Guardo mio padre che sospira al telefono per l'ennesima volta.
Sta parlando con i dottori, a quanto pare le paranoie di mio nonno non erano tutte infondate. Ieri mia mamma l'ha portato in ospedale a causa di una caduta in bicicletta, ma questa volta è stato trattenuto per il trauma subito alla testa e sembra che i medici abbiano riscontrato altri problemi.Come al solito James è uscito di casa, mentre io mi sono chiusa nel mio guscio facendo finta di leggere tranquillamente un libro sul divano.
Papà chiude la chiamata e dice qualcosa alla mamma che non riesco a capire. La postazione che mi sono scelta è pessima per sentire, ma è l'unica da cui posso vedere la cucina e che non desta sospetti. Infondo le parole non sono necessarie, capisco dai loro sguardi e dai loro gesti che sono preoccupati.Il cellulare vibra all'improvviso facendomi sussultare. Leggo il nome di Frank e mi ritrovo a sorridere.
- Cosa fai? -
- Leggo. - rispondo prontamente.
- Ti va di uscire? -
- Piove. Preferisco stare al caldo in casa. -
- James è con me. - scrive, probabilmente capendo che la pioggia non mi avrebbe certo fermato se avessi voluto uscire.
- Lo so, grazie. - rispondo e lo penso davvero perchè sono felice che James abbia Frank al suo fianco, come io ho Eloise e Danielle.
- Di cosa? -
Sorrido perchè mi sembra evidente, ma mi piace farglielo presente. - Di esserci per lui. -
- Sono qua anche per te Bambinetta. - risponde e lo immagino mentre sorride e il mio cuore si scalda. - Davvero non vuoi uscire? -
- Sono in compagnia di un buon libro. -
- Hai sempre preferito loro a me :'( -
Scuoto la testa sorridendo. Vorrei dirgli di venire qui, di stare accanto a me e farmi compagnia, ma voglio che stia con mio fratello e che pensi a lui. Sarebbe bello se Frank venisse da me, ma James ne ha più bisogno perchè potrebbe fare qualche cavolata se rimanesse da solo.
- Stai con James, grazie. -
- Chiamami se hai bisogno Bambinetta, sarò lì immediatamente. -
Quando fa così vorrei dirgli di venire da me e baciarlo. Baciarlo fino a lasciarci senza fiato, ma non posso proprio ora. Blocco lo schermo per impedirmi di fare qualche cavolata. Correrei anche da lui, ma so che sarebbe stupido da parte mia illudermi ulteriormente.
«Vuoi andare con papà dal nonno?» chiede mamma entrando in salotto e strappandomi dai miei pensieri.
Scuoto la testa. «Vado domani, va bene?»
«Certo tesoro.»
Sorrido mentre lei torna in cucina e io vado in camera mia. Mi avvicino alla finestra guardando la pioggia cadere fitta e il cielo cupo che fa apparire tutto ancora più triste.
Dopo un bagno rilassante torno in camera pronta a immergermi in una nuova lettura, magari non una storia d'amore perchè in questo momento non è proprio il caso. Mi posiziono davanti allo specchio di camera mia e mi osservo a lungo sorridendo davanti al mio intimo scoordinato. Non ho nemmeno un paio di mutande e reggiseno che siano uguali. In realtà uno c'è ed è il completo intimo che tengo per le occasioni speciali, che di occasioni speciali non ne ho avute e l'ho preso pensando a Frank. Che sfigata, prendere un completo intimo per un ragazzo nemmeno interessato a me.
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Il mio centro sei tu
Teen FictionA Hayward, una cittadina della California, vive una diciassettene cotta del migliore amico di suo fratello. Sonya è certa che quella cotta adolescenziale sia oramai passata, ma il bacio da parte di Frank la riempie di dubbi. Il ragazzo dagli occhi d...