Quest'opera contiene tutti i libri della serie «Angeli e Demoni»:
• la mezzosangue: concluso
• nell'ombra: concluso
• il primo uomo: concluso
*~*
Non è mai esistito mondo, prima del Nuovo Mondo, il Loro.
Una Terra unita, in cui non esistono stati...
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L'ho fatto, ho mantenuto la mia promessa, seguendo Aima nella sua giornata: non ero mai stata tanto tesa come in quel momento.
Lui, mentre si infilava i vestiti per il giorno, mi aveva spiegato a grandi linee che non avrei dovuto fare poi chissà che cosa oltre che mangiare e assistere agli allenamenti dei soldati.
Aima, a giudicare dalle sue parole piene di ego, era uno dei più esperti fra questi, ma non ci avrei creduto sin quando non l'avrei visto.
"Andiamo, mezzosangue," mi incitò, con la solita monotonia. "La tua lentezza inizia a darmi sui nervi."
Lo guardai male, ma lui si limitò a sorridere, sbattendomi un dito sulla fronte. "Pensavo che gli occhi rossi riuscissero a far sembrare chiunque più spaventoso, ma tu sei così buffa."
Avrei voluto prenderlo a schiaffi, ma mi trattenni quando notai Serena uscire dalle sue stanze e donarci di un caldo sorriso.
"Fratello," salutò, gentile, prima di voltarsi verso di me. "Nuovi occhi."
"Sono riuscita a convincerlo," ammisi, senza ripensamenti, puntando sinceramente a sminuire Aima davanti alla sorellina. "Probabilmente, ho sopravvalutato la sua rigidità."
"Hai solo sottovalutato il mio desiderio di mantenere la pace dentro queste mura," mi corresse il demone, continuando a camminare davanti a noi - forse per nascondere il suo volto indispettito. "Non ci tengo a condividere il letto con una ragazzina capricciosa."
"Eppure lo fa," mi sussurrò Serena, lasciandosi andare in un sorriso.
Non risposi, e non solo perché entrambi mi avevano velatamente insultato, ma perché, finalmente, eravamo arrivati nella sala da pranzo.
Era comune, come molte delle cose nella fazione dei demoni, formata da diverse tavolate in plastica grigia e una cucina a vista sul fondo.
Intorno a me, solo una miriade di teste di ricci neri e occhi color rubino.
"Vieni, Marine: ti presento i nostri amici." Serena mi prese per mano, conducendomi verso un tavolo già occupato da tre demoni – due maschi ed una femmina – oltre a noi.
Aima mi costrinse a sedermi al suo fianco, posandomi sotto il naso una ciotola di avena e un bicchiere pieno di acqua. "Direi che, per una come te, è meglio cominciare con questo."
Capii di che cosa stava parlando quando iniziai ad avvertire l'odore acre dei liquidi nascosti dentro i loro bicchieri: birra.
"Quindi tu saresti la famosa mezzosangue?"
Il demone che mi stava seduto di fronte mi fissava con un'insolita aria annoiata, quasi come se il vedermi non rappresentasse per lui questa insolita novità.
Mi sembrò subito simpatico.
"Sono Marine," puntualizzai, e lui scosse le spalle.
"Isycha," ribadì, semplicemente. "Mentre questi sono Thymos e Ponos."