Quest'opera contiene tutti i libri della serie «Angeli e Demoni»:
• la mezzosangue: concluso
• nell'ombra: concluso
• il primo uomo: concluso
*~*
Non è mai esistito mondo, prima del Nuovo Mondo, il Loro.
Una Terra unita, in cui non esistono stati...
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Mi ero imposta di ignorarlo.
Non lo avrei ascoltato, non lo avrei osservato e, soprattutto, non gli avrei rivolto la parola – per quanto questa restasse una grande impresa, visto il notevole ingegno che il Demone impiegava nell'infastidirmi.
Sembrava quasi che non riuscisse a fare null'altro se non specchiarsi e pensare a nuovi metodi per mettere a dura prova i miei nervi: lo divertiva, lo emozionava, ed io stavo esaurendo le mie difese.
E come avrebbe potuto essere il contrario? Non si può scappare dai proprio pensieri, così come da quella stanza.
"Il tuo nome è sinceramente ridicolo," disse, ad un tratto, distruggendo la calda quiete che, finalmente, si era andata a creare dopo interminabili ore di truci e graffianti considerazioni su come avevo mantenuto la mia cella e disposto l'arredamento.
Secondo Christopher, nemmeno all'Inferno si sarebbe potuto trovare un tale disordine e un numero così elevato di stupidi ninnoli, e che questo era indice di una mente tanto frivola quanto confusionaria.
Quando lo disse, feci finta di nulla, ma, in realtà, ci rimasi male, perché sapevo che aveva ragione: la mia mente era come un armadio senza ante in cui continuavo ad ammassare conoscenze libere, slegate, incapace di capire quale fosse il giusto ripiano su cui porle.
Ero un disastro, e tutto di me lo tradiva.
"Ehi, mezzosangue." Una pallina di carta colpì il mio petto, ricadendo distrattamente sulle pagine aperte del mio libro di storia del Nuovo Mondo. "Sto parlando con te."
Sospirai, stringendo con più audacia le gambe al mio petto prima di scuotere il libro, lasciando così cadere a terra la pallina, incurante, e tornare alla mia lettura.
Prima o poi, speravo, si sarebbe stancato di me.
"Quindi, ora siamo a questo punto?" Lo sentii sorridere, e, con la coda dell'occhio, lo osservai portare una mano al suo viso, mentre l'altra ancora era lasciata a penzoloni sul bordo sinistro del letto.
Aveva cambiato vestiario, nel frattempo: si era tolto la felpa verde, rimanendo con una semplice maglietta bianca, che gli stava leggermente stretta sulle spalle, mentre i pantaloni neri erano stati sostituiti con una morbida tuta di flanella color rubino.
Era scalzo, a quanto pare aveva una certa intolleranza verso i calzini – che, contro ogni suo principio legato all'ordine, aveva lasciato a terra, appallottolati in un angolo.
"Sai, non pensavo di esserecosì poco piacevole da non meritare nemmeno una risposta." Si riscosse, sedendosi sul bordo del letto, imprimendo le sue dita nel bordo candido del materasso. "Per essere una persona che, probabilmente, non sa nemmeno cosa significa, sai essere davvero rude, Marine."
Contro la copertina in cartone del libro, i polpastrelli mi bruciavano, tanto era lo sforzo che mi stavo imponendo per restare zitta.
Era una questione di fisico, perché la mia mente non sarebbe bastata per tenermi chiusa la bocca, tanto era il nervosismo che sentivo scorrere lungo la mia colonna vertebrale, in ogni singolo nervo.