltavo più.
Il mio campo, la mia casa distrutta.
Cominciai a correre verso l' ultimo posto in cui ero stato: la sala centrale.
I manifesti del compleanno di Annabeth erano  rovinati i regali sparpagliati a terra.
Raccolsi un paio di regali e di striscioni rimettendoli al proprio posto.
Annabeth e il signor D furono i primi a raggiungermi.
- io li ammazzo...- sibilai arrabbiato.
- sta tranquillo era solo una festa...- mi calmò Annabeth.
Talia e Piper arrivarono con Nico che le seguiva.
Talia si guardò intorno con le lacrime agli occhi poi vide un pacchetto hai suoi piedi.
- e questo?- domandò Artemide arrivando dietro di lei.
- sarà uno dei regali di Annabeth.- mormorai.
Apollo prese in mano il pacchetto.
- Percy?...- sussurrò - questo non è per Annabeth...-
Mi girai verso di lui che mi consegnò il pacco - è per te...-
Vidi arrivare mio padre sorretto da Atena, Ade ed Era, Efesto ed Ermes, Demetra e Afrodite tutti con un'espressione confusa.
Clarisse ebbe la mia stessa voglia di uccidere qualcuno.
Guardavo il pacchetto .
Cominciai a scartarlo e dentro c'è era una lettera di...
- Medusa...- borbottai - caro Percy non so dove ti sei cacciato ma sappi che noi abbiamo una cosa che ti interessa quindi se sei veramente una persona di cuore lo verrai a salvare, anche se lui continua a borbottare che verrai io penso che sei troppo codardo.-
Cominciai ad avvampare - io sono il codardo? Sono io che mi faccio scudo con qualcuno di innocente?- gridai tirando fuori Vortice - sono io che ho spodestato gli dei e imprigionato Zeus? Sono io eh?-
Se non fosse stato per Clarisse che mi trattenne mi sarei scagliata contro il bosco.
- continua a leggere Percy...- mi incito'mio padre.
Ma poi il signor D borbottò- questo...- si chinò a raccogliere un braccialetto - è di Juniper... Le hanno fatto qualcosa?- Dioniso tirò fuori una bottiglia che quando levò il tappo di trasformò in una spada.
- Dioniso...- fece Era sconsolata- se l'hanno presa...- provò a continuare Ade.
- no...- la voce del direttore era ferma ma le sue gambe tremavano - Percy tu hai visto cosa è successo Juniper è qui... Vero?-
Annuii non per farlo felice ma perché era vero.
- i satiri e Juniper sono qui da qualche parte - fece Demetra poi si accigliò - forse ho un'idea... Percy il punto in cui c'era Juniper nella tua visione...-
Le indicai un punto al limitare del bosco
Demetra si mise lì e poggiò le mani a terra.
- Demetra non abbiamo più i nostri poteri almeno non tutti e se non ci riesci?- domandò Ade.
Ma lei era così concentrata che non lo degnò di uno sguardo.
- Demetra...- la chiamò Afrodite.
Improvvisamente dalle mani della dea scaturì una luce verde che illuminò molte impronte alcune delle quali erano molto più luminose.
- ce l'hai fatta!- esultò Ermes.
Demetra aveva la fronte imperlata di sudore e le gambe molli.
Corsi a sorreggerla - sei stata eccezionale!-
- lo pensi davvero?- mi sorrise caldamente lei.
Annuii
Mentre aiutavo la dea a rialzarsi sentii Atena che sbuffava - Dioniso!-
Mi voltai : il dio era partito alla carica delle impronte e le seguiva senza esitazione.
- signor D aspetti!- urlò Clarisse
Gli corremmo tutti appresso lo chiamavo ma lui non si girava.
Dopo un po'lo raggiungemmo
- ma come fa a correre così veloce?- ansimo' Ermes piegato in due dallo sforzo.
Era si era buttata a terra - io non riesco più a muovere un muscolo.-
Nico anche era a terra vicino a me.
Sentii un rumore e mi girai verso di lui che annuì.
- ragazzi...- provai a dire ma gli dei avevano ricominciato a litigare.
Ares e Apollo minacciavano di darsele di santa ragione ma Clarisse stava in mezzo e bloccava i due ragazzi, Afrodite si era levata i tacchi e giocava a c'entra Efesto con il tacco che ti ha rotto, per fortuna Talia si metteva in mezzo con l' egida e lo difendeva mentre Leo distraeva la dea dell'amore, Ade Demetra ed Era litigavamo tra loro.
Mio padre cercava di rincuorare Dioniso che con aria triste scrutava il braccialetto della ninfa, Atena litigava con Ermes e Artemide che desideravano entrambi di stare da un'altra parte.
- silenzio!!- urlai
Tutti si bloccarono scrutai ogni singolo volto  - Chirone diceva che gli dei sanno tutto che sono divini, beh io di divino in voi non vedo proprio niente , e mi chiedo come fate a governare una civiltà così grande e in continuo cambiamento se non riuscite a mettervi d'accordo nemmeno su chi deve fare per primo la pipì. E... - mi guardai in torno accorgendomi dell'assenza dei miei compagni - dove sono Annabeth, Leo e Piper ?-
Gli dei si girarono a controllare l' assenza dei ragazzi.
Atena emise un verso strozzato - è successo...-
Poseidone scosse la testa - lui è qui...-
Improvvisamente mi salì la rabbia - esatto io sono qui quindi volete parlare di qualunque cosa mi riguardi?-
- percy...-  mi chiamò Annabeth
Mi voltai.
Lei Piper e Leo si erano avvicinati ad un muro e il figlio di Efesto aveva tirato fuori uno strano marchingegno.
- hai un megafono nella mano...- commentai
- abbiamo trovato Juniper - sorrise Piper.
Non mossi neanche un passo che il megafono di Leo si accese e una voce da ragazza gridò- no lui è vivo possibile che siate così cocciuti da non crederci!?-
- Juniper...- sussurrò Dioniso con le lacrime agli occhi.
Ares tirò fuori un fazzoletto rosso.
- utilissimo... Per soffiarsi il naso...- commentò Ermes sbuffando.
- parli sempre troppo dio dei ladri...- mormorò Ares cominciando a far girare il fazzoletto sul dito.
- Percy...- fece Leo - Juniper non sta bene...-
Mi avvicinai e lui mi passò l' apparecchio
- Juniper piantala - urlò la voce di un satiro - Grover non tornerà e non puoi negarlo lo sai anche tu...-
Non finì la frase perché la ninfa riprese a urlare tra i singhiozzi - no basta! È vivo io lo so e... E tornerà da me...-
Un' altra ninfa sbuffò- seriamente? Ci abbandona così su due piedi e prima di andarsene ti spinge via. Hai ragione tornerà e probabilmente starà dalla parte del nemico o con un'altra ragazza. Aprì gli occhi Juniper è spacciato.-
- siete degli ingrati!!- urlò la mia amica piangendo - Grover è sempre stato al vostro fianco!! Ci ha salvato innumerevoli volte e alla prima occasione... Voi sareste disposti a ricordarlo come un... Un reietto, un combinaguai come se lui vi avesse causato tutti i problemi che abbiamo avuto.-
- sei tu che non capisci ! Grover è un reietto è un combinaguai ed è lui ad aver combinato tutto questo. È un codardo!!- strillò un satiro.
- basta!- urlai
Un onda si alzò dalle mie spalle e abbatté il muro.
Mi girai verso mio padre sperando che fosse stato lui ma i miei amici guardavano me.
- e no così non va potevi anche avvisarmi!!- urlò Leo che ora era completamente zuppo
- Percy!!- gridò Juniper alle mie spalle
La ninfa mi corse incontro a mi abbracciò.
- percy non puoi capire...- singhiozzò
- tranquilla so già tutto...- le sussurrai - lui è vivo...-
- smettila di darle false speranze!- sibilo'una ninfa era vestita di blu ed aveva gli occhi dello stesso colore di una tempesta.
- non essere scortese Gwen ! - la zittì il signor D
Scorgendo il direttore in mezzo alla folla i satiri e le ninfe si inchinarono.
- signor D!!- esclamò Juniper entusiasta.
Lui sospirò di sollievo - lieto che tu stia bene mia cara...- le sorrise caldamente
- Juniper Grover sta veramente bene... Cioè più meno è in pericolo ma è vivo.- si intromise Annabeth.
- a proposito non eravamo venuti qui per salvare il satiro?- domandò Afrodite
Ares continuava a giocare con il fazzoletto e io continuavo a pensare fosse una cosa inutile ma annuii alla domanda di Afrodite
- Juniper - sorrise tranquillamente Talia - dov'è stato portato Grover?-
- lui...- cominciò la ragazza
- Atena che stai facendo?- urlarono Ade ed Era all'unisono
La dea aveva gli occhi vitrei e guardava dritta di fronte a se
- Atena?- la chiamai - ci sei?-
Mio padre la scosse - riprenditi non lasciarle il controllo -
La dea guardò il mare e sussurrò- vedo che il mare è cambiato così tanto - non era la sua voce: era innaturale.
- Atena?- domandò Ade incerto.
Lei si girò - ti piacerebbe...-
Mio padre diventò rosso e prese la dea per le spalle - esci da lì hai capito? Lasciala in pace!!!-
Atena sbatté gli occhi che tornarono del colore naturale.
- mamma stai bene?- domandò Annabeth preoccupata.
La dea guardò Poseidone - è ancora lì... Perché è ancora lì?- batté le mani sul petto di mio padre che gliele fermò - sta calma ne parliamo dopo.-
Lei annuì.
Juniper intervenne - il figlio di Pasifae ha portato Grover nel bosco... Lo andrai a riprendere?-
Mi ripresi solo dopo un po'- eh? Ah sì tranquilla Juniper lo ritroveremo.-
- ciurma nel bosco!!- urlò Apollo
Artemide gli mollò un pugno sul braccio- grazie capitan ovvio.-
E mentre Apollo borbottava che Artemide aveva un pugno di ferro entrammo nel bosco.
Camminavamo da un quarto d'ora quando Annabeth mi si avvicinò- Percy è normale che i nostri genitori stiano così vicini?- mi domandò preoccupata
Controllato alle nostre spalle: i nostri genitori camminavano fianco a fianco.
- in effetti è preoccupante...- borbottai
- la cosa più preoccupante - intervenne Nico avvicinandosi - è quello che è successo a tua madre...-
- infatti - intervenne Talia - ma la cosa ancora più strana è che Poseidone sembra saperne qualcosa-
Leo si avvicinò- voi sapete niente?- domandò
Scossi la testa e Annabeth fece altrettanto
Clarisse intervenne - la cosa più strana secondo me è che sembrava una della trance in cui entra Rachel quando sta per pronunciare Delle profezie...-
- di che parlate?- domandò Ade comparendo alle nostre spalle
- niente!- esclamammo tutti insieme
Demetra alzò gli occhi al cielo - così diventate solo più sospetti...-
Stava per aggiungere qualcos'altro ma non finì mai la frase perché sentimmo l' urlò di un ragazzo dall'altra parte del bosco.
- lasciami andare!!- si sentì
- Grover...- mormorai
- so camminare da solo...- si lamentò il mio amico.
- Grover!!- urlai e partii velocissimo.
Sentivo gli altri corremi dietro ma sinceramente pensavo solo una cosa " sto arrivando Grover!"
Dopo che il mio primo tentativo di chiamarlo telepaticamente aveva fallito imagginatevi la mia sorpresa quando sentii la voce di Grover rispondermi " Percy no! ... Trappola... Sono..."
Il segnale era criptato e non lo sentivo bene quindi continuai a correre.
Arrivai al centro del bosco dove c'era uno spiazzo e se non fosse stato che Annabeth mi aveva afferrato sarei saltato dentro.
- shh- mi sussurrò
Vidi arrivare il gruppo alle nostre spalle: Ermes si arrampicò su un albero mentre tutti gli altri si nascosero dietro i cespugli.
- mi fanno male gli zoccoli- si lamentò il mio amico
Vidi arrivare una strana combriccola : le tre Gorgoni, il minotauro e Chione.
E con le mani legate dietro di loro c'era Grover.
- smettila satiro o ti mangio in un boccone...- urlò Medusa
Il minotauro però emise un suono con la gola.
- ti avevo detto di dormire ma tu no io sono io minotauro so resistere!- sbuffò Chione - e va bene facciamo una pausa...-
Il minotauro lego' Grover ad un albero e poi gli mollò un calcio nello stomaco
Il mio amico sibilo' dal dolore.
Stavo per intervenire ma Annabeth mi trattenne " giù" mi mimo' con le labbra
- beh satiro spero sarai contento ora perderemo tempo- sibilo'Euriale
Io mio amico era pieno di lividi ma sorrise - mi dispiace sua maestà non mi permetterei mai...-
Euriale sbuffò stizzita - ma perché non lo mangiamo?- si girò verso Medusa
La sorella alzò gli occhi al cielo - te l'ho già detto lui è qui perché il nostro padrone lo vuole...-
Il mio amico a quel punto urlò- non penserai mica che tradirò i miei amici per servire te e le tue sorelle ...-
Steno rise - i tuoi amici? Quali amici?-
Chione allora anche si unì alla risata - ah intende gli amici che lo hanno abbondonato, quelli che non lo hanno avvisato del pericolo-
Medusa intervenne - quelli che si sono dimenticati che giorno è oggi o sbaglio Grover?-
Il mio amico trasalì - taci strega tu non sai niente di me...-
- ma di cosa parla?- bisbigliai a Talia che lo conosceva da tanto.
- non lo so...- scosse la testa Talia.
Medusa rise - io so tutto di te...-
La Gorgone tirò fuori un pendolo.
Grover trasalì- dove lo hai preso?- urlò
- non è importante ma sai cos'è o meglio chi è...- sibilo' Steno
- io non so fare niente a cosa vi servo?- fece Grover le lacrime agli occhi
Non resistetti e sbucai fuori.
- lascialo Madusa!- le urlai contro.
- oh bene addio sorpresa- borbottò Ade uscendo dal cespuglio insieme a  Demetra e Dioniso.
- che cavoli ma sto Jackson è sempre in mezzo?- si lamentò Steno.
- Perseus vattene- sorrise gelidamente Medusa - potevi non lasciare il satiro qui e ora io l'ho in pugno.-
Tirò fuori il ciondolo.
- slegalo - ordinò al minotauro.
Il mio amico si alzò
- attacca o il ciondolo finisce in frantumi...- sibilo'Euriale
- Grover... - gli mormorai
Il mio amico avanzò incerto, si girò: Medusa teneva il ciondolo in mano, lo strinse e quello si incrinò.
Il mio amico tirò fuori la spada.
Fece un passo ma poi i nostri sguardi si incontrarono e lui si buttò a terra
- non mi puoi chiedere questo... Farò qualunque cosa ti prego.- singhiozzò
Ma Medusa rise - Chione ti va di giocare a palla?-
Lanciò il piccolo gingillo.
Poco prima che cadesse a terra la principessa lo prese
- beh Grover non so se con Steno sarà altrettanto fortunata...- sorrise Chione
Il mio amico si rialzò la spada in mano e le lacrime agli occhi - Percy aiuto - sussurrò
Poi scattò in avanti mettendo fuori combattimento Talia.
- Grover fermo!- urlò Dioniso
- no continua...- rise Medusa.
Il mio amico mi fece lo sgambetto la mia spada finì lontano e mi puntò la spada al petto
Vidi gli altri puntare le loro armi sul mio amico.
- no fermi! Grover ti prego siamo amici...- lo guardai negli occhi.
Lui a quel punto mollò la spada e si rimise a terra in ginocchio.
- oh povero il mio satiro... - la principessa cominciò a far passare il ciondolo da una mano all' altra.
Mi alzai, recuperai la spada e mi affiancai ad Annabeth- lasciatelo in pace!- urlai
Mio padre e Atena arrivarono al mio fianco.
Apollo aveva aiutato Talia a rialzarsi e insieme a loro tutti gli dei e i miei amici si schierarono con noi.
Attaccai Chione ma lei schivò il mio affondo facilmente.
Medusa provò ad attaccarmi alle spalle ma mio padre la respinse aiutato da Atena e Annabeth.
Con la coda dell'occhio vidi steno ed Euriale che provavano a difendersi da Ade, Nico, Apollo e Artemide, mentre gli altri erano impegnati con il Minotauro.
Sferrai un altro affondo a Chione e l'avrei colpita se non fosse che...
- ho camminato in mezzo hai guai...- cantò una voce
La battaglia si fermò, mi girai : Grover era in ginocchio e guardava il terreno si era messo a cantare
Il mio amico si alzò - solo per trovarti,  quando il vento alle mie spalle...-
- mi ha tirato verso te...- rispose una voce da donna
Il ciondolo nella mano di Chione aveva preso a brillare.
- Grover - lo chiamai
Lui sorrise guardando l' oggetto - e in un attimo niente a più importanza...-
Il ciondolo brillò così forte che Chione me lo lanciò
Io lo afferrai e a quel punto dal ciondolo uscì una specie di genio della lampada solo che era una bellissima donna che riprese a cantare - io con te...-
Grover fece un passo avanti - tu con me...-
Erano faccia a faccia - e per sempre insieme starem- conclusero insieme.
Grover aveva le lacrime agli occhi.
Ero così commosso da quella scena che mi accorsi troppo tardi che Medusa aveva recuperato il ciondolo.
- no!- urlai ma lei aveva già richiuso il ciondolo
La donna era sparita
- come puoi vedere è lei. ci rincontreremo Grover devi scegliere da che parte stare...-
Il gruppo di mostri sparì
Grover si mise a correre - no ridammela!-
Lo raggiunsi e lo abbracciai.
Lui ricambiò la stretta - devo salvarla mi manca troppo...-
Dioniso a quel punto intervenne - era lei? Avevano detto che era morta...-
Grover singhiozzò
- non capisco...- borbottò Afrodite - chi era quella donna?-
- era mia madre!- singhiozzò Grover
Calo' il silenzio.

percy jackson Il Figlio Di CronoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora