Quest'opera contiene tutti i libri della serie «Angeli e Demoni»:
• la mezzosangue: concluso
• nell'ombra: concluso
• il primo uomo: concluso
*~*
Non è mai esistito mondo, prima del Nuovo Mondo, il Loro.
Una Terra unita, in cui non esistono stati...
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Ethos mi camminava davanti, senza ripensamenti, senza guardarsi indietro: mi teneva la mano e la stringeva, quasi a ricordarmi che non mi avrebbe lasciato scelta.
Comunque, non avevo dubbi a riguardo.
I corridoio del castello mi erano estranei, totalmente identici l'un l'altro, ma Ethos mostrava certezza nei suoi passi, ed io tentai di fidarmi, almeno per non mostrarmi come la solita bambina ingenua che l'angelo vedeva in me.
Li detestavo, lui e i suoi pensieri, perché, ogni qual volta fossero rivolti verso di me, questi mi distruggevano.
Sembrava non aspettare altro che annientarmi, solo per scoprire cosa ci fosse, dentro di me, una volta tolte le lenti colorate e il nome famoso: voleva trovare me, l'anima da annientare, e questo non lo aveva mai nascosto.
"Dove stiamo andando?" Chiedo, dopo alcuni minuti di silenzio, ancora al suo fianco.
La sua mano era calda, contro la mia, ed estremamente morbida: notavo che, di tanto in tanto, col pollice formava dei piccoli cerchi sul mio dorso, quasi stesse cercando di scaricare un nervosismo nascosto.
Non lo nascondeva a me.
"Siamo quasi arrivati," disse, semplicemente, e quello mi sarebbe dovuto bastare.
Strinsi le labbra, cercando di contenermi, e continuai a seguirlo, fin quando non arrivammo in una piccola stanzetta alla fine di una ripida scala bianca: non ne ero così sicura, ma pensavo fossimo arrivati all'ultimo piano del castello.
Ethos lasciò la mia mano, e, risoluto, estrasse dalla tasca dei suoi pantaloni una piccola chiave dorata, infilandola con disinvoltura nella porta. "Non ti preoccupare, sei già stata qui."
Corrugai la fronte, confusa, lanciando uno sguardo verso l'interno della strana, in cui, in realtà, non vedevo altro che buio. "Io non ricordo questo posto."
Ethos accennò ad un sorriso, cordiale, prima di entrare nella stanza ed accendere la luce. "Non ne avevo dubbio: in fondo, avevi solo un anno."
Un anno.
Sgranai gli occhi, sconvolta, e poi lo seguii dentro la stanza, ritrovandomi davanti esattamente ciò che non pensavo avrei mai visto di nuovo.
Il Grande Orologio, posto esattamente al centro del muro grigio, di puro cristallo e argento, che dava, sull'altro lato, sull'esterno.
Mi sporsi appena, alzando la mano per sfiorare il grande cerchio di vetro, da cui, oltre la superficie liscia, potevo vedere il profilo delle case della fazione angelica: tutte bianche, tutte identiche, quasi come in un labirinto.
Era notte, probabilmente molto tardi, e non vidi nemmeno un angelo nelle strade, o nella piazza sottostante la villa, e, in realtà, questo un po' mi deluse: avrei davvero voluto spiare un po' della vita che mai avrei potuto avere.