Quest'opera contiene tutti i libri della serie «Angeli e Demoni»:
• la mezzosangue: concluso
• nell'ombra: concluso
• il primo uomo: concluso
*~*
Non è mai esistito mondo, prima del Nuovo Mondo, il Loro.
Una Terra unita, in cui non esistono stati...
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Tutto è iniziato con un letto in più.
Ricordo di essermi svegliata e di aver scostato le coperte, avvertendo subito il forte mal di testa pulsarmi nelle tempie, segno che, la sera prima, era successo di nuovo.
Mi avevano drogato il cibo, nascondendo polvere di maggiorana nel pane e nella carne, camuffando il sapore con forti spezie: lo facevano spesso, soprattutto al martedì e al mercoledì, quando mi portavano il cambio delle lenzuola, o quando avevo bisogno di una visita medica.
Quel giorno, però, era un sabato, e, nella mia stanza, c'era un letto in più.
Lo osservavo come si osserva un cane rabbioso all'angolo: qualcosa di cui, probabilmente, puoi avere il controllo, ma che può sempre riservarti tristi sorprese.
Le loro, sicuramente, non sono mai state troppo felici.
"Non dovremo tenerla qui: non sappiamo nemmeno che cos'è." "Chi è, non sappiamo chi è."
La porta si aprì in un cigolio stridulo, un effetto collaterale del disinteresse degli Angeli nei miei confronti, e quel semplice suono bastò per far battere il mio cuore a mille, quasi potesse esplodermi nel petto.
Quella era la prima volta in sedici anni che sentivo uno spiffero d'aria fresca sulla mia pelle, la prima volta che vedevo quella porta aperta, la prima in cui vedevo un volto che non fosse il mio.
Il suo è stato il primo.
Non poteva avere troppi anni in più di me, il suo volto era ancora liscio e lucido sulle gote, e teneva le spalle alte, quasi avesse un peso a gravargli sulla schiena longilinea, difficoltosamente fasciata dal tessuto morbido del maglione bianco.
I capelli neri erano lisci e portarti sulla fronte perlacea, volutamente spettinati, mentre gli occhi, di un feroce color vermiglio, bruciavano a confronto della dolce delicatezza dei tratti del suo volto.
Sarebbe potuto sembrare un bambino troppo cresciuto, ma l'Inferno bruciava nel suo sguardo.
Guardarlo mi faceva male.
"Quindi?" Chiese, semplicemente, e il suo tono suonò come una presa in giro, o, almeno, così mi parve, perché mai, prima d'ora, avevo provato sulla mia pelle il suono di una derisione.
Nei libri sembrava tutto così diverso, così fievole, mentre lui era così reale.
Era davanti a me e non potevo ignorarlo come un capitolo noioso.
"Davvero molto loquace." Fece una smorfia infastidita, continuando a girarsi intorno, scrutando con i suoi occhi brillanti il mobilio con cui gli angeli avevano arredato la mia stanza.
Studiò il mio armadio in legno, notando ancor prima che lo facessi io che abiti maschili erano stati riposti sul lato destro, e poi lanciò uno sguardo all'unica altra stanza presente – il bagno -, appena diviso dal resto da una sottile porta di legno.